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5 modi per affrontare spiritualmente una pandemia

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Mangostar | Shutterstock

Theresa Civantos Barber - pubblicato il 24/03/20

L'uomo non vive di solo pane, indipendentemente da quanto possa averne accumulato nel freezer del suo cuore

Eventi cancellati, scuole chiusi, negozi anche, supermercati svuotati, igienizzante per le mani esaurito. Soprattutto se vivete in una zona molto colpita, la preparazione per affrontare il Covid-19 è reale e intensa.

La preparazione fisica, però, non è tutto ciò che conta. “Non di solo pane vive l’uomo”, indipendentemente da quanto ne possa aver accumulato nel freezr del suo cuore. Prepariamoci ad affrontare questo periodo anche dal punto di vista spirituale.

1 Prendete ogni precauzione possibile per amore del vostro prossimo

Se non si è pronti, bisognerebbe prepararsi all’arrivo del Covid-19. Non siete codardi o infedeli se prendete misure per essere pronti, incluso mettervi in quarantena in casa, facendo scorte e non assistendo ai servizi religiosi.

Qualsiasi evento potrebbe diffondere la malattia. In questo momento cancellare gli eventi e stare a casa può salvare vite umane e le salverà. È una questione pro-vita e un vero atto di carità far tutto ciò che possiamo per assicurare condizioni sane a noi stessi e agli altri.

Sappiamo quello che sta accadendo nel nostro Paese: ospedali al collasso, stress enorme per gli operatori sanitari, le scelte impensabili che stanno compiendo. Rimanere a casa in questo momento, e prepararsi alla quarantena per un po’, è il meglio che si possa fare per sé e per gli altri.

Il Catechismo attribuisce queste parole a Sant’Ignazio, e dovrebbero essere inscritte nel nostro cuore in questo momento di incertezza e preparazione: “Pregate come se tutto dipendesse da Dio, agite come se tutto dipendesse da voi”.

2 Preparate la vostra anima a qualsiasi cosa verrà

Quando bisogna affrontare una paura, a volte l’approccio migliore è esaminare il peggior scenario possibile in modo dettagliato, per demistificarlo e venirci a patti. Se sentite aumentare paura e panico al pensiero del Covid-19, chiedetevi: “Di cosa ho realmente paura?”

Bisogna essere pronti anche all’eventualità della morte. Rimanete in stato di grazia, pregate e fate pace con Dio e con gli altri.

La Chiesa e i santi ci incoraggiano sempre a ricordare la nostra morte come modo per assaporare la vita e viverla bene. Questa pratica è chiamata memento mori, e ha avuto un recente revival nei circoli cattolici, guidato dalla Figlia di San Paolo suor Theresa Aletheia Noble, FSP, che twitta le sue riflessioni sulla morte.

La pandemia è una sorta di memento mori generale. Sembra stranamente idoneo affrontare questa malattia in Quaresima, nel periodo in cui siamo chiamati a ricordare che polvere siamo e polvere torneremo.

La maggior parte di noi ha paura della morte, e il Covid-19 sta portando tutte queste paure in superficie. Essere spaventati è naturale e comprensibile, soprattutto se abbiamo bambini piccoli o genitori anziani o chiunque dipenda da noi e la cui vita sia più preziosa della nostra.

Una verità fondamentale della nostra fede, però, è che Cristo dona la vita eterna. Cristo è risorto dai morti, e ha esteso la stessa promessa a ciascuno di noi. Tutta la nostra fede dipende da questa verità. Tenendola a mente possiamo riconoscere ed esaminare la nostra paura della morte.

Quando sentiamo aumentare il timore dobbiamo chiederci: “Abbiamo fiducia in Dio?” Come dice suor Theresa Aletheia Noble, “la morte ci costringe a parlare di tutte le cose in cui diciamo di credere, ma ci crediamo davvero?”

Dio è nostro Padre, ed è il Padre dei nostri figli e dei nostri cari anche più di noi. Perfino una pandemia non è più forte di Dio e del suo amore per noi.

Imparare a riconoscere la paura della morte e trovare la pace al riguardo è la cosa più difficile che la maggior parte di noi farà mai. Alla base di tutto questo, l’accettazione è fondamentale per mantenere una profonda pace interiore durante questo periodo di crisi. È un processo in corso per ciascuno di noi, ma insieme possiamo chiedere e cercare di confidare nella provvidenza onnipotente di Dio.

