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Angeli sotto forma di “personaggi misteriosi”, che hanno salvato la vita delle persone

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“Tim pregò: “Dio mio, solo voi potete venirci in aiuto”. Subito, i ragazzi scorsero una macchina che si affiancò ad essi. Da dove veniva?”

Numerosi libri attuali riportano le esperienze di contemporanei che affermano di essere stati, in un modo o in un altro, contattati da un personaggio misterioso in cui essi hanno riconosciuto un essere soprannaturale cioè un angelo.

Questi interventi sono in generale destinati a preservare i loro beneficiati da un pericolo, a proteggerli, a custodirli da un incidente: così numerose persone, soprattutto se esse hanno ricevuto un’educazione religiosa, o se esse hanno conservato qualche vaga credenza teistica, pensano immediatamente ad un’azione del loro angelo custode.

UMB-O/Shutterstock
I nostri angeli custodi hanno dei nomi, ma vengono dati loro da DioLa pratica di assegnare un nome agli angeli custodi dovrebbe essere scoraggiata, tranne nei casi di Gabriele, Michele e Raffaele, i cui nomi sono contenuti nella Sacra Scrittura (cfr. Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Direttorio sulla Pietà Popolare, n. 217, 2001).

Una testimonianza sconcertante

A fianco di racconti più o meno fantastici, se non controversi, esistono delle testimonianze per lo meno sconcertanti, che si inscrivono nel filone di quello che la Bibbia e l’esperienza dei mistici e dei santi ci insegnano del modus operandi degli spiriti celesti. I figli della giornalista americana Joan Wester Anderson hanno conosciuto un’avventura, che ci riassume la loro stessa madre:

In una notte ghiacciata di Natale (la più fredda registrata nella storia del Midwest), mentre la radio annunciava una tempesta di neve e consigliava di non partire, il giovane Tim e suo fratello caddero in panne con la macchina su di una strada deserta. Nessuna possibilità di veder passare qualcuno. Tim pregò: “Dio mio, solo voi potete venirci in aiuto”. Subito, i ragazzi scorsero una macchina che si affiancò ad essi. Da dove veniva? Essi non lo compresero, non avevano visto nessun faro. Ed era una macchina del soccorso stradale! L’autista propose di guidarli in luogo sicuro. Il giovane si inquietava per la fattura. Davanti casa, l’autista parcheggiò la macchina. Tim entrò in cucina ma realizzò subito che non aveva pagato. Riuscì. La sua macchina era ben là, ma la macchina del soccorso ed il suo autista erano scomparsi. Eppure, nessuno dei due aveva sentito rumore, né di motore, né di catene. E nella neve, non vi era che una sola traccia di pneumatici, quella della loro macchina.

Il pilota d’aereo

Partendo dall’esperienza dei suoi figli, la giornalista ha raccolto molti altri racconti di interventi stupefacenti dello stesso ordine inserendoli in libri che poi sono diventati bestseller:

un pilota d’aereo atterrò nella nebbia grazie ad una voce. Egli pensa che sia quella d’un controllore del cielo, quando questi gli afferma che ogni contatto radio era interrotto. Una bagnante sta per annegarsi, tutta sola in mezzo ad un lago, vede giungere un provetto nuotatore che l’aiuta a riguadagnare la riva. Là, ella vuol ringraziare il suo salvatore, ma questi è scomparso misteriosamente.

Queste manifestazioni si svolgono nel modo più normale in apparenza: gli angeli soccorrevoli si mostrano sotto una forma del tutto naturale, per così dire, come i tre uomini che visitano Abramo a Mambre, accettando la sua ospitalità e la cena che egli offre loro (Gen 18, 1-8) come l’angelo Raffaele che, sotto l’aspetto d’un giovane di passaggio, accompagna il giovane Tobiolo nel suo viaggio.

I Tre Arcangeli e Tobiolo (tempera su tavola) di Francesco Botticini (c.1446-97); 135x154 cm; Galleria degli Uffizi, Firenze.

La disperazione della mamma

Talvolta, un dettaglio preciso sottolinea il carattere insolito dell’avvenimento:

Un ragazzo lontano da casa sua è morso da un serpente velenoso. La sua gamba è tutta gonfia ma riesce a rientrare a casa sua. Sua madre disperata chiama il Cielo in aiuto. Ella vive in un posto isolato, senza telefono. Trasporta suo figlio in camionetta allorché egli respira difficilmente, la macchina cade in panne, un salvatore insperato li guida al dispensario, che purtroppo non è equipaggiato per curare il fanciullo, che cade in coma. La madre prega e lo stato del fanciullo finisce col migliorare. Quando può parlare, egli racconta che un uomo in bianco l’ha riportato a casa, l’ha aiutato a salire gli scalini…”.

San Gregorio l’Illuminatore

Simili fatti di protezione angelica sono lontani dall’essere rari nelle vite dei santi e dei mistici, e questo fin dai primi tempi del cristianesimo. La legenda di san Gregorio l’illuminatore, morto verso il 325 in Armenia, ne offre un esempio interessante. Figlio dell’assassino del re di Cappadocia, Gregorio vede la sua famiglia sterminata. Egli sfugge al massacro, perché un personaggio vestito di bianco lo sottrae alla vista degli assassini. Scoperto più tardi, è gettato in una fossa piena di serpenti: lo stesso uomo in bianco tiene i rettili a distanza.

La liberazione del condannato

Commossa dal prodigio, la regina Achea fa liberare il condannato che, per ringraziamento, guarisce il suo regale marito da una lebbra tenace, il che gli vale di essere chiamato anche Gregorio il Taumaturgo. Riconoscente, il re Tiridate si converte al cristianesimo. E’ così che l’Armenia è diventata cristiana. In conclusione non resta che ricordarci della storia dei tre giovani Ebrei gettati nella fornace dal re Nabuccodonosor e preservati dalle fiamme da un uomo il cui aspetto rassomiglia a quello di un figlio degli dei” (Dan 3, 25), che è quella di Daniele gettato nella fossa dei leoni:

Il mio Dio ha inviato il suo angelo, egli ha chiuso la bocca dei leoni ed essi non mi hanno fatto alcun male” (Dan 6, 21-22).

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