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2 atteggiamenti da adottare durante questa pandemia e dopo di essa

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Catholic Link - pubblicato il 04/04/20

di padre Enrique Granados

Stiamo vivendo un periodo particolare, che può essere un’occasione di riflessione di fronte a questa pandemia che sta avendo conseguenze in tutto il mondo. Questa situazione ci porta a palpare con più forza l’esperienza di fragilità e a prendere coscienza del fatto che non abbiamo il controllo su tutto.

È una realtà che anziché spaventarci deve portarci a crescere nella fiducia in Dio, Padre creatore. Accade, però, che ce ne dimentichiamo, soprattutto perché pensiamo che apparentemente siamo quelli che hanno il controllo delle cose – per la vita che conduciamo, per i contatti che abbiamo, il denaro, il prestigio, le conoscenze…

Ora ci rendiamo conto che nulla di questo serve per liberarci da questa pandemia, che non fa distinzioni di alcun tipo. È in questo momento che si manifesta in modo più chiaro questa esperienza di fragilità, che fa diventare molte persone tese e nervose, naturalmente angosciate.

Si tratta di essere prudenti, di far caso alle raccomandazioni degli esperti e di non smettere di elevare la nostra preghiera a Dio Onnipotente. In questo post vorrei sottolineare due atteggiamenti molto importanti per quest’epoca.

Responsabilità e solidarietà

Shutterstock / rmnoa357

Bisogna essere responsabili, verso noi stessi e gli altri. La chiamerei “salute solidale”, perché si tratta di pensare non solo a noi stessi, ma anche agli altri. A chi è forse più vulnerabile alla malattia, a chi per condizione fisica o età potrebbe contrarre il virus più facilmente.

Pensando a loro, mi prendo cura di me stesso e smetto di andare da qualsiasi parte. Ricordate, non si tratta solo di pensare “Io sto e starò bene”, ma anche del fatto che ci sono persone che non hanno un’alimentazione sufficiente, che non hanno un’assicurazione sanitaria che le possa proteggere nel caso in cui contraggano la malattia.

È bene pensare a loro, ed è per questo che vogliamo prendere misure sanitarie solidali. Voglio essere solidale anche nei miei acquisti, comprare solo quello di cui ho bisogno, non più del necessario. Pensare che ci sono altre persone che dovranno nutrirsi, che avranno bisogno di cose di base.




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Pensare sempre all’altro

Brother, Sister, Family
© Lopolo

In situazioni come questa si vede con maggior forza la civiltà, la cultura di un Paese che sa guardare all’altro e non pensa solo a sé, ma anche al bene comune.

Bisogna essere responsabili anche con gli studi. In molti luoghi sono state annullate le lezioni, ma questo non significa vacanze. Dobbiamo continuare ad approfittare del tempo che Dio ci dona, ogni giorno è un’opportunità nuova per imparare qualcosa, per essere migliori del giorno precedente.

Approfittiamo di questa congiuntura per trarne profitto e cercare di vedere cosa potremmo migliorare. Può darsi che tutto questo sembri un’indicazione insistente, ma bisogna ricordare che in questa pandemia siamo tutti nella stessa situazione.

Quando terminerà, guarderemo indietro come persone diverse – forse più grate, piene di speranza, di forza, di coraggio, con una fede più solida, con nuovi propositi di fede e di realizzazione personale.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

Tags:
pandemiaresponsabilitàsolidarieta
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