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Il pellegrino resta a casa, in crisi il turismo religioso

POPE FRANCIS - PENTECOST MASS - SUNDAY

Antoine Mekary | ALETEIA | i.Media

Agi - pubblicato il 04/03/20

Ad alto rischio per il coronavirus la tenuta di un settore vitale per l'economia italiana.

Anche il turismo religioso italiano sta entrando in sofferenza per l’emergenza coronavirus, pur potendo contare su un patrimonio stimato di circa 1.500 santuari, 30.000 chiese, 700 musei diocesani, e migliaia di monasteri e conventi. Lo scrive l’agenzia Sir in un lungo resoconto dedicato all’impatto dello spargersi della malattia su uno dei settori chiave dell’economia italiana.

Il virus sta andando ad intaccare, man mano che si avvicina la Pasqua e con essa la prima grande stagione degli spostamenti a scopo religioso, quel mondo che attualmente genera circa 6 milioni di presenze annue (di cui 3,3 milioni di presenze straniere e 2,3 milioni di presenze legate al mercato italiano).

Che la “situazione sia critica” lo confermano al Sir alcune delle principali agenzie italiane leader nel settore dei viaggi culturali e di carattere religioso e di pellegrinaggi, la Brevivet (collegata, tra gli altri, alle diocesi di Brescia, Bergamo e Genova), la Duomo Viaggi (agenzia viaggi di riferimento della diocesi di Milano) e l’Opera romana pellegrinaggi (diocesi di Roma).

Quaresima a casa

Secondo la Brevivet “si naviga a vista perché la situazione cambia con grande velocità. Questo, poi, è un periodo durante il quale si raccolgono iscrizioni, prenotazioni e conferme per le diverse destinazioni, nazionali ed estere, da parte di singoli, gruppi e diocesi. Per santuari come Lourdes e Fatima è ancora presto ma il problema si sente già. E davanti abbiamo la Pasqua, un periodo privilegiato per i pellegrinaggi”.

“Nelle persone con cui siamo in contatto per organizzare viaggi e pellegrinaggi prevale un sentimento di prudenza ma soprattutto di smarrimento dovuto al fatto che le informazioni, vere o presunte che siano, si accavallano in continuazione creando confusione”, dice al Sir Giorgio Trivellon, amministratore delegato di Duomo Viaggi. “Da parte nostra cerchiamo di tenere costantemente aggiornati i nostri clienti sugli sviluppi del coronavirus dando solo e soltanto informazioni ufficiali che provengono dalle nostre associazioni di categoria o direttamente dalle disposizioni attuative delle ordinanze ministeriali o regionali”.

In ogni caso “la priorità per un pellegrinaggio rimane però la tutela e la salute del cliente, anche a discapito di una perdita di fatturato. Questo per noi è fondamentale”.

Trivellon conferma anche casi di disdetta o di richiesta di posticipo di viaggi già prenotati: “In alcuni casi si riesce a posticipare ma in altri si è obbligati ad annullarli come nel caso dei viaggi d’istruzione scolastici”.

Dubbi anche per Roma

Come per Brevivet anche i pellegrinaggi Duomo Viaggi in corso “proseguono in tutta regolarità. Ma un altro picco importante di partenze è però previsto ad aprile quindi – sottolinea Trivellon – è per noi importante che la situazione si chiarisca al più presto”.

Stessa necessità ravvisata da don Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Opera romana pellegrinaggi (Orp). “Fino ad oggi – spiega al Sir – non abbiamo annullato nessuna partenza. A chi decide di ritirarsi cerchiamo di venire incontro in ogni modo. Vale la pena di ricordare che oltre il 90% della nostra clientela è dell’Italia centrale e del Sud, zone non particolarmente colpite dal virus”.

Per i prossimi mesi la preoccupazione di don Chiavarini riguarda anche “gli arrivi a Roma,dove siamo particolarmente presenti con diverse nostre iniziative quali Omniacard e Vatican&Rome.

Qui l’originale

Tags:
coronavirusturismo religioso
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