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Possiamo vedere i nostri figli? Tanti dubbi e paure per le famiglie separate

CHILD, SEPARATED, PARENTS
Pixel 4 Images | Shutterstock
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Il contagio colpisce duro anche lì dove c’è già una distanza: i rapporti tra coniugi separati devono essere riscritti. Le visite ai figli sono concesse? E la riduzione degli stipendi compromette gli assegni di mantenimento?

I telefoni degli avvocati hanno squillato ininterrottamente in queste settimane, ogni frammento di realtà umana è saltato per aria con il Covid 19 e le famiglie di separati e divorziati si sono trovate di fronte a nuove incognite per nulla semplici da sbrogliare:

 “Tutte le famiglie che ho assistito per la causa di separazione e di divorzio si sono fatte vive la scorsa settimana per sapere come dovevano comportarsi – racconta Giulia Facchini, avvocata esperta di diritto di famiglia che da trent’anni si occupa di sciogliere i matrimoni dei torinesi – e anche noi avvocati, a tutti i livelli ci siamo interrogati su quali consigli dare”. (da Repubblica)

Il decreto che ha imposto la quarantena stretta a tutta la penisola è stato vissuto da molte famiglie come un’occasione per stare di nuovo insieme, per rinsaldare rapporti dati per scontati. Cosa accade a chi ha una separazione o un divorzio alle spalle? Ed è facile rispondere isolando gli elementi umani coinvolti: il problema dei padri separati, il problema delle madri separate, il problema dei figli contesi. Chi sta al primo posto? Chi merita più ascolto? Chi soffre di più? Domande poste in modo errato che rischiano di portare alla deriva. La distanza sanitaria imposta dal decreto Io resto a casa rischia di creare una voragine nelle relazioni, lì dove c’è già il vincolo di una distanza legale da rispettare. Perciò il primo passo è quello di non separare gli elementi già separati di queste trame di vita. L’avvocato interpellato dall’agenzia Ansa ha infatti ricordato:

In questo momento sarebbe utile valorizzare l’aspetto genitoriale rispetto alle conflittualità tra coniugi.

Fatta questa premessa che ci sentiamo di condividere, proviamo a considerare quali sono gli aspetti più critici della situazione.

Assegni e visite

Il pensiero va immediatamente all’incognita sulle visite ai figli, ma non è da sottovalutare anche l’aspetto economico. C’è da considerare che per molti lavoratori sono diminuiti i redditi – o diminuiranno nei mesi a venire –  in seguito alla sospensione delle attività lavorative soprattutto nel settore del commercio e dei servizi: non è da escludere l’impossibilità per alcuni padri separati di riuscire a versare regolarmente l’assegno di mantenimento. Dal punto di vista legale lo scenario è ancora tutto da studiare e formalizzare, perciò ad ora risulta necessario e auspicabile che i coniugi separati tentino una via di dialogo o confronto personale: pare indispensabile riuscire a formalizzare nuovi accordi, guidati da una vera volontà di comprensione reciproca.

Ed è un terreno irto di difficoltà, considerando che la virulenza di questo contagio può insinuarsi con risvolti psicologici amari proprio lì dove ci sono crepe preesistenti nei rapporti. La trappola del ricatto scatta anche tra gli affetti consolidati, figuriamoci tra chi non ha rapporti sereni. La cornice legale potrà forse arginare le criticità e indirizzare una condotta formale, eppure è evidente che ai coniugi separati è chiesto il coraggio di uno sguardo nuovo anche sul loro rapporto interrotto, l’audacia – forse – di un passo oltre l’istintività delle rivendicazioni.

I contatti dovranno essere ripensati e ricostruiti. La domanda urgente sorta all’indomani delle misure restrittive imposte dalla pandemia è stata: il genitore che ha il diritto di vedere  figli con cadenza settimanale è legittimato a farlo anche alla luce del decreto anti Covid19? Molti, soprattutto padri – doveroso specificarlo, si sono chiesti: «Posso ancora continuare a vedere i miei figli?». E la risposta tecnica è di per sé semplice, perché il decreto in vigore non prevede un divieto alle visite per i genitori separati. Eppure tante domande molto più concrete hanno una risposta sospesa, per nulla di facile risoluzione.

Cosa succede se i due coniugi abitano a grande distanza? E se ciascuno, o uno dei due, si è risposato è rischioso che gruppi familiari allargati vengano a contatto stretto? Non è mancato chi nel ginepario di questa situazione difficile ha impugnato il «pugnale» della cattiveria per vendicarsi del proprio ex- consorte, magari impedendogli di vedere i figli. Scelta che ricade invenitabilmente sui bambini, come si fa notare:

 “Vogliamo per favore impegnarci a non strumentalizzare anche una catastrofe? – suggerisce una psicologa consulente dell’avvocata Facchini – A bambini che non possono andare a scuola, non possono frequentare altri bambini, sono impediti nelle normali attività ludico sportive, non possono andare ai giardini, non possono, non possono, non possono, vogliamo anche togliere anche uno dei due genitori? Sono basita”. (da Repubblica)

Videochiamami

Come in ogni circostanza, solo il nostro sguardo personale e la nostra coscienza possono fare la differenza. E ha commosso in tanti il racconto che Andrea Iacomini, portavoce di Unicef, ha condiviso sul suo profilo Facebook. È la voce di un papà che riaccompagna dalla madre il proprio figlio, supera i controlli della quarantena e non sa quando potrà rivederlo:

Abbiamo attraversato il deserto in silenzio rotto solo dalla domanda “e se ci ferma la Polizia papà”? “Ho tutto, modulo e anche l’atto di separazione numero 73…” Bene. Per una volta ho sognato strade trafficate, incidenti, posti di blocco, autobus di traverso manifestazioni ruote bucate rottura del motore, niente di tutto questo, meglio.. di questi tempi…”Tira su la sciarpa e vola a casa…e non toccare la ringhiera e..” Scappa, dimentica la valigia, torna “ciao papà a presto” “videochiamami”!

Apparentemente nulla di diverso da quello che accadeva già da tempo – commenta Iacomini. Tutto diverso, invece: la separazione assume ora la forma di una frontiera visibile, capace di far sorgere domande quasi inconcepibili a priori. Come proteggo meglio i miei figli, continuando a vederli o scegliendo il distacco? Perdere il legame di un rapporto vissuto fa più o meno danni di un virus? Come si fa ad abbracciare con una videochiamata? 

Ogni piega del dramma di questa pandemia sta alzando l’asticella di come siamo abituati a stare dentro ogni tipo di rapporto umano, anche quello andato in frantumi. Lividi e ossa rotta saranno da mettere in conto, se saremo preservati dai risvolti peggiori della malattia. L’unica via d’uscita alternativa alla resa sconsolata o disperata è la salita di una consapevolezza nuda: l’alfabeto che eravamo abituati a usare per parlare di vita, relazioni, affetti è tutto da riscrivere e non ci verrà consegnato un dizionario standard dall’alto. Probabilmente ogni nostra giornata attuale è un travaglio da cui nascerà una voce nuova, meno spavalda di sicuro e forse così segnata dalla fragilità da riuscire a scalfire gli egoismi più incrostati.

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