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Chi sono i santi che proteggeranno il nuovo ospedale di Milano Fiera?

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Lucandrea Massaro - pubblicato il 03/04/20

La struttura, benedetta da monsignor Delpini, è stata posta sotto la protezione del frate Riccardo Pampuri e del monaco taumaturgo libanese Charbel Makhluf

Mentre Milano affronta la sua prova più dura dai tempi della seconda guerra mondiale, le istituzioni e la popolazione non demorde e sta dando vita ad un polo ospedaliero nell’area della Fiera che darà supporto e respiro alle strutture esistenti. Di questa struttura è stato inaugurato il cantiere proprio lunedì alla presenza di Monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, che ha affidato «questo luogo di cura e di speranza alla intercessione del santo medico e frate Riccardo Pampuri e del santo monaco taumaturgo libanese Charbel Makhluf». Ma chi sono questi due santi?

San Riccardo Pampuri

Erminio Pampuri nacque a Trivolzio, alle porte di Milano, nel 1897. Per sei anni fu medico condotto a Morimondo. Entrò nell’ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli) nel 1927, con il nome di Riccardo. Morì tre anni dopo. È stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 1° novembre 1989 con queste parole: «È una figura straordinaria vicina a noi nel tempo, ma più ancora ai nostri problemi ed alla nostra sensibilità. La sua vita breve, ma intensa, è uno sprone per tutto il popolo di Dio, ma specialmente per i giovani, per i medici, per i religiosi» (Tracce).

Un santo semplice, medico dei corpi e delle anime, che ha vissuto un’esistenza tutta segnata dall’amore per Cristo e per gli uomini e ha lasciato in eredità frasi come questa: «Abbi grandi desideri, cioè desiderio di grande santità, ma fai anche le cose piccole, minime, con amore grande» (Avvenire).

Il 28 ottobre 1928, si offre a Dio mediante i santi voti di povertà, castità e obbedienza e scrive: «Voglio servirti mio Dio, per l’avvenire, con perseveranza e amore sommo: nei miei superiori, nei confratelli, nei malati tuoi prediletti; dammi grazia di servirli come servissi Te».
Gli viene affidato il laboratorio dentistico di Via Moretto, annesso all’ospedale. Fra Riccardo è un semplice religioso, ma è anche un grande medico: così, appena si sa, molti, sempre più numerosi, attirati dalla sua bontà e dalla sua scienza, vengono a cercarlo e si rivolgono a lui con una fiducia che si diffonde, in Brescia, come un contagio. Le mamme gli portano i bambini perché li curi e li benedica: risponde promettendo la sua preghiera quotidiana per loro alla Madonna.
Nella sua semplicità, si sente quasi umiliato quando diversi medici vengono ad interpellarlo, perché “il dottorino sotto il saio di religioso è un santo e può molto”. Ha poco più di 30 anni e gode fama di santità.
Ma presto diventa assai fragile di salute: ai superiori che hanno molti riguardi verso di lui, risponde: «Io sto bene». Continua il suo lavoro, fino a quando gli restano le ultime briciole di forze. Qualcuno si domanda: «Perché Fra Riccardo va all’ambulatorio con la febbre addosso?». Risponde: «È il mio posto, là c’è Dio che mi aspetta» (Santi e Beati).

San Charbel Makhluf

È il santo più popolare della nazione libanese assieme al “grande padre” Marone. Morto nel 1898 e canonizzato da Paolo VI nel 1977, ha trascorso la sua esistenza nel nascondimento e nella preghiera, non ha lasciato scritti né ha promosso opere, la sua fama di santità – che va ben oltre i confini del Libano – è legata soprattutto alle migliaia di guarigioni avvenute in tanti Paesi del mondo e attribuite alla sua intercessione.

Spesso si recava nei villaggi vicini per celebrare la Messa. Altre volte veniva chiamato al capezzale di qualche ammalato o dei moribondi, o ancora doveva benedire i campi e il lavoro dei contadini. Ogni volta, appena aveva finito, tornava in monastero.
Non si sottraeva a nessun tipo di fatica, anche la più pesante, come quella del lavoro nei campi. In più, cominciavano a diffondersi i racconti di alcuni suoi interventi che, a detta degli abitanti dei dintorni, avevano del miracoloso (Santi e Beati)

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