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Ci sposiamo lo stesso (in forma privata): non c'è tempo "più giusto" per impegnare la nostra vita

WEDDING

MNStudio|Shutterstock

Giovanna Binci - pubblicato il 18/03/20

Un matrimonio tanto atteso, ma non come lo avevano immaginato: è quello che molte coppie si trovano a scegliere comunque in tempo di Coronavirus. Niente festeggiamenti né invitati, solo l'essenziale, che non puoi rimandare: l'amore.

Siamo proprio immersi nella “cattiva sorte”, quella che speri arrivi il più tardi possibile, quella che se il buongiorno si vede dal mattino, sposarsi in tempo di Coronavirus non è proprio il massimo, quella che non fa parte della lista dei pensieri, non il giorno del tuo matrimonio, che la nomini tanto per dire, perché è nella formula al massimo, ma oggi proprio no, non è nel pacchetto.

Il grande giorno sono solo sorrisi, abbracci, solo lacrime di felicità degli amici e l’unica preoccupazione è che i camerieri passino almeno due volte ai tavoli con le tagliatelle oppure trovare chi ti regga il vestito al bagno. Eppure, in questo periodo, nel giorno più bello, ci si sente a disagio quasi, ad essere gioiosi, fuori luogo, di certo dei privilegiati a poterselo permettere. E grati.

Nonostante le notizie migliorino, c’è poco per cui stare allegri e basta aprire i social o accendere la TV e sentire le storie di chi ci è ancora dentro, per perdere lo spirito da “una vita in vacanza” con cui cerchiamo di affrontare la quarantena. Eppure, la vita continua imperterrita, la primavera non si cura del gelo che regna in molti cuori, del buio che ancora non è stato squarciato da un raggio di tiepido sole in molte famiglie. La vita, potente, si fa spazio tra i “perché” e i “nonostante” di queste giornate.


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Le nascite, anche da mamme positive al Covid19, non si fermano come a dire che no, quel Dio che pensiamo ci abbia abbandonato o voglia punirci, non si è invece stancato di noi, continua a rinnovare la sua alleanza di vita con l’uomo. I ragazzi si laureano via Skype e sognano di toccare presto quel futuro in cui ora più che mai, forse, sperano di poter fare la differenza. La gente si sposa. Perché neanche l’amore si può fermare e pazienza per i festeggiamenti rimandati a data da destinarsi. Ma credo che il “loro” giorno, resterà comunque il più bello, anche con la quarantena, anche se gli abbracci mancheranno un po’ insieme alle foto coi sorrisi. Anche se la festa è rimandata.

Lo ammetto, io, mi sarei trasformata in una bridezilla per molto meno di una quarantena, se qualcuno o qualcosa avesse attentato a suo tempo alla festa del mio matrimonio: pensata, studiata, sudata, addirittura (in parte) già pagata! Eppure la realtà ci riporta all’essenziale, quello che spesso viene fagocitato nella superficialità dei preparativi, tra nastri di raso da abbinare al colore dei fiori e sedute dall’estetista da prenotare in sequenza.




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Molti hanno preferito rimandare, molti hanno deciso di sposarsi comunque: perché la vita non può aspettare. Ora più che mai, questa pandemia che ci rende fragili e incerti su questa terra, ce lo ricorda. C’è sempre tempo per l’essenziale, anche quando sembra non essere “il” tempo, quello giusto, quello delle giornate di sole dove puoi fare il buffet di dolci all’aperto, quello per gli abbracci e gli scherzi degli amici. Anche oggi, in tempo di isolamento, c’è spazio per la vita e per l’amore a conferma che “il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e prezioso di tutti” (no, non è una citazione dai Santi, ma una frase del cartone Mulan, perdonatemi).
Non si può rimandare la felicità, una promessa tanto attesa che, proprio perché fatta in in un frangente così insolito dice “è davvero te che voglio”. Non il futuro che immagino, ma che purtroppo è incerto, non la festa che ho tanto sognato, ma che non è il perché di questo nostro essere qui. Voglio iniziare una nuova vita, soprattutto ora che sperimentiamo già un po’ quella “cattiva sorte” che sembra sempre un’eventualità rara e lontana per poi trovarsi impreparati quando arriva davvero (…scusa, in che parte del contratto era?). La scelta di celebrare comunque un matrimonio, seppur in forma privata, riporta all’essenza di un sentimento forte e non melenso, pronto a farsi rifugio quando intorno è tempesta. E’ proprio ora, il momento di non rimandare le cose importanti. Di scegliersi. Di fare promesse per la vita, la stessa che sentiamo troppo breve e preziosa per non impegnarla in qualcosa di grande che costruisca un vero “per sempre” oltre la nostra condizione umana.


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E a sentire la storia dei neo sposini Pietro e Filomena o quella della cerimonia con la famiglia presente in video conferenza di Inti e Francesca, raccontata da Today.it, viene solo da gioire: per il coraggio di scegliere l’amore, quello senza apparenza, di accogliere il futuro adesso, per quello che è, senza aspettare un domani più giusto.

Dopo aver provato un’enorme ingiustizia, grande è stata la domanda: ma perché? Cosa ci sta chiedendo il Signore attraverso questa circostanza?…Siamo grati di ciò che è accaduto perché ci ha permesso di fare una grande passo di autocoscienza rispetto al nostro rapporto personale con Cristo in un inizio per noi così importante.

sono le parole di Pietro e Filomena a Il sussidiario, mentre Inti, lo ha scritto su Facebook:

In questo periodo di paure e incertezze una certezza c’è, ed è l’Amore.

E noi ringraziamo anche queste coppie che nell’inaspettata sobrietà hanno comunque scelto la speranza, che lontano da grandi feste e flash di fotografi ci ricordano che la vita, nonostante tutto continua a scorrere, sta a noi avere il coraggio di non rimandarla a data da destinarsi.

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