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Anna Grazia: la mia vita in sedia a rotelle a portare libri ai bambini orfani dell’Etiopia!

ANNA GRAZIA GIULIANELLI,
Facebook | Increasing People Opportunities
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Anna Grazia Giulianelli insieme a due amiche porta i libri in un orfanotrofio a sud di Addis Abeba: “è emozionante vedere la meraviglia dei bambini davanti a quelle storie magnificamente illustrate”.

Anna Grazia Giulianelli ha 67 anni, due figlie che hanno in comune con la mamma la prima lettera del loro nome: Alice e Alessia, ed è una psicologa dell’età evolutiva. Forse anche per questo ha una spiccata sensibilità verso i bambini, soprattutto i più disagiati, che sostiene tramite l’associazione Ipo (Increasing People Opportunities). I capelli corti sale e pepe, lo sguardo attento, la voce sicura, con la sua sedia a rotelle ha raggiunto mete lontane, come Awasa, in Etiopia, per supportare l’orfanotrofio “La casa degli umani”.

In sedia a rotelle da 34 anni

Il 24 ottobre di trentaquattro anni fa a causa di un incidente stradale subì una lesione spinale che la costrinse in carrozzina. La vita cambia in un lampo, il tempo si dilata e Anna Grazia sceglie di riempirlo studiando:

Sono stata costretta ad andare in pensione di invalidità. Avevo tanto tempo libero e così mi sono dedicata ad approfondire la conoscenza della letteratura per ragazzi e per anni ho promosso anche un premio letterario. Nel frattempo ho viaggiato molto, la mia condizione non è mai stata un ostacolo, anche perché trovo sempre un amico che mi aiuta. (Famiglia Cristiana, 1 marzo 2020)

Maria Grazia, Katia e Rita dalla Romagna all’Etiopia: tre amiche per un progetto

Maria Grazia dopo un viaggio di piacere in Etiopia ha coinvolto due amiche in un progetto speciale:

Dodici anni fa il primo viaggio in Etiopia, da turista. Mi sono subito resa conto di quanto fossi fortunata. Disabili là ce ne sono tanti, spesso costretti a strisciare per terra. Sono poi entrata in contatto con l’associazione Ipo (…), e insieme a due amiche, Katia Stringara e Rita Persiani, abbiamo deciso di supportare un orfanotrofio ad Awasa, 300 chilometri a sud di Addis Abeba (…). (Ibidem)

La prima neonata salvata dalla strada studia per laurearsi!

L’orfanotrofio ospita 90 bambini, seguiti dalla direttrice Aynalem, una donna gagliarda e generosa, madre di 6 figli che anni fa salvò una neonata abbandonata portandola a casa sua. Dove mangiano in sei mangeranno in sette, posso immaginare avrà pensato, stringendosi la piccola al petto. Ed ora quella bambina è diventata una giovane ragazza che sta studiando per laurearsi. I miracoli della vita, che Dio compie attraverso le mani di donne e uomini che hanno compreso come solo occuparsi di qualcun altro doni vera felicità.

Nel 2016 la prima valigia piena di libri

Nella sala studio dell’orfanotrofio c’erano pochi libri e pure malmessi, così a Maria Grazia viene un’intuizione: perché non creare una vera biblioteca composta da tanti volumi illustrati? E dopo un viaggio a Lampedusa per visitare una biblioteca allestita per i piccoli migranti fatta da silent books, libri senza parole, la psicologa ha contattato una serie di case editrici italiane e nel 2016 è partita direzione Etiopia, con tanta speranza e qualche timore, insieme alle amiche con la prima valigia “letteraria”.

Avevo paura che i libri non fossero una priorità: mi sbagliavo!

Non era la prima volta che mi recavo in Etiopia. Dei viaggi precedenti, avevo il ricordo di una infanzia con grandi difficoltà, occhi bellissimi assediati dalle mosche, piccoli di non più di cinque anni che portano gli animali al pascolo all’alba, bambine con taniche dell’acqua sulla schiena che sono più grandi di loro. Fare qualcosa per una realtà difficile come quella etiope comprende sicuramente aiuti come il cibo e l’assistenza sanitaria, ma questa volta andavo con due amiche a portare libri e il mio timore era che i libri non fossero una priorità. Mi sbagliavo: (…) è stata un’esperienza straordinaria che ancora ci accompagna nel trascorrere dei giorni. Incontrare Aynalem, la direttrice, e la sua “famiglia”, ci ha fatto sentire quanto amare i bambini significhi anche dare loro la magia dei libri, una magia che fa parte della assoluta necessità del gioco e del sogno perché i piccoli sentano di avere un futuro, un futuro amico. (ipoassociazione.org)

Che emozione vedere la meraviglia dei bambini davanti ai libri!

Anna Grazia e le sue amiche sono riuscite a coinvolgere nel progetto tante case editrici (Donzelli, Carthusia, Il Castoro, ecc…) e anche l’Associazione italiana degli scrittori per ragazzi, i cui autori hanno donato ben 150 volumi.

(…) è stato emozionante vedere la meraviglia dei bambini davanti a quelle storie magnificamente illustrate. (Famiglia Cristiana)

I libri aiutano a crescere!

“Siamo partite con l’idea di fare qualcosa per questi bambini etiopi, in realtà sono loro che hanno fatto qualcosa per noi”, afferma senza fronzoli Anna Grazia nel servizio del tg regionale dell’Emilia Romagna. E poi: “I libri aiutano il linguaggio, aiutano il pensiero, aiutano a pensare, e se non pensi fai fatica a crescere”.

 

 

 

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