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Quando non è possibile assistere alla sepoltura di una persona cara

MOURNING COFFIN

Syda Productions I Shutterstock

Aleteia - pubblicato il 04/04/20

Papa Benedetto XVI ha scritto:

“Le nostre esistenze sono in profonda comunione tra loro, mediante molteplici interazioni sono concatenate una con l’altra. Nessuno vive da solo. Nessuno pecca da solo. Nessuno viene salvato da solo. Continuamente entra nella mia vita quella degli altri: in ciò che penso, dico, faccio, opero. E viceversa, la mia vita entra in quella degli altri: nel male come nel bene. Così la mia intercessione per l’altro non è affatto una cosa a lui estranea, una cosa esterna, neppure dopo la morte. Nell’intreccio dell’essere, il mio ringraziamento a lui, la mia preghiera per lui può significare una piccola tappa della sua purificazione. E con ciò non c’è bisogno di convertire il tempo terreno nel tempo di Dio: nella comunione delle anime viene superato il semplice tempo terreno. Non è mai troppo tardi per toccare il cuore dell’altro né è mai inutile” (Spe salvi, n. 48).

Non è mai troppo tardi: da oggi posso aiutare i defunti: i miei, ma anche tutti quelli a cui non pensa nessuno, unendomi, lì dove sono, alla preghiera di intercessione per loro, che è quella di tutta la Chiesa.

Quando terminerà l’isolamento, ci sarà tempo per riunirsi per portare il loro ricordo al memoriale dell’Eucaristia. Non è mai troppo tardi.

Guarda la Stella

Oggi come ieri, troviamo in Maria un sostegno sicuro per la nostra speranza, sia per noi che remiamo nella tormenta che per i nostri defunti che sono arrivati alla fine del viaggio (Spe salvi, 49):

“Ave maris stella. La vita umana è un cammino. Verso quale meta? Come ne troviamo la strada? La vita è come un viaggio sul mare della storia, spesso oscuro ed in burrasca, un viaggio nel quale scrutiamo gli astri che ci indicano la rotta. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente. Esse sono luci di speranza. Certo, Gesù Cristo è la luce per antonomasia, il sole sorto sopra tutte le tenebre della storia. Ma per giungere fino a Lui abbiamo bisogno anche di luci vicine – di persone che donano luce traendola dalla sua luce ed offrono così orientamento per la nostra traversata. E quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza – lei che con il suo « sì » aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell’Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)?”
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Tags:
coronavirusmorti
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