Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
mercoledì 21 Aprile |
Sant'Anselmo d'Aosta (e di Canterbury)
home iconStorie
line break icon

Il medico cattolico pioniere nell’uso del lavarsi le mani per evitare le infezioni

Ignaz Semmelweis

Public Domain

Sarah Robsdotter - pubblicato il 12/03/20

In un'epoca di coronavirus, dobbiamo ringraziare per questa pratica semplice ma che salva la vita, e l'uomo che l'ha promossa

Se è difficile immaginare un’epoca in cui lavarsi le mani era opzionale (anche tra i chirurghi), in realtà è più recente di quanto pensiamo.

“Canta ‘Tanti auguri a te’ davanti al lavandino”, mi ha consigliato di recente un’amica mentre mi stavo insaponando le mani. Con le minacce dell’epidemia che conquistano i titoli dei giornali, l’ho cantata due volte. Sentire qualcuno che dice “Lavati le mani” nel momento attuale sembra quasi una benedizione moderna, e quindi è sconcertante e triste pensare che l’uomo che ha dato vita a questo “movimento”, il dottor Ignaz Semmelweis, è stato in realtà perseguitato per la sua scoperta al punto da morire prematuramente.

Tutto cominciò nel 1847, quando Semmelweis, nato in Ungheria, stava lavorando a Vienna e condusse una serie di ricerche che portarono a istituire il lavaggio obbligatorio delle mani negli ospedali. Se la sua ricerca precedente si era concentrata sulla lotta all’infanticidio, all’epoca pratica comune tra le prostitute, passò poi allo sudio della febbre puerperale nei reparti maternità.

La svolta ci fu quando notò che c’erano tassi di mortalità nettamente superiori in uno specifico reparto maternità gestito da medici e studenti rispetto a uno vicino gestito solo da ostetriche. Dopo un’attenta analisi delle pratiche nei due reparti, collegò la morte delle madri agli studenti che avevano eseguito autopsie subito prima di far nascere i bambini. Dopo aver chiesto una severa politica di lavaggio delle mani prima di lasciare la sala settoria e recarsi al reparto maternità, i tassi di mortalità crollarono di 10-20 volte nell’arco di tre mesi, provando che il trasferimento delle malattie poteva essere consistentemente ridotto grazie a questa semplice pratica.

La scoperta di Semmelweis, però, non fu accolta con lodi. Molti dei suoi colleghi non erano d’accordo con le conclusioni del medico ed esitavano a implementarle. Criticavano il lavoro di Semmelweis ritenendolo non scientifico, e sostenevano che bisognava biasimare la sua fede cattolica per le “superstizioni” che promuoveva sul fatto di lavarsi le mani. Gli ospedali si lamentavano per i costi derivanti dal dover sostenere un ambiente sano, e Semmelweis venne presto ostracizzato dai circoli professionali.

Il tempo passò, e gli ospedali in cui aveva introdotto il cambiamento tornarono alle loro vecchie pratiche malsane. Semmelweis si preoccupò talmente per l’aumento dei tassi di mortalità tra le madri che alcuni dicono sia impazzito. Piuttosto che fare attenzione alle sue scoperte e ripristinare il lavaggio delle mani, i colleghi di Semmelweis lo misero a tacere internandolo in un ospizio ben poco sano.

A questo punto si spera che il cattolicesimo di Semmelweis, una fede ricca di storie di santi e martiri che hanno sostenuto la verità a tutti i costi, gli abbia dato conforto negli ultimi giorni della sua vita, quando è morto di sepsi (la stessa cosa della febbre puerperale, solo che in questo caso il veleno batterico non era collegato alle nascite), la malattia che aveva cercato di curare. E se non c’è alcuna pagina di diario o citazione a sostegno di questa ipotesi, la vita stessa di Semmelweis e il suo operato quotidiano sono una testimonianza di misericordia e una fonte di ispirazione per tutti.

Tags:
malattiemedico
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Gelsomino Del Guercio
Scoperti nuovi frammenti della Bibbia: ma al posto di Dio c’è scr...
2
Gelsomino Del Guercio
7 santuari uniti da una linea retta. La misteriosa fede per San M...
3
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
4
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
5
SERGIO DE SIMONE
Gelsomino Del Guercio
L’agonia di Sergio, il bambino napoletano che fu sottoposto...
6
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
7
PADRE ALDO TRENTO
Il blog di Costanza Miriano
Se un prete si innamora di una donna. Padre Aldo racconta la sua ...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni