Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 21 Ottobre |
San Gaspare del Bufalo
Aleteia logo
home iconStile di vita
line break icon

Questa notte è come tutte le notti della nostra vita. Finisce nella luce di Cristo

open door

Elena Schweitzer / Shutterstock

Don Antonello Iapicca - pubblicato il 23/03/20

La quaresima è esercizio per la vita: impariamo a riconoscere la presenza di Cristo, proprio ora, proprio in queste circostanze che sono per la salvezza e la gioia.

Essendo un allenamento a vivere bene, la Quaresima ci insegna l’atteggiamento adeguato da assumere dinanzi agli eventi che odorano di morte, questo che stiamo vivendo con il coronavirus, come quello in cui si è imbattuto il “funzionario del re”. Abbiamo anche noi un “figlio” che “sta per morire”.

Vive a “Cafarnao”, la Patria di Gesù che lo aveva rifiutato. Per questo sta per morire. Come “il figlio” di Dio che è in noi, in agonia perché non abbiamo accolto il Signore nella nostra vita, che non abbiamo voluto lasciare che fosse, sino in fondo, la sua. Forse siamo nella Chiesa, eppure proprio la prossimità con Gesù ci ha fatto scivolare in un rapporto superficiale con Lui. Ci siamo abituati al suo amore, non ci stupiamo più per le Grazie con le quali ci accompagna istante dopo istante.

Le liturgie, la Parola di Dio, lo straordinario miracolo della luce di Pasqua che illumina la vita, la possibilità di essere perdonati e ricominciare, tutto è divenuto scontato, come un rumore di sottofondo della vita. Per questo non abbiamo saputo discernere i sintomi della malattia che aggrediva il “figlio” somigliante a Dio, capace di amare e donarsi: disattenzioni ai bisogni della moglie, piccoli egoismi nei confronti del marito, insofferenza crescente agli atteggiamenti lunatici dei figli, giudizi che covano da tempo, chiacchiere alle spalle dei fratelli, “constatazioni” per carità, mica pregiudizi; e poi accidia nella preghiera, attaccamento al denaro, e quel sottile e pernicioso senso di frustrazione accolto e coccolato, sino a farci sentire incompresi dal mondo intero. Il demonio, subdolamente, si è infilato nei pertugi lasciati incustoditi dalla superficialità della routine con cui viviamo la relazione con Cristo, e così ci ha chiusi lentamente nella prigione dell’orgoglio.




Leggi anche:
Quaresima e quarantena: c’è tanto per cui continuare a dire grazie!

E ora è ira travolgente a ogni inconveniente, parole pesanti in risposta alle incomprensioni del coniuge, chiusura netta a ogni richiesta dei figli, avarizia nevrotica, rancori verso chiunque. Il “figlio” ha perso le sembianze del Padre, non possiamo amare salendo sulla Croce che la storia ci presenta. Ma Gesù, in questo tempo di Grazia, torna “di nuovo” a “Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino”, scende cioè ancora nella nostra vita per riaccendere la memoria degli inizi, dei primi “segni” che hanno cambiato la nostra vita grigia in gioia; quando abbiamo ascoltato e accolto la sua Parola sperimentandone il potere rigenerante. Torna per guarirci, compiendo in noi “quello che ha fatto a Gerusalemme”, ovvero purificarci scacciando venditori e cambiavalute dal nostro cuore, per ricostruire in noi il suo Tempio e fare Pasqua con noi. Accorriamo allora, a “chiedergli” di “scendere” nei nostri peccati. E’ vero, siamo ancora molto capricciosi, la nostra fede è infantile e per “credere” abbiamo ancora bisogno di “vedere segni e prodigi”.

Ma Gesù ci conosce, e, come già alle nozze, si lascia di nuovo strappare il suo potere, per condurci alla fede adulta. Per questo, con misericordia infinita, ci annuncia ancora la sua Parola, offrendoci un “secondo segno” per convertirci e credere: Lui oggi resuscita in noi l’amore del Figlio di Dio! Confessati, vai all’eucarestia, mettiti in ginocchio e prega e supplica. “Ascolta” la Parola di Gesù che la Chiesa ti predica; e “obbedisci”, “mettiti in cammino” come il “funzionario del re”, per andare a sperimentare che è vera e compie ciò che annuncia.

Scendi in questa Quaresima la scala dell’umiltà che conduce alle acque del battesimo. Ci attende una notte da attraversare, quella concreta di questo tempo di prova, immagine e profezia di tutte le notti della nostra vita; e in essa trepidazione, speranza, desiderio, stanchezza, scoramento, per incontrare finalmente la luce della resurrezione, la vita nuova in Cristo. Ci è dato un tempo, come quello nel quale il Signore aveva inviato quel padre: ogni giorno della nostra vita, sulla cui soglia Gesù ci accoglie per inviarci nella vita a crescere nella fede sperimentando il potere della sua Parola: “Và, tuo figlio vive”.

Vive e saprà perdonare. Vive e si offrirà sul letto della malattia. Vive e si aprirà alla vita. Vive e si umilierà accettando i limiti della vecchiaia. Vive e amerà, passando con Cristo dalla morte alla vita. Ogni giorno è un appuntamento al quale siamo invitati per riconoscere che, “proprio nell’istante” in cui ci è stata annunciata e abbiamo obbedito, la Parola aveva “già” operato il prodigio. La fede adulta che vince il mondo e accompagna ad essa anche la nostra “famiglia” è quella che spera contro ogni speranza. “Andiamo” allora appoggiati alla Parola di Gesù, per vedere e sperimentare la guarigione del “figlio” che è in noi, ma anche i nostri “figli” nella carne, perché la loro fede dipende dalla nostra conversione. Prega per loro e convertiti, vedrai con gli occhi soprannaturali che proprio mentre ti stavi rivolgendo a Cristo confessando i tuoi peccati, tuo figlio ha cominciato a tornare in sé, anche se esteriormente stava conducendo la solita vita. Questa è la fede adulta, che è come un trapano che perfora la carne i suoi criteri, illuminando la ragione. La fede che si sperimenta empiricamente, “orologio alla mano”, perché Dio è puntuale offrendoci i “segni” di vita nella morte che solo la fede sa discernere, per schiudere al mondo la speranza del Cielo.


MAN, ABOVE, CITY

Leggi anche:
La vera speranza non vuole previsioni, s‘inoltra lieta nel buio

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA DON ANTONELLO IAPICCA MISSIONARIO IN GIAPPONE

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
CARLO ACUTIS
Gelsomino Del Guercio
Carlo Acutis e quella “rivelazione”: “I miei angeli custodi sono ...
2
CARLO ACUTIS
Gelsomino Del Guercio
Cosa intendeva Carlo Acutis quando parlava di “autostrada per il ...
3
Paola Belletti
Il tuo bimbo ancora in utero ti ascolta e impara già prima di nas...
4
VENEZUELA
Ramón Antonio Pérez
Quando la vita nasce dall’abuso atroce di una ragazza disabile
5
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
6
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Gli ultimi istanti di vita di Carlo Acutis: “Chiuse gli occhi sor...
7
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni