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Non hai il pollice verde? Niente paura: ecco 5 consigli per coltivare il tuo “fioretto” quaresimale!

FLOWER

Y Photo Studio|Shutterstock

Martha, Mary and Me - pubblicato il 27/02/20

Quaranta giorni per crescere una piantina o anche un piccolo fiore da donare: non deve essere una cosa delicata o troppo impegnativa, non dovete partire da una rosa. L'importante è farlo sbocciare questo "fioretto", che i fiori sono tutti belli!

Tutte le Quaresime ci riprovo: un fioretto. Mica una rosa o un’orchidea, mi basterebbe una margherita o un ciclamino.
Mi accontenterei di riuscire a portare a termine qualcosa di davvero semplice eppure sono davvero negata in materia. Non ho il pollice verde e non mi cresce manco una pianta grassa di solito eppure, prova che ti riprova, Quaresima dopo Quaresima, qualche istruzione per farlo crescere per quaranta giorni, questo fiorellino da offrire, il mio fioretto, l’ho testata. E’ un po’ acciaccaticcio magari e forse necessitava di più acqua, ma so che chi sta lassù apprezza, per fortuna, anche la buona volontà!

Invasare il proposito col terriccio buono

Il terriccio serve e deve essere anche di quello buono. Non andiamo a risparmio. Compriamo quei bei sacchi di terra scura e ricca. Compriamone tanta. Il terriccio su cui crescerà il nostro fiore è buona volontà, fede e sana tigna a volte! Non dobbiamo fare il fioretto perché nonna ce lo faceva fare per forza o perché abbiamo i sensi di colpa che è Quaresima. No. Chiariamo che a Lui, lassù, una fetta di dolce in meno o una messa in più non serve. E’ a me che serve. Voglio davvero farlo? Perché sarà dura, a tratti durissima non dirlo a nessuno e non lamentarmi, quindi devo sceglierlo per trovare la forza di arrivare alla fine.

Comprare il seme giusto

E adesso…cosa pianto? Bisogna scegliere il seme e questa è una parte fondamentale. Quanto tempo posso dedicare a questo fioretto? Meglio fare una rinuncia oppure un proposito attivo? Sì, perché non c’è solo il non guardare la TV, il non mangiare i dolci, il non fare insomma. C’è anche l’impegno a fare qualcosa (che spesso è anche più difficile data l’agenda che scoppia sempre): trovare il tempo per una Messa tutti i giorni, per una visita settimanale al Cimitero…Insomma se per voi una rosa è troppo delicata e richiede troppe cure partite con un bel geranio! I fiori sono tutti belli una volta sbocciati!




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Fare le prove per trovare la posizione migliore

In quale angolo di casa c’è la giusta luce o la temperatura adatta? Per scegliere la posizione migliore bisogna pur fare qualche prova! E allora, quando abbiamo scelto il fioretto che fa al caso nostro, alleniamoci prima: proviamo a vedere se c’è la messa nel tragitto tra casa e lavoro, se riusciamo a beccarne almeno una o se possiamo dire il Rosario in macchina andando in palestra. Se siamo abituate a mangiare quantità spropositate di zucchero o 7 caffè al giorno, cominciamo a diminuirli un po’ prima di rinunciarci del tutto. Passare da 10 a 0 in maniera graduale ci aiuterà a non cedere al primo calo di zuccheri o botta di sonno!

Annaffiare a dovere (senza aiutini!)

Ora che il nostro fioretto deve crescere non dimentichiamoci dell’acqua! E no, non basta quella piovana come cerco sempre di convincermi io. L’acqua dobbiamo dargliela noi anche se spesso ci dimentichiamo e sarebbe bello se qualcuno lo facesse al posto nostro. L’acqua perfetta per i fioretti è la costanza e un po’ di sofferenza. Primo, niente scuse con noi stessi (mi sono dimenticato, e dai lo farò domani, ma che vuoi che sia). Diamoci degli orari o tutto quello che può facilitarci il compito. Tipo non compriamole le merendine se sappiamo che poi ce le troviamo davanti ogni volta che apriamo la dispensa! Secondo: niente aiutini dal pubblico. Dire alla cena con le amiche “no non lo mangio che sono in fioretto” ci solleva un po’ da questo impegno che stiamo portando avanti da soli, condividere quello che stiamo passando psicologicamente ci aiuta. La sofferenza e la difficoltà anche della solitudine è la dose di acqua giornaliera che farà crescere perfetto e profumato il nostro piccolo ciclamino.


ŚMIERĆ

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Se te la vedi brutta…chiedi all’esperto!

Ok, ce l’avete messa tutta, ma la vostra piantina non sboccia o peggio…sta per morire. Allora andiamo dal fioraio di fiducia e chiediamo aiuto. Magari un concime potente. L’esperto in questo caso è lassù che ci ascolta e allora quando non ce la facciamo più o stiamo per cedere, preghiamo. Chiediamo aiuto, perché la nostra buona volontà può non bastare a volte. La preghiera è il concime più potente per il nostro fioretto. Anche la confessione estirpa le erbacce: non perché dobbiamo confessarci se non rispettiamo il fioretto, ma il sostegno e il consiglio di un sacerdote aiuta a estirpare i rovi che stanno avvinghiando la nostra piantina. E se cadiamo non arrendiamoci, perseveriamo nella preghiera. In fondo…anche una piantina che sembra morta può sbocciare di nuovo dalle sue radici!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DAL BLOG MARTHA,MARY AND ME

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