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"Ho messo io il sangue alla Madonnina di Civitavecchia": la ricostruzione di Alfano non è attendibile

MADONNA Z CIVITAVECCHIA

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Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 28/02/20

“E Davide dov’era?”

«Se – aggiunge il giornalista – Alfano invece è entrato nella proprietà dei Gregori quando loro erano in casa, mentre Fabio stava dando la merenda ai figli, significa che nel momento in cui lui era vicino alla statuina, i Gregori hanno aperto la porta di casa e si sarebbero dovuti vedere, anche in questo caso, faccia a faccia, addirittura a soli pochi metri di distanza. E anche questo non è accaduto».

Per di più, sottolinea Gaeta, «Alfano si riferisce sempre, e unicamente, a Fabio e a Jessica. Ma con loro c’era anche il piccolo Davide, tre anni, non certo invisibile. Era proprio lui che il papà era andato a portare in macchina nel momento in cui la figlioletta, rimasta indietro, gli aveva lanciato il grido che la Madonnina piangeva. Dunque, Alfano e la compagna vedono Fabio e la figlia, non vedono Davide, e a loro volta invece non vengono visti: forse, essendo in tempo di Carnevale, avevano ottenuto in prestito il mantello dell’invisibilità di Harry Potter…».

Rivoli di sangue

I dubbi sulla ricostruzione di Alfano si alimentano sempre più. «Ammettiamo che lui dica la verità – incalza Gaeta – e per assurdo che abbia toccato la Madonnina col suo dito, che si era tagliato ben prima di quel momento. Al massimo, dai capillari può essere uscita qualche gocciolina di sangue, mentre le fotografie degli inizi mostrano rivoli di sangue da ambedue gli occhi. E poi tutte le altre lacrimazioni? Dove era il signor Alfano mentre la statuina lacrimava per altre tredici volte, peraltro sempre alla presenza di testimoni?».




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I testimoni

Nel libro di Gaeta viene documentata la quantità di testimoni che il Tribunale ecclesiastico ha interrogato, tutti con nome, cognome e dichiarazione giurata, per ciascuna delle lacrimazioni: «Nel secondo evento, dieci; tre nel terzo, e poi cinque (4° episodio), cinque (5°), tre (6°), due (7°), cinque (8°), tre (9°), due (10°), uno (11°), quattro (12°), quattro (13°). Ma numerose altre persone presenziarono a queste lacrimazioni, fra cui un parlamentare, un fotoreporter e due giornalisti, e inoltre diversi pubblici ufficiali: il comandante della Polizia municipale di Civitavecchia Giancarlo Mori, un carabiniere, un sottufficiale dell’Esercito, due guardie carcerarie e quattro poliziotti». Per finire poi con l’ultima lacrimazione nelle mani del vescovo diocesano Girolamo Grillo, alla presenza di suoi parenti e di alcune suore.

TAJEMNICA MARYI
Geobia/Wikimedia Commons | CC BY-SA 3.0

Gli esperti di medicina legale

Lo studioso del caso della madonnina di Civitavecchia evidenzia che due autorevoli esperti di medicina legale, come Giancarlo Umani Ronchi e Angelo Fiori, docenti all’epoca rispettivamente a La Sapienza e al Gemelli, hanno constatato i rivoli di sangue, che dagli occhi sono scesi sino al collo della statuina, nel corso delle lacrimazioni. «Una goccia del signor Alfano come avrebbe potuto creare tutto questo effetto? Tutto questo – conclude Gaeta – dimostra che la ricostruzione di questa persona non è credibile».




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L’esame del Dna

Né è corretto che lui dica di essere disponibile a sottoporsi all’esame del Dna. Infatti, già il professor Umani Ronchi ricordava a suo tempo che «per il DNA è molto importante avere chiare le idee: un conto è la “compatibilità” del sangue, un conto è l'”identità” del sangue. Per procedere alla “compatibilità” potrebbe essere sufficiente un numero anche limitato di “polimorfismi”, ma non proverebbe niente e inoltre sarebbe pericoloso perché si presterebbe a false strumentalizzazioni. Per procedere all'”identità” è necessario individuare un elevato numero di elementi, ciò che non è stato, né è più possibile. Le analisi effettuate dalla Magistratura si sono limitate a isolare soltanto cinque “polimorfismi”, quando ce ne vorrebbero almeno venticinque per procedere ad una seria comparazione. Per di più i cinque polimorfismi isolati sono comuni alla stragrande maggioranza della popolazione… È ovvio che se i polimorfismi ricavati sono “rilevabili nella popolazione in generale”, ogni comparazione sarebbe stata non attendibile».

© Public Domain

“Opportuno un intervento della Magistratura”

«Francamente – chiosa il giornalista-scrittore – venire dopo 25 anni a raccontare una tesi così debole, ha davvero dell’assurdo. Però, visto il rilievo pubblico che hanno avuto le affermazioni di Alfano, credo che sia opportuno un intervento della Magistratura per ricostruire la sequenza dei fatti da lui dichiarati e verificarne l’attendibilità, anche per salvaguardare l’onore della famiglia Gregori, ancora una volta ingiustamente sottoposta a una faticosa prova, che comunque sono certo stanno affrontando alla luce della fede e nella certezza di quanto hanno vissuto, comprese le ulteriori manifestazioni prodigiose della statuetta che ricevettero da Giovanni Paolo II attraverso il cardinale Deskur e le apparizioni della Madonna che tutti i componenti del nucleo familiare hanno sperimentato».


AMMANITI CIVITAVECCHIA

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