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Nessuno vi tolga la fede o il desiderio di offrire questa crisi come sacrificio!

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di Alvaro Díaz

Da alcune settimane stiamo assistendo a una realtà che ha sorpreso molti di questa generazione. Negli ultimi decenni è raro che si sia vista una situazione del genere: un’infezione che in poco tempo è diventata oggetto della preoccupazione di tutti.

Ricordo che nei mesi precedenti consideravamo questa malattia lontana, confinata in Cina, e pensavamo che non si sarebbe estesa, essendo fondamentalmente tranquilli.

La fede non si esaurisca di fronte a questa pandemia

Il suo arrivo in Europa ci ha scossi. Non ci aspettavamo neanche la rapidità con cui si è poi diffusa, e men che meno che provocasse tante morti.

Il coronavirus è ormai diventato una pandemia, una malattia che è riuscita a estendersi in tutti i continenti e che inquieta soprattutto per la difficoltà di limitarne la diffusione.

Per le fasce vulnerabili della popolazione, come gli anziani e i malati, può essere letale. Vista la situazione, è comprensibile la quantità di informazioni che ci giungono quotidianamente, educative, preventive e perfino con un contenuto che arriva a banalizzare questa realtà, come nel caso di vignette e video umoristici.

Con questo articolo vorrei aggiungere una riflessione che può aiutarci in questo periodo, soprattutto a vivere una vita cristiana autentica e piena di testimonianza. Ecco qualche punto su cui riflettere:

1. Il valore della sofferenza

ROSE
Di ilovephoto_KA - Shutterstock

Un aspetto della vita cristiana è sicuramente quello che ha a che vedere con la croce, qualcosa che Gesù ci ha annunciato e ci ha invitato a vivere: prendere la nostra croce e seguirlo.

Non è tutto che nella vita sia sofferenza, ma quella che arriva per via della condizione e della vulnerabilità umana va affrontata con l’atteggiamento che il Maestro ci ha insegnato.

È importante vedere come qualcosa che ci tira fuori dal nostro schema comodo e dai nostri progetti possa diventare un peso notevole, soprattutto perché non possiamo evitarlo o fuggire come ci siamo abituati a fare nella cultura attuale, che teme di assumere il dolore o pensa che la sofferenza non abbia senso.

In questo momento abbiamo un’occasione per vivere questa dimensione della vita cristiana, senza dimenticare che siamo nelle mani provvidenti di Dio, aperti a uno sguardo di fede e di speranza.

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