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Coronavirus: in Vaticano ci si prepara a una Settimana Santa senza precedenti

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Il programma della settimana più importante e densa dell’anno liturgico viene stravolto per tutti i cristiani in tutti i paesi colpiti dalla pandemia di Covid-19. Il Vaticano non fa eccezione.

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La Santa Sede si appresta a vivere una Settimana Santa storica. La promulgazione di un decreto del cardinale Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e per la Disciplina dei Sacramenti (dunque il responsabile per tutto quanto concerne la sacra liturgia) conferma quel che purtroppo sembrava inevitabile: l’epidemia di Coronavirus impedisce – constata il cardinale guineano – di celebrare la messa comunitariamente in molti Paesi. Sono dunque state assunte disposizioni eccezionali, e Roma darà l’esempio.

«Cuore dell’anno liturgico – spiega l’alto prelato –, Pasqua non è una festa come le altre». Il Triduo Pasquale che sfocia nella Pasqua e che culmina nella Pentecoste, non può essere rimandato. Tuttavia, il decreto del cardinale Sarah autorizza i vescovi a rimandare a data ulteriore la celebrazione delle altre feste ed esempressioni di pietà popolare.

Via Crucis rimandata?

Ciò riguarda evidentemente la Via Crucis. A Roma, il Papa guida tradizionalmente una processione al Colosseo che ripercorre in 14 tappe (o “stazioni”) la strada di Cristo fino al Calvario e al sepolcro. Anche se dal Vaticano non ci sono stati comunicati specifici a riguardo, la Via Crucis appare più che in forse. L’ultima volta che un pontefice non ha partecipato a questo evento è stato nel 2005: sette giorni prima della morte, Giovanni Paolo II era così debole che seguì la paraliturgia dalla televisione (e mandò il cardinal Ratzinger in sua vece).

Se Papa Francesco applicherà alla propria diocesi i consigli della Congregazione per il Culto Divino (comunque esplicitamente emanati per suo ordine), la Via Crucis potrebbe essere rimandata a nuova data, probabilmente tra il 14 e il 15 settembre 2020 (date indicate per la ricorrenza della festa dell’Esaltazione della Santa Croce e della memoria dell’Addolorata).

Un Triduo senza fedeli

Si potranno trovare degli arrangiamenti per il Triduo pasquale – spiega il cardinale Sarah, per fare in modo che i cristiani di tutto il mondo possano partecipare a questo momento-chiave. Tuttavia, la Prefettura della Casa Pontificia ha già fatto sapere che non ci sarà concorso di fedeli in quelle celebrazioni: esse si terranno con un’assemblea ristretta e unicamente ecclesiastica, e tutte saranno filmate e trasmesse in streaming ovunque nel mondo. Altro cambiamento: la messa crismale del Giovedì Santo, durante la quale tutti i preti rinnovano le loro promesse, potrà essere rimandata a data da destinarsi.

Interpellato da La Stampa il 20 marzo, il Santo Padre ha spiegato come desidera vivere questa particolarissima Settimana Santa, celebrata in solidarietà con tanti fedeli in quarantena:

Con penitenza, compassione e speranza. E umiltà, perché tante volte ci dimentichiamo che nella vita ci sono le “zone oscure”, i momenti bui. Pensiamo che possano capitare solo a qualcun altro. Invece questo tempo è oscuro per tutti, nessuno escluso. È segnato da dolore e ombre, che ci sono entrate in casa. È una situazione diversa da quelle che abbiamo vissuto. Anche perché nessuno può permettersi di stare tranquillo, ognuno condivide questi giorni difficili.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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