Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 20 Giugno |
Beata Vergine Maria Consolatrice
home iconSpiritualità
line break icon

E se Dio volesse farci il dono di vederci come ci vede Lui?

REFLECTION

Shutterstock

padre Robert McTeigue, SJ - pubblicato il 20/03/20

La Quaresima è un'ottima occasione per imparare a morire e a risorgere con Cristo

E se la Quaresima non intendesse essere semplicemente “utile” (intendo Quaresima corrotta dal digiuno che diventa una dieta, ecc.)? E se la preghiera non intendesse essere un mezzo per il miglioramento di sé (penso all’invito che ho ricevuto una volta a parlare a degli studenti universitari sulla “spiritualità come aspetto del benessere”)? E se, come ha detto Dietrich Bonhoeffer, “quando Cristo chiama un uomo, lo invita ad andare a morire?” Ottima domanda, soprattutto in Quaresima, vero?

E se la Quaresima fosse un momento per venire a patti con la nostra terribile povertà, necessità e incompletezza? E se fosse un momento per venire a patti con la maestà e la santità di Dio? E se la Quaresima fosse un momento per venire a patti con la verità scioccante per cui Dio non sarà soddisfatto finché non avremo altro al di fuori di Lui?

In questi giorni molti parlano (forse in modo troppo disinvolto) di “mindfulness”, ed è sicuramente vero che la conoscenza di sé è un elemento essenziale della vita morale e spirituale, ma se Dio volesse darci una conoscenza che non oseremo mai dimenticare? E se volesse donarci la conoscenza che ci permette di vederci come ci vede lui?

E se smettessimo di nasconderci da quelle verità che ci spaventano? Come sarebbe allora la Quaresima? E il periodo pasquale? E la solennità di Pentecoste? E tutti i nostri giorni e le nostre notti?

Mi sono venute in mente queste cose dopo aver terminato di intervistare padre Donald Haggerty (potete ascoltare l’intervista qui) sul suo terzo libro sulla preghiera contemplativa, Contemplative Enigmas: Insights and Aid on the Paths to Deeper Prayer.

Il suo racconto dei recessi più profondi della preghiera è tanto scoraggiante quanto esigente. Padre Haggerty parla della preghiera come di un “viaggio splendido e impegnativo”, e dello “sforzo assetato” di preghiera. Durante questo periodo della Quaresima, in cui seguiamo la Via Crucis in compagnia del Signore, possiamo forse iniziare a considerare l’idea di compiere il nostro “viaggio impegnativo”. Forse ascoltando Nostro Signore gridare dalla croce “Ho sete!” possiamo permetterci di fare lo stesso.

E se lo facciamo? Ci sottometteremo a Dio terminando il processo iniziato con un saldo impegno a una preghiera più profonda? I modernisti post-moderni, allevati nel culto dell’autostima, osano prendere in considerazione la spoliazione e la perdita del (falso) sé? Meditiamo su queste parole di Santa Edith Stein:

“Donarsi a Dio, temerariamente dimentichi di sé, non tener conto della propria vita individuale per fare spazio alla vita divina: è questa la motivazione profonda, il principio e il fine della vita religiosa. Più viene messa in pratica in molto perfetto, più ricca è la vita divina che riempie l’anima”.

A forza di rumore e distrazioni, ci costruiamo uno scudo nei confronti dell’unica conoscenza di sé per la quale valga la pena di lottare, ovvero il dono doloroso di vederci come ci vede Dio. È devastante iniziare a vedere la nostra povertà e la nostra miseria, lo squallore che ci provochiamo da soli. Solo chi è davvero immerso nella preghiera può guardare a questa miseria abbastanza a lungo e con una compassione sufficiente da vedere attraverso di essa lo specchio dell’amore divino che vi si nasconde dietro. Quel tipo di preghiera (proprio in tempo per la Quaresima!) comporta la morte di ogni illusione a cui ci aggrappiamo. Chi potrebbe sopportarlo?

  • 1
  • 2
Tags:
dioquaresimavedere
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
conduttore rai 1 diventa prete
Gelsomino Del Guercio
Addio al giornalismo: Fabrizio Gatta, il volto noto di Rai1, dive...
3
MAN HOSPITALIZED,
Silvia Lucchetti
Colpito da ictus: la Madonna di Loreto mi ha salvato ed è venuta ...
4
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
5
MATKA TERESA Z KALKUTY
Cerith Gardiner
In caso di necessità, l’efficacissima preghiera da 5 secondi di m...
6
Gelsomino Del Guercio
San Giuseppe sparisce dai Vangeli. Don Fabio Rosini ci svela il &...
7
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni