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Coronavirus: in Vaticano ci si prepara a una Settimana Santa senza precedenti

Antoine Mekary | ALETEIA

Claire Guigou - pubblicato il 24/03/20

Il programma della settimana più importante e densa dell’anno liturgico viene stravolto per tutti i cristiani in tutti i paesi colpiti dalla pandemia di Covid-19. Il Vaticano non fa eccezione.

La Santa Sede si appresta a vivere una Settimana Santa storica. La promulgazione di un decreto del cardinale Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e per la Disciplina dei Sacramenti (dunque il responsabile per tutto quanto concerne la sacra liturgia) conferma quel che purtroppo sembrava inevitabile: l’epidemia di Coronavirus impedisce – constata il cardinale guineano – di celebrare la messa comunitariamente in molti Paesi. Sono dunque state assunte disposizioni eccezionali, e Roma darà l’esempio.

«Cuore dell’anno liturgico – spiega l’alto prelato –, Pasqua non è una festa come le altre». Il Triduo Pasquale che sfocia nella Pasqua e che culmina nella Pentecoste, non può essere rimandato. Tuttavia, il decreto del cardinale Sarah autorizza i vescovi a rimandare a data ulteriore la celebrazione delle altre feste ed esempressioni di pietà popolare.

Via Crucis rimandata?

Ciò riguarda evidentemente la Via Crucis. A Roma, il Papa guida tradizionalmente una processione al Colosseo che ripercorre in 14 tappe (o “stazioni”) la strada di Cristo fino al Calvario e al sepolcro. Anche se dal Vaticano non ci sono stati comunicati specifici a riguardo, la Via Crucis appare più che in forse. L’ultima volta che un pontefice non ha partecipato a questo evento è stato nel 2005: sette giorni prima della morte, Giovanni Paolo II era così debole che seguì la paraliturgia dalla televisione (e mandò il cardinal Ratzinger in sua vece).




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Se Papa Francesco applicherà alla propria diocesi i consigli della Congregazione per il Culto Divino (comunque esplicitamente emanati per suo ordine), la Via Crucis potrebbe essere rimandata a nuova data, probabilmente tra il 14 e il 15 settembre 2020 (date indicate per la ricorrenza della festa dell’Esaltazione della Santa Croce e della memoria dell’Addolorata).

Un Triduo senza fedeli

Si potranno trovare degli arrangiamenti per il Triduo pasquale – spiega il cardinale Sarah, per fare in modo che i cristiani di tutto il mondo possano partecipare a questo momento-chiave. Tuttavia, la Prefettura della Casa Pontificia ha già fatto sapere che non ci sarà concorso di fedeli in quelle celebrazioni: esse si terranno con un’assemblea ristretta e unicamente ecclesiastica, e tutte saranno filmate e trasmesse in streaming ovunque nel mondo. Altro cambiamento: la messa crismale del Giovedì Santo, durante la quale tutti i preti rinnovano le loro promesse, potrà essere rimandata a data da destinarsi.




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Interpellato da La Stampa il 20 marzo, il Santo Padre ha spiegato come desidera vivere questa particolarissima Settimana Santa, celebrata in solidarietà con tanti fedeli in quarantena:

Con penitenza, compassione e speranza. E umiltà, perché tante volte ci dimentichiamo che nella vita ci sono le “zone oscure”, i momenti bui. Pensiamo che possano capitare solo a qualcun altro. Invece questo tempo è oscuro per tutti, nessuno escluso. È segnato da dolore e ombre, che ci sono entrate in casa. È una situazione diversa da quelle che abbiamo vissuto. Anche perché nessuno può permettersi di stare tranquillo, ognuno condivide questi giorni difficili.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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