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La quarantena, un’occasione per riscoprire il suono delle campane

© gianluca baronchelli

Basilica di Aquileia con il campanile di Popone

Timothée Dhellemmes - pubblicato il 18/03/20

Mentre l’epidemia di Covid-19 scompiglia le abitudini di tutti, ce n’è una che si può conservare serenamente: la preghiera. Per ricordarlo, molti preti e religiosi hanno intensificato lo scampanio dalle proprie chiese, specialmente al momento dell’Angelus.

E se la nostra quarantena da Coronavirus fosse il momento buono per tornare ad apprezzare il suono delle campane delle nostre chiese? Nella sua lettera ai fedeli della diocesi di Parigi, mons. Michel Aupetit ricordava:

I tempi a venire ci sono quindi dati perché ritirandoci nel deserto e in questo digiuno imprevisto e doloroso possiamo lasciar crescere in noi il gusto dell’amore di Cristo.

Per aiutare i credenti a pregare, in Francia, i frati domenicani di Rennes hanno ripreso a suonare le campane a mezzogiorno, per invitare tutti a recitare l’Angelus. «Così nel quartiere ci si ricorderà che c’è una comunità in preghiera per tutti», spiegano. E non sono i soli ad aver preso quest’iniziativa.




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Digiuno, carità e preghiera. Ecco perché…

Molti video condivisi

Sui social network sono molti gli internauti che condividono i video di campane che suonano su strade deserte. A Lione o ad Amiens, alcuni fedeli mettono candele alle finestre per mostrare di fuori un segno di speranza. Domani, per la solennità di san Giuseppe, anche in Francia (seguendo in questo l’iniziativa suggerita in Italia dalla Conferenza Episcopale) in molti stanno concordando di mettere alla finestra un lumino e un drappo di tessuto bianco.


PRAYING

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Il 19 marzo preghiamo tutti insieme San Giuseppe: appuntamento alle ore 21

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
angeluscampanecoronavirus
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