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Vivere in casa il Mercoledì Santo

By Doidam 10 | Shutterstock
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Aleteia si mobilita per proporvi – col concorso della rivista Magnificat – di celebrare questo quarto giorno della Settimana Santa con una celebrazione della Parola di Dio.

Indicazioni per l’uso:

  • Se si è soli, è preferibile leggere semplicemente le letture e le orazioni della messa della domenica nel messalina e/o seguire la messa in televisione.
  • Questa celebrazione richiede la presenza di almeno due persone.
  • La si può fare dal sabato sera (celebrazione vigiliare) alla domenica sera, ma la domenica mattina resta comunque il momento più appropriato.
  • La celebrazione è particolarmente adatta a un quadro famigliare, amicale e di vicinato. Tuttavia, nel rispetto delle misure di isolamento, non si inviteranno amici né vicini ove questo sia proibito (e quand’anche lo si faccia, si presterà la massima attenzione al rispetto delle misure di prevenzione).
  • Si collocano sedie per il numero necessario davanti a un angolo di preghiera, rispettando la distanza di un metro l’una dall’altra.
  • Una semplice croce, o un crocifisso, deve sempre campeggiare sulla parete.
  • Si accendono una o più candele, da porre su supporto non combustibile (candelieri, piattini in porcellana) e si sta bene attenti a spegnerle alla fine della celebrazione.
  • Se si possiede un giardino, se ne raccolgono fiori, la cui presenza è particolarmente indicata in vista della gioia pasquale.
  • Si designa la persona che condurrà la preghiera (in ordine di priorità: un diacono, un laico istituito in un ministero laicale [lettore o accolito], il padre o la madre di famiglia).
  • Colui che conduce è anche colui che stabilisce la durata dei momenti di silenzio.
  • Si designano dei lettori per le letture.
  • Si prepara in anticipo la Preghiera dei Fedeli (a seguire c’è un modello) e si designa la persona che la leggerà.
  • Si possono preparare dei canti appropriati.

Mercoledì Santo

Celebrazione della Parola

Fisso lo sguardo su Cristo Gesù,
entriamo nella battaglia di Dio

Tutti siedono. Colui che guida la celebrazione prende la parola:

Fratelli e sorelle,
in questo terzo giorno della Settimana Santa fissiamo i nostri occhi su Cristo Gesù ed entriamo nella battaglia di Dio.

Ecco che si avvicinano i giorni in cui Gesù nostro Salvatore soffrì la sua passione e risuscitò nella gloria. Nelle tenebre in cui siamo immersi, è lui la nostra luce e la nostra Salvezza.

Nella sua luce, coscienti dei nostri limiti e della nostra debolezza, nonché dei danni da riparare causati dai nostri peccati, vogliamo dire la fede nella passione del Figlio amatissimo e rendere a lui grazie per questa insuperabile prova d’amore che ci ha dato.

Pausa

O Gesù, ecco che siamo impediti a ripresentare l’offerta della tua vita mediante la celebrazione dell’Eucaristia: più che mai, tu ci chiedi di attualizzarla in noi amandoci gli uni gli altri come tu ci hai amati.

Pausa

Dopo un adeguato momento di silenzio, tutti si alzano e si segnano dicendo:

℣.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

℟.: Amen.

Colui che guida prosegue:

Per prepararci ad accogliere la Parola di Dio e perché essa possa guarirci, riconosciamoci peccatori.

Si recita quindi l’atto penitenziale, con queste o simili parole:

℣.: Pietà di noi, Signore:

℟.: contro di te abbiamo peccato.

℣.: Mostraci, Signore, la tua misericordia,

℟.: e donaci la tua salvezza.

℣.: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

℟.: Amen.

Si dice o si canta allora:

℣.: Kyrie, eleison, 

℟.: Kyrie, eleison

℣.: Christe, eleison, 

℟.: Christe, eleison

℣.: Kyrie, eleison, 

℟.: Kyrie, eleison

Colui che guida recita allora l’orazione colletta:

Padre misericordioso, tu hai voluto che il Cristo tuo Figlio subisse per noi il supplizio della croce per liberarci dal potere del nemico; donaci di giungere alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

L’incaricato della prima lettura (e del salmo, ove manchi un salmista che lo intoni) resta in piedi, mentre tutti gli altri siedono.

PRIMA LETTURA 
Is 50,4-9a
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi
(terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaia

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.

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