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12 santi che vi faranno innamorare dell’Eucaristia

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Raffaello, Disputa del Santissimo Sacramento, Palazzo Apostolico (Vaticano).
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La Messa ri-presenta l’unico sacrificio di Cristo, e celebrarla significa tornare misticamente nel Cenacolo e sul Golgota. L’effetto di questo mistero tuttavia non è un intimistico solipsismo, bensì il rafforzamento dell’unione ecclesiale (detta appunto “comunione”). In un momento gravemente critico anche sul piano spirituale è bene saper scegliere guide sicure.

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È degno di nota come nel progredire della quarantena che ha inusitatamente imprigionato tutto il mondo si faccia vieppiù forte la richiesta dei fedeli di mezzi e sostegno per la “comunione spirituale” – richiesta alla quale la Chiesa, a cominciare dal Santo Padre, ha dato pronto riscontro.

La comunione dei santi è comunione squisitamente eucaristica, e anzi i santi sono i migliori compagni nella “pratica di amare Gesù Cristo” in tutte le sue manifestazioni, tra le quali eccelle quella nell’Augusto Sacramento. Non a caso Giovanni Paolo II ha dedicato la sua ultima enciclica anche a illustrare questa verità:

Il culto reso all’Eucaristia fuori della Messa è di un valore inestimabile nella vita della Chiesa. Tale culto è strettamente congiunto con la celebrazione del Sacrificio eucaristico. La presenza di Cristo sotto le sacre specie che si conservano dopo la Messa – presenza che perdura fintanto che sussistono le specie del pane e del vino – deriva dalla celebrazione del Sacrificio e tende alla comunione, sacramentale e spirituale. Spetta ai Pastori incoraggiare, anche con la testimonianza personale, il culto eucaristico, particolarmente le esposizioni del Santissimo Sacramento, nonché la sosta adorante davanti a Cristo presente sotto le specie eucaristiche. 

È bello intrattenersi con Lui e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto (cfr Gv 13,25), essere toccati dall’amore infinito del suo cuore. Se il cristianesimo deve distinguersi, nel nostro tempo, soprattutto per l’« arte della preghiera », come non sentire un rinnovato bisogno di trattenersi a lungo, in spirituale conversazione, in adorazione silenziosa, in atteggiamento di amore, davanti a Cristo presente nel Santissimo Sacramento? Quante volte, miei cari fratelli e sorelle, ho fatto questa esperienza, e ne ho tratto forza, consolazione, sostegno!

Di questa pratica ripetutamente lodata e raccomandata dal Magistero, numerosi Santi ci danno l’esempio. In modo particolare, si distinse in ciò sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che scriveva: « Fra tutte le devozioni, questa di adorare Gesù sacramentato è la prima dopo i sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi ». L’Eucaristia è un tesoro inestimabile: non solo il celebrarla, ma anche il sostare davanti ad essa fuori della Messa consente di attingere alla sorgente stessa della grazia.

Giovanni Paolo II, Ecclesia de eucharistia 25

Analogamente, il Santo Papa polacco ricordava che i santi ci sono maestri anche di comunione spirituale:

L’Eucaristia appare dunque come culmine di tutti i Sacramenti nel portare a perfezione la comunione con Dio Padre mediante l’identificazione col Figlio Unigenito per opera dello Spirito Santo. Con acutezza di fede esprimeva questa verità un insigne scrittore della tradizione bizantina: nell’Eucaristia, « a preferenza di ogni altro sacramento, il mistero [della comunione] è così perfetto da condurre all’apice di tutti i beni: qui è l’ultimo termine di ogni umano desiderio, perché qui conseguiamo Dio e Dio si congiunge a noi con l’unione più perfetta ». Proprio per questo è opportuno coltivare nell’animo il costante desiderio del Sacramento eucaristico. È nata di qui la pratica della « comunione spirituale », felicemente invalsa da secoli nella Chiesa e raccomandata da Santi maestri di vita spirituale. Santa Teresa di Gesù scriveva: «Quando non vi comunicate e non partecipate alla messa, potete comunicarvi spiritualmente, la qual cosa è assai vantaggiosa… Così in voi si imprime molto dell’amore di nostro Signore».

Giovanni Paolo II, Ecclesia de eucharistia 34

Abbiamo quindi pensato di raccogliere per i lettori di Aleteia una silloge delle parole di alcuni grandi santi e sante che nel corso di XX secoli hanno dato il proprio contributo alla vita della Chiesa, talvolta intervenendo nel dibattito ecclesiale fino ai massimi livelli dottrinali, talaltra esplorando personalmente (ma mai in solitaria!) le vie dell’incorporazione mistica a Cristo.

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