Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 13 Giugno |
Sant'Antonio da Padova
home iconChiesa
line break icon

E’ vero che Papa Francesco ha “giustificato” le azioni dei criminali nazisti?

© GERARD JULIEN / NOSOURCE / AFP

L'ufficiale delle SS. Erik Priebke

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 05/03/20

La Divina Provvidenza

Pertanto, dare consapevolezza «a se stessi, al cospetto di Dio, del bene, inteso come un comandamento della santità di Dio»; «con se stessi, al cospetto di Dio, comprenderlo, traendone il senso della situazione, che si presenta di volta in volta», ciò può essere considerato «come disposizione provvidenziale dello stesso Iddio».

Se l’uomo comprende e vuole tutto ciò, «se si mette in quest’ordine di idee; se accoglie il bene dentro di sé come la forma non più discutibile della sua vita – conclude Guardini – allora ne nasce qualche cosa di mirabile, quello che costituisce appunto il gran mistero della coscienza: l’intesa con Dio».




Leggi anche:
Sopravvissuto ai campi di prigionia nazisti: “Facevamo la comunione con una scheggia d’ostia”

La “coscienza erronea”

Se per il teologo ispiratore del Bergoglio-pensiero corrono su uno stesso filo la coscienza, il bene, e in ultimo l’incontro con Dio, Benedetto XVI in “Elogio della coscienza” (altro testo “strategico” per comprendere le affermazioni di Papa Francesco, datato 1991) parla di una coscienza, ben distante da quella orientata di Guardini, che potremmo definire “sbagliata”, “inesatta”. Lui la etichetta come «coscienza erronea». Un concetto, ad esempio, che riesce a spiegare finanche l’azione omicida dei nazisti durante il Terzo Reich.

PAPIEŻ BENEDYKT XVI, GALERIA ZDJĘĆ
AP/FOTOLINK

Concezione falsa e soggettiva

«Dal momento che essi seguirono la loro coscienza, per quanto deformata – osserva Ratzinger – si dovrebbe riconoscere che il loro comportamento era per loro morale e non si potrebbe pertanto mettere in dubbio la loro salvezza eterna». Ma quella non era che «una concezione falsa di coscienza. Una ferma convinzione soggettiva e la conseguente mancanza di dubbi e scrupoli non giustificano affatto l’uomo».




Leggi anche:
Chiesa tedesca e nazismo: annunciata la pubblicazione dei diari di Michael Faulhaber

Il grande limite

Del resto, nota il teologo, anche solo uno sguardo alla Sacra Scrittura avrebbe potuto preservare da simili “diagnosi”. Nel salmo 19, 13 è contenuta quest’affermazione, sempre meritevole di ponderazione: “Chi si accorge dei propri errori? Liberami dalle colpe che non vedo!”. «Qui non si tratta di oggettivismo veterotestamentario – sentenzia Ratzinger – ma della più profonda saggezza umana; il non vedere più le colpe, l’ammutolirsi della voce della coscienza in così numerosi ambiti della vita è una malattia spirituale molto più pericolosa della colpa, che uno è ancora in grado di riconoscere come tale. Chi non è più in grado di riconoscere che uccidere è peccato, è caduto più profondamente di chi può ancora riconoscere la malizia del proprio comportamento, poiché si è allontanato maggiormente dalla verità e dalla conversione».

PAPIEŻ BENEDYKT XVI, GALERIA ZDJĘĆ
Splash News/EAST NEWS

Nazisti come i farisei

Il futuro pontefice accosta l’ideologia del nazista a quella del fariseo. Nell’incontro con Gesù, evidenzia, «chi si autogiustifica appare come colui che è veramente perduto. Se il pubblicano, con tutti i suoi innegabili peccati, sta davanti a Dio più giustificato del fariseo con tutte le sue opere veramente buone (Lc 18, 9-14), ciò avviene non perché in qualche modo i peccati del pubblicano non siano veramente peccati e le buone opere del fariseo non siano buone opere».

Il fariseo, constata Ratzinger, «non sa più che anch’egli ha delle colpe. È completamente in pace con la sua coscienza. Ma questo silenzio della coscienza lo rende impenetrabile per Dio e per gli uomini. Invece il grido della coscienza, che non da tregua al pubblicano, lo fa capace di verità e di amore».




Leggi anche:
Il Vaticano finanziò gli USA contro il nazismo

Gesù e i pubblicani

E’ per questo motivo che Gesù «può operare con successo nei peccatori, perché essi non sono diventati, dietro il paravento di una coscienza erronea, impermeabili a quel cambiamento, che Dio attende da essi, così come da ciascuno di noi. Egli non può invece avere successo con i “giusti” (farisei ndr), perché ad essi sembra di non aver bisogno di perdono e di conversione; infatti la loro coscienza (erronea ndr9 non li accusa più, ma piuttosto li giustifica».

In sostanza Dio non potrebbe mai comprendere, né tanto meno giustificare il Priebke di turno e i suoi ragionamenti.

La rinuncia alla verità

Quindi Ratzinger, chiosa dicendo che «non si può identificare la coscienza dell’uomo con l’autocoscienza dell’io, con la certezza soggettiva su di sé e sul proprio comportamento morale». Questa consapevolezza, «che può essere un mero riflesso dell’ambiente sociale e delle opinioni diffuse», significa nello stesso tempo «la rinuncia alla verità».
E come rammenta il cardinale John Henry Newman, teologo e filosofo di origini inglesi, punto di riferimento del pensiero di Bendetto XVI, «un uomo di coscienza è uno che non compra mai, a prezzo della rinuncia alla verità, l’andar d’accordo, il benessere, il successo, la considerazione sociale e l’approvazione da parte dell’opinione dominante».




Leggi anche:
La verità su Olocausto, nazismo, ebrei: Papa Francesco fa aprire gli archivi su Pio XII

  • 1
  • 2
Tags:
nazismopapa francesco
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
Gelsomino Del Guercio
Strano cerchio bianco sulla testa del Papa. Il video diventa vira...
3
Landen Hoffman
Sarah Robsdotter
“Gli angeli mi hanno preso e Gesù mi vuole bene”: un bimbo di 5 a...
4
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
5
MOTHER AND LITTLE DAUGHTER,
Silvia Lucchetti
Lui si suicida dopo aver ucciso le figlie: Giulia torna a vivere ...
6
Claudio De Castro
Sono andato a Messa distratto, e Gesù mi ha dato una grande lezio...
7
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni