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Questo tipo di digiuno non implica la rinuncia al cibo

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Giovanni Battista Gaulli | Public Domain

Philip Kosloski - pubblicato il 03/03/20

A volte dei tipi alternativi di digiuno fanno meglio all'anima

In genere quando sentiamo la parola “digiuno” pensiamo immediatamente all’astensione dal cibo, ma la definizione biblica di digiuno è molto più ampia, e può implicare una vasta serie di azioni.

Il profeta Isaia ha parlato di un certo tipo di digiuno che Dio preferisce e che non implica il fatto di astenersi dal cibo:

“Il digiuno che io gradisco non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi e che si spezzi ogni tipo di giogo? Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo, che quando vedi uno nudo tu lo copra e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne?” (Isaia 58, 6-7)

Queste parole potrebbero suonare familiari, visto che Gesù ha rivolto un’esortazione simile parlando di quello che i “giusti” devono fare per entrare in Paradiso (note anche come Opere di Misericordia Corporale):

“Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”” (Matteo 25, 34-36).

Se astenersi dal cibo è un’azione buona e lodevole, dobbiamo anche assicurarci di imitare Gesù Cristo e il suo amore per tutta l’umanità. I nostri digiuni devono essere accompagnati dalla carità.

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