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I bambini e il nuovo Coronavirus: cosa c’è da sapere

Quinn Martin | Shutterstock
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La risposta immunitaria dei più piccoli è diversa da quella degli adulti: nella maggioranza dei casi se contraggono il virus il decorso non è complicato.

Di Patrizia D’Argenio e Maia De Luca

I Coronavirus (CoV) costituiscono un’ampia famiglia di virus respiratori responsabili di sintomi variabili, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie gravi come la MERS
(sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome).
Il COVID-19 è un nuovo ceppo di Coronavirus, mai identificato nell’uomo prima delle segnalazioni a Wuhan in Cina, nel dicembre 2019. L’attuale epidemia da COVID-19 rappresenta oggi una grande sfida per la sanità pubblica globale. Qui i numeri aggiornati del contagio. Non sono segnalati casi pediatrici in Italia.

I bambini e il nuovo Coronavirus

Tutti i bambini diagnosticati ad oggi in Cina, più di 20, di età inferiore a 15 anni, hanno presentato un decorso non complicato. In tre casi è stata segnalata una polmonite. La maggior parte erano bambini che erano entrati in contatto con familiari infettati dal COVID-19 nelle 2 settimane prima della comparsa dei sintomi. Ad oggi non si sono registrati casi di morte nei bambini con infezione da COVID-19.
I bambini sono meno colpiti dall’infezione da COVID-19 perché probabilmente hanno una risposta immunitaria diversa e un andamento benigno rispetto all’adulto. Inoltre i comportamenti di prevenzione adottati dagli adulti potrebbero funzionare da barriera protettiva nei confronti dei piccoli.

Come si diffonde l’infezione

I Coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli), ma in rari casi possono infettare l’uomo. Una volta trasferita all’uomo, l’infezione può essere trasmessa da persona a persona. La via di trasmissione più frequente è quella respiratoria. Rara quella da superfici contaminate, dove il virus sembra degradarsi rapidamente. Le malattie respiratorie normalmente non si trasmettono con gli alimenti, se si rispettano le comuni norme igieniche. Secondo i dati attualmente disponibili, le persone che hanno sintomi sono la causa
più frequente di diffusione del virus.
L’OMS considera non frequente la trasmissione del COVID-19 prima che si sviluppino sintomi. Il periodo di incubazione varia tra 1 e 12 giorni con una media di 5-6 giorni; 14 giorni rappresentano il limite massimo di precauzione.

Il trattamento

Non esiste un trattamento specifico per l’infezione da COVID-19 e al momento non sono disponibili vaccini. Il trattamento è mirato a controllare i sintomi del paziente e la terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie specifiche sono in fase di studio.

CORONAVIRUS, SCHEMA
Ospedale pediatrico Bambino Gesù

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