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E se il coronavirus ci insegnasse a conciliare?

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Maria José Fuenteálamo - pubblicato il 09/03/20

Centinaia di imprese stanno promuovendo il telelavoro per fermare i contagi

È ancora presto per trarre lezioni da quello che ci sta accadendo per via del coronavirus. Ora che stiamo vivendo il momento di crisi sembra che non sia proprio tutto sotto controllo, ma mentre di questo si incaricano le autorità e il personale sanitario, sia cercando un vaccino che dando raccomandazioni, anche la società sta ideando le proprie soluzioni.

La prima è una cosa basica: le misure igieniche, da come lavarsi le mani a come starnutire – nel gomito. È importante anche mantenere un po’ di distanza dalla gente. Questione di educazione in ogni caso, no?

La crisi del coronavirus ci aiuterà forse ad essere più puliti ed educati, e ci esorterà a scommettere sulla conciliazione della vita familiare e professionale.

In questo momento ci preoccupiamo soprattutto degli anziani, che secondo gli esperti vengono colpiti dal virus in modo più forte. Che peccato che questa preccupazione derivi dalla necessità di evitare il contagio di un virus di cui ancora sappiamo poco!

Le autorità mediche dicono che ci troviamo di fronte a un virus che attualmente non sappiamo come fermare, ma certe misure aiutano a non farlo diffondere in modo troppo rapido. Una di queste è il fatto di evitare concentrazioni di persone.


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Ci sono malati in ospedale e altri con sintomi più lievi a casa, per curarsi e non contagiare gli altri. Un contagio di massa saturerebbe gli ospedali e renderebbe ancor più difficile la lotta alla malattia nelle strutture sanitarie, e per questo c’è la quarantena.

Nota la ragione, sia benvenuta la scommessa del telelavoro. A volte i cambiamenti arrivano per momenti di crisi, e questo è uno. Molte aziende chiedono agli impiegati le cui funzioni lo permettono di lavorare da casa.

Oltre alle ragioni sanitarie, il telelavoro ha molti vantaggi. È uno dei grandi modi per conciliare, risparmiare, contaminare meno – per il fatto di limitare gli spostamenti –, e spesso anche per produrre in modo più efficace.

Al giorno d’oggi, molte imprese lavorano per progetti, e quasi tutte riescono a seguire quotidianamente a cosa e come si dedica il proprio tempo. Ci sono molti modi per sapere se un impiegato è connesso, ma al di sopra di tutto parla il lavoro: se è svolto o meno.

Oggi abbiamo a nostra disposizione molteplici strumenti di comunicazione, di gestione delle équipes e organizzazione lavorativa: videoconferenze, chat e strumenti digitali come Google Hangouts che permettono di “riunirsi online” per essere iperconnessi in tempo reale.

E tuttavia, ci sono anche casi in cui il telelavoro non viene ancora considerato. Quante presenze superflue! Quante riunioni che durano ore e ore! Quanto tempo perso nella lunga corsa per una conciliazione reale!

E per quanto ora ci faccia male, un virus, un virus preoccupante, è venuto a darci una mano per farci capire che non tutti i lavoratori devono essere presenti in ufficio. Vediamo se impareremo la lezione.

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