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27 anni d’amore per la moglie che non vede e non parla

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Dolors Massot - pubblicato il 30/03/20

Avguštin Maučec ha lasciato il lavoro per assistere Irena, che ha subìto lesioni irreversibili a causa di un incidente poco dopo il matrimonio

Quando Avguštin ha pronunciato la formula matrimoniale in cui prometteva a Irena di esserle fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarla e onorarla tutti i giorni della sua vita, non immaginava certo che avrebbe dovuto mettere in pratica in modo eccezionale quella promessa poco tempo dopo.

Non erano trascorsi due anni dal matrimonio quando i giovani sposi hanno subìto un terribile incidente automobilistico nel nord del loro Paese, la Slovenia.

Un giorno del 1993 sono usciti dalla loro casa di Turnišče, e pochi chilometri dopo, sulla strada che unisce Beltinci a Murska Sobota, un camion ha sbattuto frontalmente contro la loro auto. Avguštin si è fratturato la clavicola e ha riportato una commozione cerebrale, Irena ha presentato fratture alle gambe, alle braccia e alla cassa toracica, a cui si univano lesioni irreversibili al tronco encefalico.

“Irena è rimasta in terapia intensiva per 2 anni e 8 mesi”, ricorda Avguštin. “Aveva bisogno di assistenza respiratoria, somministrazione di ossigeno, alimentazione artificiale, catetere…”. Quella ragazza giovane e bella con cui si era sposato non poteva più vedere, parlare o camminare.

Fedele alla sua promessa

Per Avguštin quell’incidente del 1993 ha rappresentato un cambiamento radicale nella vita, e ha deciso che sarebbe rimasto fedele alla promessa di matrimonio che aveva fatto a sua moglie fino alla fine dei suoi giorni.

MAUCEC
LOJZE GRČMAN | ALETEIA

Avguštin ha deciso di lasciare il lavoro per dedicarsi completamente a Irena. Superata la tappa della terapia intensiva, era l’unico modo perché lei potesse andare avanti. “Non conosco nessuno che nella sua situazione sopravviva per molto tempo in un ospizio”, ha spiegato, e quindi ha deciso di portarla a casa e di adattare l’abitazione alle necessità di Irena.

“Ho avuto l’opportunità di offrire dignità a mia moglie”

Alcuni medici gli hanno “raccomandato” di lasciar morire Irena, viste le condizioni di vita che si profilavano, ma lui non li ha ascoltati: “Ho avuto l’opportunità di offrire dignità a mia moglie”, ha spiegato in un’intervista all’edizione slovena di Aleteia, “e vorrei che tutti avessero la stessa dignità”.

A 40 anni Avguštin ha iniziato a studiare Giurisprudenza e si è laureato. Era il cammino con cui poteva aiutare molte persone in una situazione simile alla loro, “perché riguardava i diritti umani”.

Ha quindi creato l’Istituto Pravica, “giustizia” in sloveno, dal quale offre assistenza a persone come Irena.

Avguštin ha affrontato da solo i primi 10 anni di cure di Irena. “Quando ci penso, a volte mi chiedo come abbia fatto”, confessa.

Irena richiede attenzioni straordinarie: di notte, il marito si alza ogni due ore per cambiarle la posizione nel letto.

AVGUSTIN IRENA MAUCEC
OSEBNI ARHIV

“Irena continua ad essere una mia responsabilità”

Ora ha delle persone che lo aiutano, ma “Irena continua ad essere una mia responsabilità e lo sarà sempre, dipende da me”.

Nel 2017, lo sceneggiatore e regista Miha Celar ha realizzato un documentario sulla coppia, intitolato Goodnight, Irene.

“Continuerò a lottare per lei più che posso”, ha dichiarato Avguštin.

Ecco il video in cui viene raccontata la sua storia:

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