Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 30 Novembre |
Sant'Andrea
home iconStorie
line break icon

"Due minuti per dare la comunione". La corsa contro il tempo (e il coronavirus) del prete del Sacco

JULIAN LOZANO

Gentileza

Sono numerosi i preti che negli ospedali stanno provando a dare conforto ai tanti ricoverati per Covid-19.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 25/03/20

All'ospedale di Milano specializzato nelle malattie infettive, Don Giovanni Musazzi è una presenza importante per ammalati e medici. "Mi chiedono: non smettere di venire"

«A un cappellano viene chiesto di fare il cappellano. Sono un ospite che testimonia con la sua presenza che Dio c’è». Don Giovanni Musazzi è il volto della misericordia di Dio nelle corsie dell’Ospedale “Luigi Sacco” di Milano, impegnato in prima linea contro il coronavirus.

«La presenza è il punto di partenza» per instaurare un dialogo con i medici e con i pazienti. Sul camice usa e getta scrive di volta in volta, con il pennarello, la parola “prete(La Stampa, 24 marzo)..

CORONAVIRUS
Shutterstock | areetham


PORONIENIE

Leggi anche:
All’Ospedale Sacco di Milano, il cappellano racconta: personale esausto, ma non molla

La donna non cattolica che si è messa a piangere

«Visito i pazienti Covid». A volte si deve limitare a una benedizione attraverso il vetro. «Ma sono entrato con le protezioni necessarie, anche in alcune stanze», evidenzia Don Giovanni.

«Una signora con la polmonite quando mi ha visto – racconta il sacerdote della Fraternità San Carlo – si è messa a piangere, perché normalmente non possono ricevere visite. La sua compagna di stanza, cattolica ma non praticante, quando ha capito che ero un prete, si è commossa ed è scoppiata in lacrime».

PATRICK HERTZOG / AFP
Des unités de soins intensifs dans un hôpital militaire de campagne monté à Mulhouse, le 22 mars 2020.

Due minuti per la comunione e l’assoluzione

La malattia può degenerare in fretta. Ci sono alcuni pazienti che possono aggravarsi nell’arco di qualche ora. E così «molte persone desiderano confessarsi. Mi posso fermare due/tre minuti per la comunione e l’assoluzione generale. Non posso avvicinarmi. Faticano a parlare, ma sono molto felici di vedere un sacerdote e qualcuno che non è obbligato a restare lì».


SAN MICHELE

Leggi anche:
Perché invocando San Michele ci possiamo proteggere dal coronavirus?

“Alcuni non tornano neppure a casa”

In queste settimane l’ospedale Sacco ha tutti i reparti riconvertiti per accogliere i pazienti affetti da coronavirus. C’è la zona degli infettivi, con i malati più gravi, e quella degli isolamenti e delle quarantene. «Per fortuna che il personale è incredibile», dice il sacerdote.

«I turni sono di 12-13 ore, il giorno libero praticamente non esiste più, le ferie sono state revocate. Eppure nessuno si lamenta, c’è un grande senso del dovere e di abnegazione. Alcuni non tornano neanche a casa, per paura di infettare le famiglie, e dormono in albergo. Altri hanno allontanato i parenti perché il rischio di contagio è possibile. Altri ancora fanno appena a tempo a giocare un po’ con i figli, a dormire qualche ora e poi sono di nuovo qua all’alba» (Tempi, 18 marzo).

“Non smettete di venire”

La figura del cappellano (insieme a lui opera don Mauro Carnelli, un presbitero diocesano) ricopre un ruolo molto importante per tutto il personale sanitario. Don Giovanni ha un ottimo rapporto con i medici. E più di una persona, ogni giorno, gli raccomanda: «Non smettere di venire, perché abbiamo bisogno di vederti».

Le Messe nella piccola cappella dell’ospedale sono sospese. Dalle 8 alle 9 e dalle 11,30 alle 12,30 fa l’adorazione eucaristica, che diventa un punto di riferimento per tutti: «Chi passa, sa che lì c’è l’eucaristia. Arrivano, pregano ed escono».




Leggi anche:
Coronavirus, un prete malato dona il suo ventilatore a chi ne ha bisogno. E poi muore

Tags:
coronavirus
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Giovanni Marcotullio
“Kyrie eleison” e non “Signore, pietà”
Jesús V. Picón
Sacerdote con un cancro terminale: perde gli ...
CHRISTMAS MASS
Gelsomino Del Guercio
Messa di Natale anticipata: dopo il governo, ...
Aleteia
Foto incredibili di santa Teresa di Lisieux s...
MEDALLA MILAGROSA
Corazones.org
Pregate oggi la Madonna della Medaglia Miraco...
Philip Kosloski
A cosa somiglia davvero il Paradiso secondo s...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni