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5 modi per affrontare spiritualmente una pandemia

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Mangostar | Shutterstock

Theresa Civantos Barber - pubblicato il 24/03/20

Una verità fondamentale della nostra fede, però, è che Cristo dona la vita eterna. Cristo è risorto dai morti, e ha esteso la stessa promessa a ciascuno di noi. Tutta la nostra fede dipende da questa verità. Tenendola a mente possiamo riconoscere ed esaminare la nostra paura della morte.

Quando sentiamo aumentare il timore dobbiamo chiederci: “Abbiamo fiducia in Dio?” Come dice suor Theresa Aletheia Noble, “la morte ci costringe a parlare di tutte le cose in cui diciamo di credere, ma ci crediamo davvero?”

Dio è nostro Padre, ed è il Padre dei nostri figli e dei nostri cari anche più di noi. Perfino una pandemia non è più forte di Dio e del suo amore per noi.

Imparare a riconoscere la paura della morte e trovare la pace al riguardo è la cosa più difficile che la maggior parte di noi farà mai. Alla base di tutto questo, l’accettazione è fondamentale per mantenere una profonda pace interiore durante questo periodo di crisi. È un processo in corso per ciascuno di noi, ma insieme possiamo chiedere e cercare di confidare nella provvidenza onnipotente di Dio.

3 Siate testimoni per chi vi è accanto

Abbiamo un’opportunità straordinaria per mostrare al mondo come agisce un cristiano in tempi di crisi. La nostra calma e la generosità del nostro cuore saranno una testimonianza potente. Condividiamo la nostra pace con gli altri anziché unirci al panico e all’isteria.

Questa testimonianza include le persone con cui viviamo durante la quarantena: mantenere la pace familiare in ambienti ristretti non è facile, ma dobbiamo fare del nostro meglio per mantenerla durante la giornata e scusarci quando viene inevitabilmente infranta. I genitori sono chiamati ad essere i “primi evangelizzatori” nei confronti dei loro figli, e questo tempo insieme è un modo importante per metterlo in pratica.

Un aspetto importante della nostra testimonianza include il fatto di stare attenti ai nostri commenti sulla crisi. Se cerchiamo di minimizzare la malattia dicendo qualcosa del tipo “Beh, sono a rischio solo gli anziani e gli immunodepressi”, stiamo dicendo che quelle vite hanno meno valore. Ancora una volta, si tratta di una preoccupazione pro-vita: ogni vita è preziosa, e agire come se la vita di chi è più rischio fosse dispensabile è profondamente antitetico rispetto al messaggio cristiano.

Allo stesso modo, non importa come ci sentiamo al riguardo, asteniamoci dal deridere coloro la cui preparazione sembra diversa dalla nostra. Che si tratti di una persona molto spaventata dalla pandemia o del tutto impreparata, prenderla in giro non aiuterà. Ovviamente, condividete qualsiasi informazione sia stata utile per voi, ma sempre con carità.

4 Trovate motivi per essere grati

Sembra paradossale: cosa c’è di cui essere grati in una pandemia? Ma siamo chiamati a rendere grazie a Dio sempre in ogni luogo, anche se in tempi di crisi sembra molto difficile.

Una cosa che mi ha aiutato molto è stato leggere il resoconto di una donna in quarantena in Cina, che ha condiviso gli aspetti positivi di questa esperienza: il fatto di poter cucinare e pulire senza fretta, di mettersi in contatto con amici vicini. “La nostra vita non è mai stata migliore”, ha detto.

La quarantena non dev’essere una cosa che spaventa. A suo avviso, il tempo trascorso in casa potrebbe rivelarsi felice e pacifico, pieno di legami familiari e di vicinato. Quel tipo di esperienza è qualcosa di cui la maggior parte di noi sarebbe davvero grata.

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coronavirusspiritualità
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