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Ci sono nuove speranze per diagnosi e cura di tumori e Alzheimer

RESEARCH
Di Matej Kastelic -Shutterstock
WEB3;RICERCATORI;HEALTH;DOCTOR;
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Le prospettive incoraggianti di una ricerca in ambito diagnostico e terapeutico, sia per le malattie oncologiche sia per quelle neurodegenerative. intervista a Vincenzo Vigna medico chirurgo, specialista in chirurgia, cardioangiochirurgia, chirurgia toraco-polmonare.

di Edmondo Rho

 

Recentemente sono emerse alcune diagnostiche e terapie non convenzionali che potrebbero avere un significato nell’immediato futuro per pazienti oncologici o affetti da malattie degenerative come l’Alzheimer, ne parliamo con il professor Vincenzo Vigna, 67 anni, pavese, medico chirurgo, specialista in chirurgia, cardioangiochirurgia, chirurgia toraco-polmonare.

Professore, ci spiega di che cosa si tratta?

«Mi riferisco, per esempio, alle biopsie liquide (prelevate da un campione di sangue e quindi evitando le sofferenze per una biopsia chirurgica) e alla conseguente terapia mirata oncologica che diventa più efficace, con un farmaco classico o innovativo. Inoltre, ci può essere il supporto con l’ossigeno poliatomico, sia per patologie oncologiche sia degenerative o debilitanti in genere. E poi, tra i tanti medicinali innovativi, il radiofarmaco CU64 sembra particolarmente promettente sia a livello diagnostico, sia – a piccolissime dosi, ripetute – a livello terapeutico perché attacca le cellule malate risparmiando quelle sane».

Su BenEssere di luglio 2018 pubblicammo un servizio intitolato: “Lotta al tumore, la corsa contro il tempo” in cui si raccontava la storia dell’innovativa Pet-Tac 3 D-CBS studiata da lei, professor Vigna, e inventata dal ricercatore Dario Crosetto. Ci sono novità in proposito?

«Nell’aprile 2019 è stato pubblicato un articolo scientifico, sulla rivista The Journal of Nuclear Medicine, in cui si racconta di un caso analogo al nostro: l’apparecchio Explorer che è stato supportato da università e centri di ricerca statunitensi, e poi con l’appoggio di una grande ditta cinese è stato costruito il prototipo di una Pet-Tac lunga due metri, quindi a grandezza umana. Se riusciremo a nostra volta ad avere i supporti necessari, e a realizzare l’apparecchiatura innovativa “3 D-CBS” per la diagnosi precocissima dei tumori e delle malattie degenerative tipo Alzheimer in tempi “umani”, potremo confrontarci con il nuovo macchinario Explorer creato dalla joint venture tra Usa e Cina e crediamo, dalla comparazione tecnica tra le due apparecchiature, che la nostra sarà più efficace e di gran lunga meno costosa».

Ma per realizzare il vostro progetto occorre un supporto, in Italia e in Europa, che finora è mancato: come pensate di ottenerlo?

«Grazie anche alla pubblicazione di articoli come quelli di BenEssere, speriamo che in primo luogo i ministeri della Salute, dell’Università e della Ricerca, dello Sviluppo economico, nonché le nostre Istituzioni universitarie, si rendano conto fino in fondo della problematica che la “3 D-CBS” può risolvere. Si tratta di un’apparecchiatura che, a pieno regime, potrebbe diagnosticare precocemente malattie che provocano oltre il 30 per cento dei decessi prematuri in Italia. Anche a livello europeo potremmo ottenere dei finanziamenti, confidando che poi le pratiche per effettivamente averli non siano infinite».

E a livello di costi e benefici del progetto, quali sono gli investimenti necessari?

«Per realizzare i primi due prototipi a uso umano ci vogliono 20 milioni di euro, per i successivi sei prototipi altri 30 milioni. Quindi l’investimento sarebbe di 50 milioni per arrivare alla produzione industriale, e a regime ogni nuova apparecchiatura costerebbe poco più di 2 milioni, consentendo un risparmio per l’utilizzatore finale di circa un quinto: in sintesi, gli esami che oggi costano 1.000 euro con la “3 D-CBS” costerebbero 200 euro. Il risparmio di risorse per il Sistema sanitario nazionale è evidente,  soprattutto se si considerano il numero inferiore di interventi, degenze, costose terapie, oltre alla possibilità di salvare numerose vite in più».

Qual è il messaggio finale che lei vuole lanciare?

«Oggi, nei Paesi cosiddetti “civilizzati” si muore in età prematura in circa l’80 per cento dei casi per malattie cardiovascolari e tumori. Per le prime si potrebbe fare tanto con una prevenzione- diagnosi precocissima (e non si fa) per i tumori purtroppo molto meno, anche se ci sono all’orizzonte varie innovazioni. Cerchiamo di portare avanti la nuova tecnologia, senza fermarci, confidando nell’aiuto e nella responsabilità di tutti».

Come funziona la Pet-Tac innovativa “3 D-CBS”Che cosa è È uno strumento elettronico di diagnostica poco invasivo:

a) 1/100 di radiazione rispetto alle apparecchiature oggi utilizzate, (quantitativo simile a una mammografia)

b) 2 minuti per esaminare tutto il corpo (oggi occorrono almeno 20 minuti) c) più economico: 1/5 del costo dell’esame rispetto a oggi A che cosa serve Diagnostica la maggior parte dei tumori e delle malattie degenerative (es. Alzheimer) in fase precocissima nel corpo umano.
Alcune garanzie
1) Copertura brevettuale mondiale tramite 7 brevetti internazionali (valutati da esperti ad hoc prima del rilascio).
2) Prove di concetto scientifiche mai contestate agli scienziati ad hoc.
3) Vari dimostratori pratici e simulazioni.
4) 59 offerte di industrie con elevata reputazione i cui staff scientifici hanno studiato e dimostrato realizzabili tutte le componenti.

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