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La pillola anticoncezionale ha liberato la donna o l'ha resa più schiava? (VIDEO)

HARGOT

Monte di Venere Onlus - Blog

Paola Belletti - pubblicato il 03/03/20

Ci sono almeno quattro ordini di ragioni per smettere di usare gli anticoncezionali ormonali. La prima è che, anzichè liberare le donne per il sesso, le ha solo e parzialmente rese meno a rischio di restare incinte, al prezzo di una minore libido.

Grazie al blog Monte di Venere e al lavoro di traduzione di Maria Dolores Agostini, possiamo accedere più facilmente ad uno dei contributi video della filosofa e sessuologa naturalizzata francese che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare, soprattutto per merito del nostro Giovanni Marcotullio. Sempre grazie al nostro possiamo pregustare l’opera più recente e appena pubblicata dell’autrice.


Thérèse Hargot

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Thérèse Hargot espone con convinzione ragioni di fatto inoppugnabili. La liberazione sessuale tanto celebrata è tale solo nelle celebrazioni, appunto. Nella realtà dei fatti, a cosa si sottopongono le donne che assumono anticoncezionali ormonali sintetici? Alla fine della riflessione non ci si potrà che domandare il perché, ancora, lo facciano.

La pillola interviene brutalmente sul delicato e meraviglioso equilibrio biologico e psicologico della donna e modifica la loro libido: quindi si ritrovano liberate, semmai, del rischio di restare incinte ma con minore disponibilità e desiderio per l’atto sessuale. E questo è il primo tema. E potrebbe già bastare; ma non è il più grave, sebbene scardini il battente su cui si poggia tutta la menzogna della liberazione cui la pillola avrebbe dato accesso.

Seconda questione: si propone a donne che non sono malate l’assunzione continuativa di un farmaco. Sono talmente poco malate che sarebbero in grado di concepire un figlio e portare a termine una gravidanza. Strozziamoci in gola la domanda chiave (ma perché facciamo, accettiamo questo?) e vediamo che prezzo ha per il nostro corpo questa stimolazione chimica impropria e prolungata nel tempo. Lo stesso di tanti farmaci, tutti in realtà, sebbene in misura diversa: ogni medicina ha effetti collaterali, tutti solitamente poco desiderabili e spesso anche seriamente pericolosi. E la pillola è e resta un farmaco, assunto per periodi lunghissimi. Ma fino a poco tempo fa, sull’avvertenza onesta rispetto ai rischi cui la donna si espone con la sua assunzione, c’è stata a lungo parziale e totalmente ideologica reticenza. Un segnale positivo è arrivato di recente dall’AIFA, a novembre dello scorso anno. L’avviso contenuto è chiaro, esplicito, grave: gli anticoncezionali ormonali causano direttamente l’aumento di depressione e intenzioni suicidarie. Si badi: il nesso è causale e diretto.




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Ultimo punto: e lo scioglimento dei ghiacciai? La contaminazione delle acque? L’alterazione delle colture? No, non si tratta di un attacco del più bieco benaltrismo. La questione ecologica c’entra eccome. Dove vanno a finire, dopo avere vessato il nostro organismo, gli ormoni di sintesi che abbiamo assunto con la pillola? Nelle urine e con esse nelle acque e di lì a tutto l’ecosistema. Il solito anche se meno affascinante ma irriducibile butterfly effect. Il nostro lieve battito d’ali che speravamo restasse nascosto o almeno serenamente ignorato dai più, ha ricadute dannose su tutto, su tutti. Fa tanto riflettere anche constatare come, nella nostra cultura attuale, siamo propensi ad intervenire di forza sul nostro equilibrio ecologico interno mentre cerchiamo cibi bio, crocchette bio per i cani, acqua con il residuo fisso più basso del mercato, tessuti etici.

Tornando al primo punto, chiudiamo tristemente il cerchio: che libertà è mai stata quella che ci permette di evitare gravidanze ma ci lega all’industria farmaceutica che sintetizza il prodotto, alla farmacia che la vende e al medico che ce la prescrive? Ci sono in effetti parecchi guinzagli tra noi e questa libertà. Compreso il costo, anche economico di tutto questo. Allora accontentiamoci dell’effetto sulle gravidanze indesiderate. Le avrà di sicuro radicalmente ridotte di numero. Non è così? Affatto. Il numero di aborti resta altissimo.




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Sta a vedere che allora i tanto vituperati e dileggiati metodi di regolazione naturale della fertilità non sono poi tanto male! Servono strade alternative e la bella notizia è che esistono e rispondono virtuosamente ad ognuno dei punti disattesi dalle promesse fatue della pillola e simili.

Non cala la libido, non servono farmaci, non spendo soldi inutilmente, non inquino il mio organismo e nemmeno l’ecosistema, posso davvero decidere quando accogliere una gravidanza.

Ecco, così sì che la donna non solo è libera ma sembra una regina!

Tags:
metodi naturali fertilitapillolasessualità
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