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Durante una peste mortale, Papa Gregorio ebbe una visione consolatrice di San Michele Arcangelo

Castel Sant'Angelo

ItzaVU | Shutterstock

Philip Kosloski - pubblicato il 30/03/20

L'apparizione fu una risposta diretta alle preghiere incessanti del Papa per il suo popolo

Alla fine del VI secolo una grave peste devastò la città di Roma, reclamando anche la vita di Papa Pelagio II. Fu un’epoca difficile per i cittadini romani, e quando Papa Gregorio I venne eletto a guidare la Chiesa decise di fare immediatamente appello alla misericordia di Dio.

San Gregorio Magno (come divenne noto in seguito) organizzò un’enorme processione per la città, invitando tutti a pregare Dio per la fine della peste.

La Legenda Aurea narra che la processione era guidata da un’antica immagine della Vergine Maria che si pensava avrebbe ripulito l’aria dalla malattia:

“La peste ancora sconvolgeva Roma e Gregorio ordinò che la processione andasse avanti compiendo il giro della città mentre chi vi partecipava cantava litanie. La processione portava un’immagine della Santissima Vergine Maria… Ed ecco che la sporcizia velenosa dell’aria finì per soccombere all’immagine come se la rifuggisse, incapace di sopportarne la presenza. Il passaggio dell’immagine diede una meravigliosa serenità e purezza all’aria. Si dice anche che si sentivano voci di angeli intorno all’immagine che cantavano:

Regina coeli laetare, alleluia,
Quia quem meruisti portare, alleluia,
Resurrexit sicut dixit, alleluia!

Al che Gregorio aggiunse prontamente: Ora pro nobis, Deum rogamus, alleluia!”


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La processione continuò il suo percorso per la città fino a quando San Gregorio arrivò al mausoleo dell’imperatore Adriano e assistette a una visione che diede pace alla sua anima.

“Allora il Papa vide sulla cima del castello di Crescenzio un angelo del Signore che puliva una spada insanguinata e la rimetteva nel fodero. Gregorio capì che quello poneva fine alla peste, come di fatto accadde. Da allora il castello si chiamò Castel Sant’Angelo”.

In seguito venne collocata sulla cima di Castel Sant’Angelo una statua dell’arcangelo San Michele che rimette la spada nel fodero, che continua ad essere un promemoria costante della misericordia di Dio e di come abbia risposto alle preghiere e alle suppliche del suo popolo.

Quando Dio vede una fede unita e sincera, risponde generosamente alle preghiere.

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