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Calo della fertilità negli uomini. La ricerca: è colpa del cibo spazzatura!

Bodnar Taras | Shutterstock
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Di fronte al progressivo declino della fertilità maschile un recente studio sottolinea l’importanza di un sano regime alimentare.

La concentrazione di spermatozoi nell’uomo occidentale è diminuita del 60% tra il 1973 e il 2011; anche per i valori di testosterone, l’ormone sessuale maschile per eccellenza, si registra un trend in decrescita (Ansa). Tra le cause ambientali di cui si discute l’importanza come sfavorevoli per il potenziale riproduttivo del maschio vi è il regime nutrizionale, fattore a cui si è rivolta un’ampia ricerca appena pubblicata sulla rivista scientifica Jama Urology.

“Si tratta del più ampio studio mai condotto che ha esaminato lo stile alimentare in correlazione con la funzione testicolare nei maschi coinvolti” (Ibidem), afferma l’autore, Feiby Nassan, della Harvard’s T.H. Chan School of Public Health a Boston.

Lo studio

Nello studio sono stati inseriti 2935 19enni, divisi in 4 gruppi a seconda del proprio regime alimentare. Quelli che mangiavano in modo sano (tanta frutta e verdura, pesce e cerali integrali) avevano circa 70 milioni in più per eiaculato rispetto a chi seguiva una alimentazione a base di cibo spazzatura (snack, cibo industriale, dolci, pizza, bibite ecc…). I vegetariani presentavano circa trenta milioni di spermatozoi in più dei coetanei che si nutrivano male. Come sottolinea l’autore della ricerca:

La fertilità non è un parametro importante solo per fare figli, ma è anche legata allo stato di salute e all’aspettativa di vita dei maschi. (Ansa)

Sotto il profilo riproduttivo i risultati emersi confermano quindi la notevole importanza della alimentazione, fattore pertanto positivamente modificabile attraverso una corretta educazione alimentare necessaria fin dalla tenera età.

90 milioni di coppie con problemi di infertilità

Nel mondo 90 milioni di coppie sperimentano problemi di infertilità, 25 milioni di queste sono in Europa che rappresenta il Continente dove si ricorre di più alla procreazione medicalmente assistita (Ansa). Il tasso di fertilità è in calo a livello planetario, Africa compresa dove rimane comunque il più elevato.

Il 15% delle coppie italiane ha problemi di procreazione

L’Italia, in cui si stima che il 15% delle coppie abbia problemi di procreazione, rappresenta l’ottavo paese al mondo per numero di interventi di PMA. L’infertilità per la sua rilevanza sociale costituisce un problema di salute pubblica globale: i fattori che la determinano attribuibili al maschio rappresentano il 25-30% circa dei casi (Ibidem).

L’infertilità maschile interessa il 7% circa degli uomini e sempre di più i giovani, caratterizzandosi per la produzione numericamente insufficiente degli spermatozoi oppure con alterazioni qualitative degli stessi relativamente a parametri come scarsa motilità, alterata struttura morfologica, danneggiamento del Dna (humanitas.it). Le cause di ciò possono essere diverse e per alcune di esse, in primis quelle genetiche, la ricerca scientifica sta ancora indagando.

Le cause

Oltre a queste ultime vi sono il criptorchidismo (la mancata discesa di uno o entrambi i testicoli nelle scroto), le infezioni uro-genitali, il varicocele (la dilatazione delle vene testicolari), le malattie sessualmente trasmesse (sifilide, gonorrea, papillomavirus, clamidia), la presenza di anticorpi antispermatozoi, traumi testicolari, le orchiti da virus della parotite o altri patogeni, le fonti di calore che innalzano la temperatura scrotale (anche per abbigliamento in poliestere molto stretto), alcuni farmaci, l’alcol, il tabacco, la cannabis ed altre sostanze stupefacenti (Ibidem).

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