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“Dolore” e “costernazione”: rivelazioni su Jean Vanier

Jean Vanier © JUSTIN TALLIS / AFP
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Un’inchiesta chiarisce che il fondatore dell’Arca ha abusato spiritualmente e sessualmente di almeno sei donne

“Dolore” e “costernazione”. Sono queste le parole usate dai vescovi di vari Paesi dopo l’annuncio dei risultati di un’indagine che ritiene Jean Vanier, noto in tutto il mondo come il fondatore della Comunità dell’Arca, colpevole di aver “mescolato dominio spirituale e abuso sessuale” sotto l’influenza di dottrine perverse promosse dal suo direttore spirituale.

In una lettera indirizzata il 22 febbraio 2020 alla rete internazionale delle Comunità dell’Arca, che si dedicano ad accogliere le persone affette da disabilità mentali, i responsabili di questa federazione hanno reso pubbliche le conclusioni dell’inchiesta, realizzata da un’agenzia indipendente.

Jean Vanier, morto il 7 maggio 2019 a 90 anni, è stato un filosofo e teologo canadese noto per il suo servizio nei confronti dei disabili mentali. Nel 1964 ha creato la Comunità dell’Arca, e nel 1968 ha fondato l’associazione Fede e Luce.

L’inchiesta è stata realizzata da GCPS Consulting, un’agenzia del Regno Unito specializzata nel migliorare i protocolli utili a identificare e prevenire gli abusi sessuali.

L’Arca Internazionale ha creato un Comitato di Supervisione indipendente, composto da due ex alti funzionari francesi, per valutare l’integrità e la veracità del processo di inchiesta e delle sue conclusioni.

Stephan Posner, responsabile dell’Arca Internazionale, ha rivelato in un’intervista concessa al canale televisivo KTO di aver presentato personalmente i risultati a Papa Francesco e all’arcivescovo di Canterbury, primate della Chiesa anglicana, Justin Welby.

Testimonianze concordi

Secondo quanto spiega un comunicato stampa diffuso dall’Arca, “nel corso dell’inchiesta sono state ricevute testimonianze sincere e concordi, riferite al periodo che va dal 1970 al 2005, di sei donne adulte, senza alcun tipo di disabilità, che affermano che Jean Vanier ha iniziato con loro delle relazioni sessuali, in genere nel contesto di un accompagnamento spirituale, delle quali conservano profonde ferite”.

“Queste donne, non collegate tra loro, hanno riferito fatti simili, associati a una presunta teoria spirituale o mistica, destinata a giustificare quegli atti”, spiega la nota. “Queste azioni implicano un controllo psicologico e spirituale di Jean Vanier su quelle donne, e sottolineano la sua adesione a certe teorie e pratiche” del tutto immorali praticate dal suo padre spirituale, padre Thomas Philippe.

Thomas Marie Philippe, sacerdote domenicano francese vissuto tra il 1905 e il 1993, è considerato il cofondatore delle Comunità dell’Arca insieme a Jean Vanier.

Nel 1956, dopo un’inchiesta canonica, le autorità ecclesiali proibirono a questo sacerdote di esercitare il ministero sacerdotale, in particolare la direzione spirituale, ma questo divieto è presto caduto nell’oblio.

Nel 2015, una seconda istruzione canonica, ratificata da monsignor Pierre d’Ornellas, arcivescovo di Rennes, in Francia, ha riconosciuto padre Thomas colpevole di abusi di carattere sessuale nel contesto della direzione spirituale di alcune donne.

Il comunicato pubblicato dall’Arca precisa che nessun elemento porta a pensare che siano state vittime di abusi persone disabili.

Teorie “mistiche” pervertite

L’inchiesta è stata completata da un lavoro di ricerca storica, commissionato dall’Arca, a partire da archivi inediti, in particolare dell’Ordine dei Domenicani, ai quali si è potuto accedere per la prima volta.

“L’analisi dei vari archivi ha permesso di portare alla luce le antiche radici dell’atteggiamento di Jean Vanier nei confronti di queste donne e sottolinea la sua adesione a certe teorie e pratiche pervertite di padre Thomas Philippe”, spiega l’Arca.

Al termine dell’inchiesta e dell’analisi storica, le informazioni raccolte dall’Arca permettono di concludere che negli anni Cinquanta Jean Vanier ha fatto parte di un piccolo gruppo clandestino che partecipava alle pratiche sessuali pervertite di padre Thomas Philippe, radicate in presunte credenze “mistiche” o “spirituali” che erano state condannate dalla Chiesa cattolica. Il gruppo era composto da padre Thomas Philippe, Jean Vanier e alcune donne.

Le reazioni

“Siamo del tutto frastornati da queste scoperte, e condanniamo senza riserva queste azioni, che contraddicono totalmente i valori che rivendicava Jean Vanier”, affermano i responsabili dell’Arca internazionale, Stephan Posner e Stacy Cates Carney, nella lettera indirizzata alle comunità dell’Arca nel mondo.

“Riconosciamo il coraggio e la sofferenza di queste donne e di quelle che forse ancora oggi restano in silenzio”, aggiungono. “Vogliamo anche esprimere la nostra gratitudine alle donne che alcuni anni fa hanno rotto il silenzio che circondava padre Thomas Philippe e in questo modo hanno aiutato altre donne a liberarsi dal peso ingiusto della vergogna e della pena. Chiediamo perdono a tutte loro, perché questi fatti si sono svolti nel contesto dell’Arca”.

Un comunicato del Consiglio Permanente della Conferenza dei Vescovi di Francia, Paese in cui Jean Vanier era più noto, diffuso il 22 febbraio, confessa “stupore e dolore” per queste rivelazioni sul fondatore dell’Arca ed esprime gratitudine e sostegno alle vittime.

Il presidente dell’Assemblea dei Vescovi Cattolici del Québec (Jean Vanier era di origine canadese), monsignor Christian Rodembourg, riconosce la “costernazione” dei vescovi e ammira “il coraggio delle vittime che hanno denunciato queste azioni”.

I responsabili dell’Arca hanno assicurato di essere determinati a far sì che “le 154 comunità esistenti al mondo siano luoghi di sicurezza e di crescita per tutti i loro membri, che siano o meno affetti da qualche disabilità”.

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