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Come scegliere i propri sacrifici quaresimali?

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di Leslie Rodriguez

Il Martedì Grasso sta arrivando, e ogni anno penso: “A cosa rinuncerò in Quaresima quest’anno?”

Ai principianti suggerisco di prendere in considerazione quali saranno le vostre pratiche e i vostri sacrifici quaresimali prima del Martedì Grasso.

La Quaresima ci offre una splendida opportunità. Alla fin fine, è un periodo in cui ci prepariamo a ricevere nuovamente il dono della nostra salvezza, e per farlo dobbiamo distaccarci dalle cose terrene e sforzarci di amare come ama Dio. Se scegliamo bene le nostre pratiche quaresimali, ci aiutano a fare proprio questo – distaccarci dal mondo e aprirci a ricevere l’amore di Dio più pienamente e ad amarlo in modo più perfetto.

Tutte le pratiche quaresimali sono uguali (nel senso che portano lo stesso frutto a chiunque)? Direi di no.

Ecco allora qualche domanda su cui pregare e riflettere al momento di scegliere le pratiche quaresimali per quest’anno.

1. Per me è davvero un sacrificio?

Gesù sulla croce ha dato tutto, e allora io posso fare qualcosa che mi provochi disagio o sia scomodo. Se rinunciare ai dolci è per voi un sacrificio, allora scegliete quello! A dire la verità, è una delle ultime cose a cui vorrei rinunciare, e il dolore aggiuntivo che traggo dal fatto che gli altri pensino che non è abbastanza difficile rende questo sacrificio una buona opportunità per crescere anche nell’umiltà!

2. Cosa mi distrae maggiormente da ciò che è davvero importante, e come posso affrontarlo?

Anche se la risposta ovvia numero 1 a “Cos’è importante” è “Dio”, la domanda può anche essere estesa a quello che è il nostro stato di vita, o al luogo in cui Dio ci ha chiesto specificatamente di servire. Rimanendo fedeli a quello a cui ci ha chiamati (in termini di vocazione, carriera…), Lo stiamo amando attivamente. Ecco qualche domanda da prendere in considerazione: controllare i social media toglie del tempo che si potrebbe trascorrere in preghiera? Guardare Netflix fa trascurare opportunità di servire la famiglia o di svolgere i compiti quotidiani? Ci si concentra troppo sulle mancanze degli altri (o sulle proprie) e non si vede Cristo in loro? Ci si lamenta anziché riconoscere l’opportunità che Dio ha dato di offrire un piccolo sacrificio d’amore per Lui?

3. In che modo questo può aiutarmi ad amare?

Abbiamo sempre bisogno di dirigere le nostre azioni a Dio e agli altri, e le nostre pratiche non dovrebbero essere svolte egoisticamente solo per noi stessi, senza alcun impatto sui nostri rapporti.

Ecco qualcosa da tenere in considerazione – quello che le penitenze quaresimali non dovrebbero essere:

  • Non dovrebbe essere cose che avreste intenzione di fare comunque. Ad esempio, si voleva fare una dieta e quindi si rinuncerà ai dolci per la Quaresima.
  • I sacrifici non dovrebbero essere scelti (o evitati) per gli altri, né dovrebbero avere impatti negativi su chi ci circonda.
  • Non si dovrebbero paragonare i sacrifici o vantarsene. Dobbiamo lavorare tutti in campi diversi!

Per finire, pensate di rendere la vostra pratica quaresimale perenne!

Se volete rinunciare a qualcosa che vi allontana da Dio, è probabilmente una buona idea abbandonarla del tutto. Se invece siete convinti che dovreste recitare un Rosario ogni giorno della Quaresima, allora pensate di renderlo una parte regolare della vostra vita spirituale post-quaresimale. Non c’è motivo di abbandonare le buone abitudini che assumiamo in questo periodo.

E con questo vi auguro una buona Quaresima, e grazie a padre Dennis Conway per avermi aiutata a scrivere questo articolo!

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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