3 Siate testimoni per chi vi è accanto

Abbiamo un’opportunità straordinaria per mostrare al mondo come agisce un cristiano in tempi di crisi. La nostra calma e la generosità del nostro cuore saranno una testimonianza potente. Condividiamo la nostra pace con gli altri anziché unirci al panico e all’isteria.

Questa testimonianza include le persone con cui viviamo durante la quarantena: mantenere la pace familiare in ambienti ristretti non è facile, ma dobbiamo fare del nostro meglio per mantenerla durante la giornata e scusarci quando viene inevitabilmente infranta. I genitori sono chiamati ad essere i “primi evangelizzatori” nei confronti dei loro figli, e questo tempo insieme è un modo importante per metterlo in pratica.

Un aspetto importante della nostra testimonianza include il fatto di stare attenti ai nostri commenti sulla crisi. Se cerchiamo di minimizzare la malattia dicendo qualcosa del tipo “Beh, sono a rischio solo gli anziani e gli immunodepressi”, stiamo dicendo che quelle vite hanno meno valore. Ancora una volta, si tratta di una preoccupazione pro-vita: ogni vita è preziosa, e agire come se la vita di chi è più rischio fosse dispensabile è profondamente antitetico rispetto al messaggio cristiano.

Allo stesso modo, non importa come ci sentiamo al riguardo, asteniamoci dal deridere coloro la cui preparazione sembra diversa dalla nostra. Che si tratti di una persona molto spaventata dalla pandemia o del tutto impreparata, prenderla in giro non aiuterà. Ovviamente, condividete qualsiasi informazione sia stata utile per voi, ma sempre con carità.

4 Trovate motivi per essere grati

Sembra paradossale: cosa c’è di cui essere grati in una pandemia? Ma siamo chiamati a rendere grazie a Dio sempre in ogni luogo, anche se in tempi di crisi sembra molto difficile.

Una cosa che mi ha aiutato molto è stato leggere il resoconto di una donna in quarantena in Cina, che ha condiviso gli aspetti positivi di questa esperienza: il fatto di poter cucinare e pulire senza fretta, di mettersi in contatto con amici vicini. “La nostra vita non è mai stata migliore”, ha detto.

La quarantena non dev’essere una cosa che spaventa. A suo avviso, il tempo trascorso in casa potrebbe rivelarsi felice e pacifico, pieno di legami familiari e di vicinato. Quel tipo di esperienza è qualcosa di cui la maggior parte di noi sarebbe davvero grata.

5 Pregate

Il tempo trascorso con Dio è la base di tutto il resto: la fonte della pace e della calma che vogliamo condividere, Colui che ispira la nostra fiducia e la nostra gratitudine. Dopo tutto, la pace viene sempre da Dio, l’inquietudine e la paura no. E allora trovate il tempo per pregare. Cercate Dio per poter conoscere e condividere la sua pace. Per conoscere la sua promessa di protezione spirituale, leggete il Salmo 91:

“Chi abita al riparo dell’Altissimo
riposa all’ombra dell’Onnipotente.

Io dico al Signore: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza,
il mio Dio, in cui confido!»

Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore
e dalla peste micidiale.

Egli ti coprirà con le sue penne
e sotto le sue ali troverai rifugio.
La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

Tu non temerai gli spaventi della notte,
né la freccia che vola di giorno,

né la peste che vaga nelle tenebre,
né lo sterminio che imperversa in pieno mezzogiorno.

Mille ne cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma tu non ne sarai colpito.

Basta che tu guardi,
e con i tuoi occhi vedrai il castigo degli empi.

Poiché tu hai detto: «O SIGNORE,
tu sei il mio rifugio»,
e hai fatto dell’Altissimo il tuo riparo,

nessun male potrà colpirti,
né piaga alcuna s’accosterà alla tua tenda.

Poiché egli comanderà ai suoi angeli
di proteggerti in tutte le tue vie.

Essi ti porteranno sulla palma della mano,
perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra.

Tu camminerai sul leone e sulla vipera,
schiaccerai il leoncello e il serpente.

Poich’egli ha posto in me il suo affetto, io lo salverò;
lo proteggerò, perché conosce il mio nome.

Egli m’invocherà, e io gli risponderò;
sarò con lui nei momenti difficili;
lo libererò, e lo glorificherò.

Lo sazierò di lunga vita
e gli farò vedere la mia salvezza”.

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