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“Così gli angeli cattivi sono caduti dal Paradiso”. Le visioni delle mistiche

LUCIFER
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La caduta degli spiriti ribelli – chiamati oramai demoni – è l’episodio più drammatico della storia del mondo angelico

La caduta degli angeli ribelli nelle visioni delle mistiche. Anna Caterina Emmerich assistette alla ribellione ed alla caduta di una parte di loro, che ella vide prodursi subito dopo la creazione del mondo angelico:

Vidi subito una parte di questi cerchi immobilizzarsi in se stessi. Essi stavano immobili nella loro bellezza, ne concepirono una voluttà egoistica e, considerando che ogni bellezza era in essi, essi si ripiegarono e si fissarono in se stessi. All’inizio, tutti erano trasportati fuori di essi con un movimento superiore, ora una parte tra di essi si fissarono in se stessi e, allo stesso momento, vidi tutta questa porzione dei cori luminosi crollare ed oscurarsi, nel mentre che gli altri spiriti celesti li respingeva e riempivano gli spazi che essi avevano lasciati vacanti, di modo che l’insieme della sfera angelica divenne più piccola di prima. Ma non ho visto che gli angeli rimasti fedeli abbiano inseguito gli altri avventurandosi al di là dei limiti del mondo di luce.

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La beata Anna Katharina Emmerick è una religiosa agostiniana tedesca nata nel 1774. A partire dal 1799 sente i dolori della corona di spine, accompagnati da perdite di sangue che ebbero luogo ogni venerdì. Poi sopraggiunsero dolori nelle mani e nei piedi. Invisibili da principio, le stimmate finirono per apparire sul corpo. Inoltre una croce avrebbe fatto la sua comparsa sul petto; raddoppiava nelle dimensioni nel tempo di Natale. Molti sacerdoti e medici vennero a visitarla per verificare la veracità di queste ferite. Uno dei dottori del convento cercò di curarle, senza però mai riuscirci.

La “lotta” di Teresa Neumann

La stigmatizzata tedesca Teresa Neumann (1898-1962) ebbe anch’ella, il 29 settembre 1928, una visione della ribellione e della caduta degli angeli:

Oggi, festa dell’arcangelo San Michele, Teresa contempla il mondo angelico (luminose figure di adolescenti, vestiti di ampie vesti di luce d’un bianco scintillante), dispiegandosi in diversi ordini, con 12 arcangeli al vertice. All’inizio, gli angeli sono ancora tutti belli e buoni, e cantano. Poi sorge una lotta in gesti, parole e movimenti, durante la quale circa un terzo degli spiriti angelici si oscura ed anche quattro tra di essi. Allora gli angeli rimasti luce e gli angeli diventati oscurità si dispongono in due eserciti pronti al combattimento, gli angeli scuri sotto la guida del più potente degli arcangeli, ed i buoni sotto il comando di colui che viene subito dopo di lui in dignità e che li riunisce al grido di Michaël! La lotta prosegue fino al momento in cui gli angeli buoni respingono i cattivi nelle profondità. E gli spiriti vittoriosi intonano con allegrezza: “Kadosch, kadosch, kadosch”.

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Therese Neumann, nata nel 1898 in Baviera (Germania), è una mistica cattolica. Avrebbe cominciato ad avere visioni della passione di Cristo durante il Venerdì Santo dell'anno 1925. In quel momento ricevette le prime stimmate sulle mani e sui piedi. Nel 1927, sempre durante la settimana santa, apparirono ferite alla testa. Nel 1928, nel medesimo periodo, una ferita apparve sulla spalla, e poi delle tracce di flagellazione sopraggiunsero l'anno seguente. Ogni venerdì santo, nel corso delle sue estasi, lacrime di sangue le correvano sul viso. Morì nel 1962 e migliaia di persone vennero a venerarla.

Le parole del profeta Isaia

La caduta degli spiriti ribelli – chiamati oramai demoni – è l’episodio più drammatico della storia del mondo angelico. Per sottolinearne l’orrore, i Padri della Chiesa hanno applicato a Lucifero, il capo degli angeli decaduti, quelle parole del profeta Isaia:

 Come sei caduto dal cielo

 Astro brillante, figlio dell’aurora?

Come sei stato gettato a terra,

Tu che soggiogavi tutte le nazioni?

Tu che dicevi nel tuo cuore:

Salirò nei cieli,

Al di sopra delle stelle di Dio

Erigerò il mio trono,

Siederò sulla montagna dell’Incontro

Nelle profondità del settentrione:

Salirò sulle vette delle nubi,

Sarò simile all’Altissimo (Is 14, 12-14).

