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Coronavirus, un prete malato dona il suo ventilatore a chi ne ha bisogno. E poi muore

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Un operatore dell’ospedale dove era in cura Don Giuseppe Berardelli, parroco della bergamasca, racconta l’ultima volontà del sacerdote. Ma dal nosocomio non ci sono conferme

Il suo saluto era ‘pace e bene’. Sempre cordiale e disponibile verso l’amministrazione pubblica, le associazioni e non solo quelle della parrocchia, partecipava a tutte le manifestazioni senza essere mai invadente.

Don Giuseppe Berardelli, 72 anni, era arciprete di Casnigo, Bergamo, ormai da quasi quattordici anni e avrebbe concluso la sua missione in quella comunità. L’ha conclusa prima, in un ospedale, a Lovere, colpito dal coronavirus. Già lo scorso anno aveva avuto problemi di salute.

La testimonianza dell’operatore sanitario

«E mi commuove profondamente il fatto che l’arciprete di Casnigo, don Giuseppe Berardelli – cui la comunità parrocchiale aveva comprato un respiratore – vi abbia rinunciato di sua volontà per destinarlo a qualcuno più giovane di lui»: le parole sono di un Operatore Sanitario di lungo corso della Casa di Riposo San Giuseppe di Casnigo (www.araberara.it, 23 marzo).

Parole che però, secondo TgCom24 (24 marzo) «non trovano conferma» all’interno della stessa struttura sanitaria.

“Una grande persona”

«Una grande persona», dice Clara Poli, sindaco di Fiorano, dove don Giuseppe ha fatto a lungo il prete. «Lo ricordo sulla sua vecchia moto Guzzi, amava la sua moto, e quando lo si vedeva passare era sempre allegro e pieno di entusiasmo, ha regalato pace e gioia alle nostre comunità».

Applausi al posto del funerale

Nessun funerale ma i casnighesi lo hanno salutato a modo loro, a mezzogiorno di lunedì 16 marzo si sono affacciati sul balcone di casa e lo hanno salutato con un applauso. Don Giuseppe, appena diventato Arciprete a Casnigo nel 2006 ha lavorato da subito al progetto di ristrutturazione del nuovo oratorio dedicato a San Giovanni Bosco e a San Giovanni Paolo II, il Papa di cui Casnigo conserva la talare-reliquia nel Santuario della Madonna d’Erbia.

Prete “mariano”

Don Giuseppe era un prete mariano, molto legato al Santuario ed era amato da tutti. «Il suo è un arrivederci – conclude Clara Poli su araberara – non ci lascia soli, da lassù veglia su di noi e continua a scorrazzare fra le nubi con la sua motocicletta, chissà quanti progetti sta facendo lassù, anche per noi».

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