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Messa in televisione o celebrazione in casa?

MSZA W TELEWIZJI
Monkey Business Images | Shutterstock
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Come santificare le domeniche, la Settimana Santa e la Pasqua in epoca di isolamento

Quando non si può partecipare alla Messa domenicale, cos’è più adeguato? Partecipare a un’umile celebrazione della Parola in casa o seguire la Messa in televisione, presieduta magari dal Papa dalla basilica di San Pietro con un coro stupendo? Senza togliere nulla alla preziosa consolazione che ci può dare la Messa trasmessa per televsione, la risposta è chiara: la celebrazione della Parola.

Com’è possibile? Quando varie persone si riuniscono in nome di Gesù Cristo per celebrare la sua Parola con l’intenzione di essere un cuore solo e un solo spirito con la sua Chiesa, stanno realizzando due promesse efficaci, formulate una da Gesù stesso e l’altra dalla sua Chiesa.

La prima promessa è quella di Gesù: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18, 20). Quando in questo momento di isolamento ci riuniamo in casa per celebrare la sua Parola, non c’è il minimo dubbio sul fatto che Gesù sia presente tra noi.

La seconda promessa è quella della Chiesa. Il Concilio Vaticano II (principalmente) ci insegna che quando ci riuniamo per leggere la Scrittura in chiesa, a parlarci è il Verbo stesso di Dio, Gesù. La sua Parola, allora, diventa un autentico alimento per la nostra vita.

Ma come possiamo sapere che stiamo celebrando “in chiesa”? Quando ampliamo l’orizzonte della nostra “assemblea” agli orizzonti della Chiesa e del mondo e seguiamo le formule liturgiche che la Chiesa raccomanda per queste celebrazioni della Parola.

“Fa’ della tua casa una chiesa”

E se l’assemblea riunita in casa (due o più persone) è costituita dai membri della famiglia, anche se si tratta di una famiglia allargata (zii, amici, vicini…), è davvero Chiesa per grazia della chiesa domestica (cfr. Lumen gentium 11, Familiaris consortio 21).

Cos’è la chiesa domestica? La famiglia. “È qui che si esercita in maniera privilegiata il sacerdozio battesimale del padre di famiglia, della madre, dei figli, di tutti i membri della famiglia”, spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1657.

“È qui che si apprende la fatica e la gioia del lavoro, l’amore fraterno, il perdono generoso, sempre rinnovato, e soprattutto il culto divino attraverso la preghiera e l’offerta della propria vita”.

Ascoltiamo quindi San Giovanni Crisostomo, che consigliava a un padre di famiglia: “Fa’ della tua casa una chiesa”.

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