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Coronavirus. La lettera di Irene alla madre infermiera: “Mi manchi tantissimo”

GIRL, MEDICAL MASK,
Tagwaran | Shutterstock
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Una ragazzina di 11 anni ha scritto una lettera alla madre infermiera all’Ospedale di Senigallia che, come tutti i suoi colleghi, deve rispettare una specie di isolamento domiciliare per il rischio di infettare i suoi cari.

I problemi che la necessaria misura del distanziamento sociale impone a tutti noi sono rilevanti sia nell’ambito più generale delle relazioni interpersonali, che per quanto riguarda il contesto familiare. Personalmente ho la fortuna di abitare al piano terra della palazzina dove vivono anche i miei genitori, ma per precauzione abbiamo deciso di non entrare fisicamente in contatto per evitare il rischio di contagiarci. Ci salutiamo noi dal giardino e loro dal terrazzo, e stringe il cuore assistere al gesto di mia figlia di due anni che tende ripetitivamente in alto le mani per simulare un abbraccio con i suoi nonni. Ma per fortuna lei può stringere il suo papà e la sua mamma con cui mantiene il solito contatto. Non è per tutti così.

L’amore, la nostalgia e l’orgoglio della piccola Irene

“Cara mamma, mi manchi tantissimo, mi mancano i tuoi abbracci, i tuoi baci …”, questo è l’incipit della lettera che Irene, una ragazzina di 11 anni ha scritto alla madre infermiera all’Ospedale di Senigallia (viveresenigallia.it). Quale innaturale sacrificio quando genitori e figli, specie se piccoli, non possono stringersi, né fiorarsi con le labbra e le dita!

Questa eventualità è diventata la regola autoimposta per medici, infermieri e operatori sanitari che lavorano negli ospedali in cui si combatte contro il Coronavirus – al momento praticamente tutti – che rientrando sfiniti a casa dopo i turni di lavoro lunghissimi devono rispettare una specie di isolamento domiciliare per il rischio di infettare i loro cari.

Un enorme prezzo aggiuntivo pagato per la loro missione di cura ai pazienti affetti da Covid-19. Lo stesso, forse in termini un po’ meno categorici, vale per gli operatori delle forze dell’Ordine o il personale dei supermercati dove tutti noi siamo costretti ad andare per le nostre esigenze alimentari.

La lettera

Ecco il testo della lettera scritta dalla ragazzina di Senigallia alla mamma infermiera:

Cara mamma, mi manchi tantissimo, mi mancano i tuoi abbracci, i tuoi baci, i tuoi, anzi tutte le tue cose che non si possono avere stando lontano. Tutte le tue coccole! E anche stare vicino a te e sentirmi protetta, addormentarmi sapendo che tu sei accanto a me! Non pensare che mi sento meglio di Emma, almeno la sua mamma non va a fare la notte. Queste notti mi sento distante da te, perché quando mi sveglio alla mattina non posso riempirti di baci ma solo starti lontano. Le sere in cui ci sei non posso starti vicino, ma solo stare in altre stanze come se tu non ci fossi. Per questo Coronavirus il mondo sta soffrendo e tu con i tuoi colleghi troppppppo! Ma nonostante ciò tu sei guerriera, sei forte, coraggiosa! Quando finirà tutto ti riempirò di baci. Ti voglio un infinito bene! Dalla tua cucciola Irene M.

P.S. ricorda non è colpa tua questa situazione, tu sei una eroina! (Ibidem)

Il flusso della lettera testimonia il passaggio dal vissuto personale di separazione e di struggente bisogno di contatto, al progressivo mettersi nei panni della mamma per condividerne le emozioni e sollevarla dal suo comprensibile senso di colpa. Adesso toccherà alla mamma scrivere la lettera di risposta alla figlia, e pur non potendone conoscere il contenuto siamo certi che dimostrerà tutto il suo orgoglio per questa figlia che sta maturando in fretta “grazie” a questo maledetto virus.

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