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Isolamento: in quale fase psicologica vi trovate?

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Shutterstock | Yuganov Konstantin

María del Castillo - pubblicato il 06/04/20

Questo periodo è difficile per tutti. La routine si è vista improvvisamente frenata, e chi non ha potuto fermare la propria attività teme di subire le conseguenze del contagio da coronavirus. Non possiamo trattarla come una paura irrazionale. Si tratta di una paura reale, oggettiva, che è lì e non si può negare.

Le strategie di autoconsolazione (respirare a fondo, ripetere continuamente che andrà tutto bene) smettono di funzionare man mano che conosciamo casi vicini di persone che ne soffrono e di altre che stanno perdendo familiari e amici.

Le notizie ce lo ricordano continuamente, e il tempo in casa fa sì che la compulsività di consumare informazioni aumenti. Posso controllare le mie emozioni in questo periodo? E cosa più importante, come posso uscire da questa circostanza essendo cresciuto come persona?

Per comprendere le emozioni che ci stanno invadendo, è fondamentale riconoscere il momento emotivo in cui ci troviamo rispetto a questa crisi mondiale.

Come norma generale, possiamo distinguere queste tappe in relazione all’assimilazione della nuova situazione che viviamo:

Incertezza / Negazione

Si tratta della prima tappa (che per molti sarà ormai passata, ma per altri continuerà ad essere vigente). Lo sconcerto per le notizie che ci arrivano ci fa respingere la verità di quello che stiamo ascoltando.

Mettiamo in discussione tutto quello che ci viene detto. Ci sembra irreale. Fatichiamo a smettere di frequentare i nostri posti preferiti: bar, negozi… Man mano che le restrizioni per spostarsi aumentano, iniziamo a entrare nella tappa successiva.

Emozioni proprie di questa fase: euforia, rabbia, ribellione, nervi, paura.

Adattamento / Accettazione

Inizia ad avere effetto il nostro comportamento mimetico, che è decisamente umano, soprattutto nelle prime tappe di vita, in cui imitiamo in tutto i nostri genitori per imparare le tecniche di esplorazione dell’ambiente che ci circonda.

Man mano che constatiamo che tutte le persone che conosciamo hanno deciso di rispettare l’isolamento, iniziamo ad accettare la situazione e ci adattiamo.

Emozioni proprie di questa fase: riposo (visto che nella tappa della negazione ci si esaurisce), picchi di allegria, speranza (non sono solo in questo), sentimento di appartenenza (vedendo che tutti fanno la stessa cosa).


FAMILY

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Resistenza / Crescita

I giorni passano, e vedere il sole fuori dovendo rimanere in casa provoca in noi nostalgia della vita sociale. Ci manca il fatto di relazionarci agli altri. Iniziamo a identificare emozioni sepolte dal pensiero che nulla avrebbe mai alterato il nostro ritmo di vita.

Ora un pranzo domenicale con tutta la famiglia non è più una cosa comune. Iniziamo a valorizzare cose che prima davamo per scontate.

Emozioni proprie di questa fase: nostalgia, malinconia, scoraggiamento, rassegnazione.

Una volta che siamo cresciuti a partire da questa esperienza – che prima o poi passerà –, dovremo riprendere la vita quotidiana con le nuove prospettive e le lezioni imparate. Il sollievo sarà la prima sensazione che ci invaderà, insieme al timore di fronte al pensiero che la stessa situazione possa ripetersi. La situazione economica – che dovrà essere recuperata gradualmente – farà sì che abbiamo paura di consumare denaro e risorse.

Col tempo, il cervello – esperto di sopravvivenza – opterà per tornare a dimenticare che quello che conosciamo oggi può cambiare completamente da un giorno all’altro. È il meccanismo che usa per non vivere in uno stato di allerta permanente che ridurrebbe le nostre energie a causa di problemi che non sono ancora arrivati.

Siamo determinati a sentirci così?

È difficile controllare le emozioni delle fasi in questa situazione così diversa da quella a cui siamo abituati, ma possiamo scegliere il nostro atteggiamento prendendo coscienza del fatto che le nostre reazioni di fronte alle difficoltà sono una scelta:

  • Zona di paura: di fronte alla paura, accaparriamo cibo e medicinali non imprescindibili. Siamo irritabili e dipendiamo ogni minuto dalle notizie. Ci lamentiamo e contagiamo con le nostre emozioni negative chi ci circonda.
  • Zona di apprendimento: fermiamo il consumo compulsivo, confidando nel fatto che ci saranno risorse per tutti. Cerchiamo di identificare le nostre emozioni risolvendo i conflitti che sono nelle nostre mani. Scegliamo come agire e organizziamo la nostra agenda perché non passino i giorni senza averne tratto profitto.
  • Zona di crescita: iniziamo a stabilire propositi per raggiungere qualche meta in questo periodo. Pensiamo agli altri, cercando di capire come aiutare. Mettiamo i nostri talenti al servizio di chi ne ha bisogno. Promuoviamo la gratitudine e cerchiamo di mantenere uno stato emotivo allegro e speranzoso. Ci relazioniamo agli altri adattandoci alle nuove circostanze.

Tags:
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