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Oggi, come San Giuseppe, a tutti è chiesto di sacrificarsi per il bene dei più deboli!

MAN, MEDICAL MASK,
LL_studio | Shutterstock
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Dedichiamo una preghiera speciale a tutti i nostri papà, su questa terra e in Cielo, nella carne e nello spirito, perché ci hanno dato l’esempio che oggi teniamo alto davanti agli occhi.

Sembra un mondo diverso, un pianeta diverso, quello della quotidianità di sempre, in cui la bella stagione era piena di piccole e grandi ricorrenze, di gioie semplici come le passeggiate per godersi i fiori di primavera, di abbracci e di incontri.
Ma siamo ai tempi del COVID, periodo duro, che prima o poi passerà – dobbiamo ricordarcelo e ripetercelo continuamente – permettendo a chi l’avrà superato di vivere con maggior consapevolezza, gratitudine e felicità quelle stesse piccole cose.
In quella routine che davamo per scontata e che ora ci manca tanto, le feste intervenivano a spezzarla: la ricorrenza di San Giuseppe, della festa dei Papà, era uno di quei momenti lieti in una quotidianità normalmente serena.

Oggi è un giorno in cui davvero festeggiare i nostri Papà, e anche in cui pensare che la vocazione di San Giuseppe è un po’ quella della maggioranza di noi. A differenza dei “grandi eroi” in prima linea – medici, infermieri, volontari – che rischiano quotidianamente la vita per noi e si ammazzano di fatica, a noi è chiesto un sacrificio molto più piccolo, ma comunque non trascurabile: siamo chiamati ad essere custodi della vita, come San Giuseppe. San Giuseppe non era il papà biologico di Gesù, ma se ne è fatto carico, così come a tutti è chiesto di sacrificarsi per il bene soprattutto dei più deboli. San Giuseppe non è stato sotto i riflettori, ma ha agito umilmente, con decisione e con coraggio; così anche noi, nel nostro piccolo, siamo chiamati a vegliare, ad avere cura, a mettere da parte le nostre necessità o desideri in questo momento per amore delle persone che ci sono affidate, sentendoci “famiglia”, corresponsabili del nostro Paese e del nostro mondo.

Siamo un po’ tutti i “papà” della signora anziana del piano di sotto, della persona immunodepressa per malattie serie, della persona come noi che, pure in salute e in forma, rischia comunque la vita perché il COVID colpisce di più certe persone, ma non risparmia le altre. Siamo chiamati ad abbracciare con il mantello della cura e della protezione i nostri fratelli, sorelle, figli, madri; tutti siamo chiamati ad essere “padri”, in questo momento (anche noi donne!) nel mostrare quel coraggio, quella fermezza, quella serietà, abnegazione e fedeltà che sono proprie della paternità nel senso più alto del termine.
E oggi dedichiamo una preghiera speciale a tutti i nostri papà, su questa terra e in Cielo, nella carne e nello spirito, perché ci hanno dato l’esempio che oggi teniamo alto davanti agli occhi.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA CHIARA BERTOGLIO

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