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Un sindaco, un uomo! Luigi Caimi a Rodengo Saiano si fa in 4 per i suoi cittadini

LUIGI CAIMI SINDACO
Enrico Gaudenzi - Facebook
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E’ un comune del bresciano nella non tanto ridente, in questo periodo, Franciacorta.

Dalle mascherine fatte realizzare a mano da una volenterosa sarta e distribuite dalla finestra del comune, dove è barricato da inizio emergenza, all’offerta di un albergo per i medici e gli infermieri impegnati in questa guerra al covid-19 da parte di un suo concittadino, al giro in trattore con megafono per ripetere raccomandazioni e dare appuntamento per il ritiro delle mascherine.

Sono tanti i modi con i quali il sindaco di Rodengo Saiano, comune di circa diecimila abitanti, esercita il proprio compito in questo momento di emergenza senza precedenti.

Sul suo profilo Facebook, altra torre di guardia sulla quale è facile vederlo affacciato a scrutare l’orizzonte e impartire comandi e affetto, scrive sempre tutto maiuscolo. Non so se sia consapevole che in gergo social equivalga ad urlare, in ogni caso fa bene, perché è coerente con il suo scopo: vuole farsi sentire da tutti.

Luigi Caimi è un medico in pensione e professore emerito dell’Università degli Studi di Brescia, specializzato in Biochimica e Biologia molecolare, esperto di diagnostica e di microbiologia.

Nel 2019 si è lanciato nell’avventura politica locale candidandosi sindaco per questa cittadina della Franciacorta.

Mi sono accorta proprio seguendo il neewsfeed di Facebook che la sua presenza si stava facendo più puntuale, continua e particolarmente orientata alle esigenze concrete dei suoi cittadini.

La faccenda delle mascherine, in particolare.

C’è una signora, Mara Pollonini, sarta e creativa, che probabilmente da settimane non smette di tagliare, cucire e stirare: le mascherine handmade che il sindaco regala ai suoi cittadini, prima di tutto gli anziani, le sta confezionando proprio lei.

Non è la sola cosa che sindaco e rete di volontari si stanno prodigando a fare per il proprio paese, particolarmente fiaccato dall’assalto coronavirus. Un altro appuntamento, infatti, è quello con i lutti che colpiscono la comunità: il sindaco non manca di nominarli uno per uno e di chiedere preghiere.

E’ un uomo razionale, competente, preparato, piuttosto brusco nei modi, e certissimo dell’azione della Provvidenza. Si vede da come si sta muovendo. Che sia brusco e affettuoso insieme posso confermarlo dal breve scambio avuto via messaggi: “sono Paola Belletti, del lago di Garda, ti ricordi? Ho 4 figli, il piccolo con quella malattia rara per cui ci eravamo sentiti. Apprezzo tanto quello che fai e la tua ferma fiducia nella Provvidenza. Scrivo per Aleteia, se posso rilanciare qualcosa di utile non esitare a chiedere”. Risposta: SO TUTTO, NON SONO ANCORA ARTERIOSCLEROTICO. GRAZIE DI TUTTO. UN ABBRACCIO.

Ecco, questo per dirvi il tipo.

Ma veniamo al succo, così racconta il Giornale di Brescia:

Una rete di volontariato per fabbricare mascherine e aiutare i cittadini più fragili, e un albergo
pronto a ospitare gratuitamente medici e infermieri in lotta contro il Coronavirus. A Rodengo Saiano, tra i Comuni franciacortini più colpiti dal Covid-19, a far notizia è anche e soprattutto una gara di solidarietà che pare senza fine. L’ufficio del sindaco Luigi Caimi (da giorni barricato in municipio) è il centro di comando di una rete solidale che è partita dalla creazione di CoronaVita, gruppo di volontari nato in seno all’associazione dei commercianti presieduta da Alberto Buizza «Vivi il tuo paese- e attivo a fianco di Comune e Procivil nel dare un aiuto ai cittadini più fragili. Fare la spesa e sbrigare le commissioni il primo compito del gruppo, che si è però attrezzato anche per realizzare uno dei dispositivi più utili (e introvabili) n questo frangente: le mascherine protettive.

Vero deus ex machina in questo senso è la sarta Mara Pollonini che con molte altre volontarie ha trasformato il materiale recuperato da commercianti e cittadini in mascherine homemade con doppio strato di tessuto in cotone e uno spazio all’interno per contenere un filtro composto da carta forno.

L’ufficio del primo cittadino è infatti il laboratorio dove Mara e le altre volontarie confezionano le mascherine che vengono distribuite con tutte le accortezze ma senza inutili lungaggini ai cittadini: sul Giornale di Brescia si vede il sindaco che le cala dalla finestra.

“Le mascherine non sono ovviamente quelle certificate che si utilizzano in ospedale, ma possono essere molto utili
per uso personale. La mascherina dopo l’utilizzo, va lavata a cento gradi per essere sterilizzata e riutilizzata. mentre la carta interna va gettata e sostituita. Vorrei evidenziare come le donazioni libere dei cittadini che hanno ricevuto le
mascherine va a supportare il Soccorso Pubblico Franciacorta”. (Ibidem)

Una storia bella, questa, del sindaco di Rodengo e delle persone che si danno da fare insieme con lui per aiutare chi è più fragile. Un esempio concreto, asciutto, di carità intelligente, di operosità solerte ma non smaniosa, di capacità umana e consapevolezza mai disperata dei propri limiti.

Strani questi che ormai sono “i tempi del coronavirus”: fanno la radiografia alla nostra struttura, si vede su cosa ci appoggiamo, cosa ci regge in piedi. Si vede una fede che spesso preferivamo relegata ai margini della vita civile, si vede la voglia di affermare il bene, di bruciare la paglia del lamento nel fuoco che brucia con i ceppi più grossi, quelli che tengono davvero viva la fiamma. Le cose importanti: essere vivi, non essere soli, ritrovare – se lo si è perso – il senso del nostro vivere e persino del morire. Non siamo mica da soli, si vede anche dal piglio di certi sindaci.

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