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Come migliorare la tua comunicazione eliminando due parole: “Anche se”

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Fizkes - Shutterstock
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Capita anche a te di iniziare una frase positiva con un “anche se…”?​

  • Anche se a volte proprio non andiamo d’accordo, credo che tu sia una persona molto speciale.
  • Anche se spesso mi fai incavolare, sono felicissimo quando riusciamo a passare un po’ di tempo insieme.
  • Anche se su tante cose la pensiamo diversamente, è bello vedere che su questo abbiamo esattamente la stessa opinione.

Perché a volte iniziamo così una frase positiva? Forse per paura di sbottonarci troppo? O forse pensiamo che se comunichiamo qualcosa di positivo, sia sempre meglio bilanciarlo con qualcosa di meno positivo, per non lasciarci troppo andare.

O a volte ragioniamo così: “Ok fare un complimento, ma non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e dimenticare che nel rapporto qualcosa non va…

Un po’ come se la mamma dicesse al figlio che ha preso un bel voto:​

  • Anche se potevi prendere nove, sono felice che hai preso otto.
  • Anche se a volte mi deludi, sono proprio fiero di te.

Non credo proprio che una buona mamma userebbe espressioni del genere.

L’importanza di eliminare quel fatidico “anche se” l’ho capito durante i campi estivi con i ragazzi.
Nella nostra parrocchia abbiamo questa bellissima abitudine: al termine del campo estivo gli educatori scrivono una letterina personalizzata ad ogni bambino, in cui esprimono ciò che di bello abbiamo notato di ognuno di loro.​

Mentre scriveva una di queste lettere, Chiara, un’educatrice mi ha detto:

Sai don, è bellissimo scrivere queste letterine, perché ci costringe a pensare soltanto agli aspetti positivi dei bambini. (Chiara)

Verissimo. Preparando quelle lettere, più di una volta verrebbe istintivo scrivere “anche se…”, continuando poi con il lato positivo.​

Sforzarsi invece di mettere in evidenza soltanto i lati positivi, contribuisce a sviluppare una forma di igiene mentale ed emotiva: aiuta a vedere soltanto le cose positive che ogni persona porta nella tua vita, ti dà uno sguardo nuovo con cui accostarla, uno sguardo luminoso che trasforma e trasfigura il tuo modo di accostarti alle persone!

Ecco perché oggi voglio proporvi questo piccolo esperimento.​

Cosa succederebbe se ogni tanto provassimo a togliere dalle frasi di prima quel benedetto “anche se”?​

  • Credo che tu sia una persona molto speciale!
  • Sono felicissimo quando riusciamo a passare un po’ di tempo insieme!
  • È bello vedere che su questo abbiamo esattamente la stessa opinione!

È molto difficile esprimersi con positività ed entusiasmo, se iniziamo una frase con un “anche se”​, mentre se provi a non utilizzarlo, noterai che le frasi di prima avranno un bel punto esclamativo alla fine!

Compito della settimana: proviamo ad abolire dalla tua comunicazione il braccino corto del “anche se”. Prova un po’ a lasciarti andare, dai…

Piccola avvertenza: state attenti a non esagerare, perché potrebbero accadere cose troppo belle, e non è detto che saremo pronti ad accoglierle… Poi non dite che non vi avevo avvertito 😉

Qui l’articolo originale


Nato nel 1971 ed ordinato nel 1996, don Giovanni Benvenuto è parroco in due parrocchie a Sestri Ponente, collaboratore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Genova e membro del Consiglio Direttivo di WeCa, l’associazione dei Webmaster Cattolici Italiani. Insieme ad Andrea Ros nel 1998 ha fondato www.qumran2.net, banca dati di materiale per la pastorale visitata da 400.000 persone al mese, e attualmente ne è il coordinatore. Da aprile 2018 pubblica ogni settimana un nuovo video per imparare a comunicare meglio sul canale Youtube Comunicare il Sorriso di Dio.

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