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La mamma di Carlo Acutis: “Accanto a mio figlio avvertivamo la presenza di Dio”

CARLO ACUTIS
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Antonia Salzano, madre dell’ormai prossimo beato, racconta il miracolo a lui attribuito e spiega: “Da subito la gente che lo aveva conosciuto si affidava a lui, poi la fama di santità si è diffusa”

«Questa sua vita, l’armonia che aveva raggiunto, penso che possa essere di aiuto a tanti per il cammino di santità», sono le parole di Antonia Salzano, la mamma di Carlo Acutis.

Nei giorni scorsi Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi, infatti, a promulgare, tra gli altri, il decreto riguardante il miracolo, attribuito alla intercessione del ragazzo morto a 15 anni per una leucemia fulminante. Carlo in primavera sarà beatificato.

Il racconto del miracolo

«Il miracolo accertato – spiega mamma Antonia – riguarda il pancreas deformato di un bambino che è stato in pericolo di vita. Dopo la preghiera a Carlo il pancreas è ritornato nella norma senza intervento chirurgico, che sarebbe stato molto rischioso per la sopravvivenza del piccolo. La data della beatificazione dovrebbe essere in primavera. Papa Francesco verrà ad Assisi a fine marzo per The Economy of Francesco, pensiamo che possa essere poco dopo: ecco non crediamo che passerà molto tempo, ora aspettiamo la decisione della Segreteria di Stato della Santa Sede».

Preghiere di intercessione

Non è un caso che si sia diffusa rapidamente la fama di santità di Carlo. «Sin da quando è morto, le persone si sono rivolte a lui con fiducia: una signora che è venuta al funerale aveva un tumore e l’ha subito pregato e ha avuto una guarigione; un’altra donna di 44 anni non poteva avere figli, ha pregato Carlo e dopo un mese è restata incinta».

«Da subito – prosegue Antonia – la gente che lo aveva conosciuto si affidava a lui, poi la fama di santità si è diffusa: giovani che hanno iniziato a fare gruppi di preghiere, a imitarlo; catechisti che hanno portato la sua storia come testimonianza. Tutto questo mi hanno dato serenità: Carlo ha portato frutti per tante persone, ha aiutato tante anime ad avvicinarsi a Dio. Tanti ci hanno segnalato miracoli, grazie speciali e conversioni».

“Già in vita ci eravamo accorti che era speciale”

In famiglia, osserva mamma Antonia, c’era la percezione di avere accanto un figlio diverso dagli altri. «Già in vita – sottolinea – ci eravamo accorti che Carlo era un ragazzo speciale: la sua luminosità, la sua bontà, la sua vita di preghiera erano al di fuori della norma».

Carlo, al tempo stesso, «ha avuto una vita come tanti suoi coetanei, ha condiviso passioni comuni ad altri giovani, come internet, il pallone e altri hobby; gli piaceva stare con gli amici, era un ragazzo molto simpatico, ma ha fatto ogni cosa con grande equilibrio e speranza e tutto alla luce e alla presenza di Dio, anzi mettendo sempre Dio – chiosa la mamma del futuro beato – al centro delle sue giornate con la santa messa, il santo rosario, l’adorazione eucaristica prima o dopo la messa. Era fedelissimo a questi appuntamenti» (Agensir, 22 febbraio).

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