FALLEN ANGEL,SATAN
Luc Viatour | CC BY SA 3.0

L’Apocallisse

Questo dramma è evocato nell’Apocalisse di Giovanni, sotto la forma simbolica d’una lotta:

E vi fu una guerra nel cielo: Michele ed i suoi angeli facevano la guerra al Dragone. Ed il Dragone fece la guerra, così come pure i suoi angeli, ed essi non ebbero il sopravvento, e non si trovò più posto per loro nel cielo. E fu gettato, il Dragone, il grande (Dragone), il Serpente, l’antico (Serpente), colui che si chiama Diavolo ed il Satana, colui che sperde il mondo intero; fu gettato sulla terra ed i suoi angeli furono gettati con lui (Ap 12, 7-9).

La “dura lotta”

Come su di uno schermo panoramico, Anna Caterina Emmerich contemplò la lotta, in un silenzio totale che rendeva la visione ancor più impressionante, al punto che ella non trovò parole per descriverla. Ed ella concluse:

Vi sarà una dura lotta, e questa lotta sembrò all’anima mia infinitamente lunga, al punto che è quasi impossibile. Ma la lotta si svolge ora sulla terra, poiché non vi è più lotta in cielo, così come l’ha decretato Dio.

La cappella di San Miguel

Una leggenda riporta che le tracce di questa lotta sono ancora visibili ai giorni nostri in quello che si chiama il Colorado Provenzale, regione di colline e di gole del paese di Apt, ai piedi del Lubéron: il colore rosso della roccia – che fino all’inizio del XX secolo alimentò una fiorente industria dell’ocra – sarebbe dovuta al sangue degli angeli ribelli respinti dall’angelo Gabriele, che avrebbe imbevuto la terra. Come pure, la pietra innalzata che indica la cappella San Miguel de Lorencajal, in Spagna, sarebbe la roccia con la quale l’arcangelo avrebbe messo Lucifero groggy al momento della grande lotta.

Santa Ildegarda e la caduta “mai esistita”

La mistica Gabrielle Bossis (1874-1950), afferma di aver inteso Gesù confidargli che la storia dell’umanità finirà quando le file lasciate vuote in paradiso dagli angeli decaduti saranno colmati da un numero di eletti corrispondente.

Santa Ildegarda

Come dire quanto siano numerosi gli angeli! Questa rivelazione non ha nulla di originale, già Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179) lo dichiarava, a seguito di autorità teologiche altrettanto incontestabili come Sant’Agostino e San Bernardo, scriveva santa Ildegarda:

(I cori celesti) conobbero allora le meraviglie di Dio in uno splendore ineguagliabile. Essi compresero che una tale lotta non avrebbe più avuto luogo in cielo e che nessun angelo d’ora in poi sarebbe caduto dal cielo. E seppero nella pura divinità che il numero degli spiriti decaduti stava per essere rimpiazzato con di vasi d’argilla. Sapendo dunque che il numero di quelli che erano caduti stava per esser restaurato, essi si misero a dimenticare la caduta, come se essa non fosse esistita.

Santi a contatto con Satana

E’ accaduto a diversi santi di essere in contatto diretto con Satana, subendo i suoi assalti immediati nella loro anima, ma anche nella loro carne: senza risalire fino ad Antonio il Grande, nel III secolo, od a Martino di Tours, cento anni più tardi, si conoscono gli esempi del santo curato d’Ars, ben certo, ma anche di Giovanni Calabria, di Padre Pio e di Marta Robin, per non citarne che i più recenti. Questo sembrerebbe insensato, farebbe sorridere gli spiriti forti, ma Yvonne-Aimee Di Gesu’ (Yvonne Beauvais, 1901-1951), la celebre religiosa di Malestroit, risponde da esperta, ella a cui il diavolo infliggeva crudeli e ben reali sevizie, di cui il suo corpo portò le cicatrici fino alla sua morte:

Dire che vi sono delle persone sapienti che negano l’esistenza personale e l’azione del demonio! Vorrei ben vedere quale faccia farebbero se lo trovassero sotto una forma visibile, ai piedi del loro letto, rientrando nella loro stanza, la sera!

Gli spiriti celesti, che per esperienza sanno il prezzo della sconfitta – la dannazione eterna – hanno ricevuto da Dio “ordine di custodire gli uomini in tutte le (loro) vie” (Salmo 91, 11). Questa missione, che essi esercitano secondo i modi più diversi in funzione delle circostanze e del temperamento di ognuno, è devoluta particolarmente a taluni tra di essi, gli angeli custodi.

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