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Liberazioni miracolose dalle prigioni ad opera degli angeli: gli episodi più noti

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Da San Pietro a San Felice, dai francescani ai carmelitani: l’intervento degli spiriti celesti ha evitato condanne ingiuste. Ecco le testimonianze così come ci sono state tramandate

I racconti di liberazione miracolosa dal carcere riprendono lo stesso ordine (soprannaturale) delle cose. Il loro riferimento biblico è la doppia liberazione dell’apostolo Pietro, che riportano gli Atti degli Apostoli.

La prima volta, Pietro era con gli altri apostoli: Allora intervenne il sommo sacerdote, così come tutti quelli che erano con lui, ossia la setta dei Sadducei. Pieni di gelosia, essi portarono la mano sugli Apostoli e li misero nella pubblica  prigione. Ma, durante la notte, l’Angelo del Signore aprì le porte della prigione, li fece uscire e disse: “Andate e, in piedi, annunciate al popolo, nel Tempio, le parole di vita” (Atti 5, 17-20).

San Michele del Perugino
Public Domain

“Alzati, Pietro”

Più tardi, quella volta solo, Pietro è stato incarcerato su ordine di Erode, “re” di Giudea e di Samaria. La sua scomparsa avrebbe portato un colpo fatale alla giovanissima comunità cristiana di Gerusalemme, che cominciava ad organizzarsi: Ora, prima del giorno in cui Erode doveva farlo comparire, quella notte, Pietro, legato da due catene, dormiva tra due soldati, nel mentre che delle sentinelle, davanti alla porta, custodivano la prigione. Ed ecco che l’Angelo del Signore si presentò, ed una luce brillò nella prigione. Colpendo Pietro al fianco, egli lo risvegliò, dicendo: “Alzati! Presto!”. E le catene gli caddero dalle mani.

“Metti la cintura”

L’Angelo gli disse: “Metti la tua cintura e calza i tuoi sandali”; così egli fece. E gli disse: “Rivesti il tuo mantello e seguimi”. E (Pietro) uscì e lo seguiva, ma senza sapere se quello che accadeva da parte dell’Angelo fosse vero; egli pensava di guardare una visione. Essi attraversarono un primo posto di guardia, poi un secondo, e giunsero alla porta di ferro che dava sulla città. Da se stessa, questa si aprì davanti a loro. Essi uscirono ed avanzarono in una strada, e subito l’Angelo lo lasciò. E Pietro, ritornato in sé, disse: “Ora, so veramente che il Signore ha inviato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode ed a tutto quello che si aspettava il popolo ebreo” (Atti 12, 6-11).

STATUE OF SAINT PETER
Antoine Mekary | ALETEIA
PIETRO - Roma, Basilica di San Pietro. in Vaticano Il luogo di sepoltura del discepolo che Gesù indicò come maestro degli altri apostoli e come “pietra” sulla quale sarebbe stata fondata la Chiesa, com’è noto, è la basilica di San Pietro in Vaticano a Roma, il principale tempio della cristianità.

Il martirio di Numidico

Queste liberazioni straordinarie illustrano in modo concreto la realizzazione della richiesta del Pater: “liberaci dal male”. Allo stesso modo, è accaduto che gli angeli intervengano per sottrarre in extremis i loro protetti al martirio. Numidico, un adolescente di Cartagine, è arrestato nel 251 con altri cristiani, durante la persecuzione di Decio. Tutti sono condannati al rogo, ed essi spirarono nel braciere cantando. Solo Numidico, che si ritrova ben vivo nelle ceneri, senza neanche che il fuoco abbia sfiorato i suoi capelli: un angelo l’ha preservato dai colpi delle fiamme. Numidico sarà più tardi ordinato sacerdote da San Cipriano, che lo nomina nelle sue opere.

San Felice da Nola

Al momento della stessa persecuzione, un adolescente vestito di bianco e “raggiante di gloria” penetra nel fondo di un fossato ripieno di pezzi di vetro in cui giace il sacerdote Felice. La scena si svolge a Nola, vicino a Napoli. Felice, che è stato arrestato per apostolato intempestivo, ha già avuto il suo conto di torture delle più svariate, secondo il procedimento classico – catene che cadono da se stesse come egli le tocca, porte che si aprono largamente al loro passaggio, sentinelle piombate in un torpore salutare -, e, siccome è indebolito dalla sua prigionia, fa comparire nei rovi un grappolo d’uva che gli ridona le forze.

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