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“L’angelo era una bellissima donna”. Le visioni della veggente di Akita

Irmã Agnes, Akita
Reprodução
La veggente di Akita racconta il suo rapporto con gli angeli
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Suor Agnese Katsuko Sasagawa racconta la prima volta che ha visto uno spirito celeste, quando era in ospedale a Myoko: insieme avrebbero recitato la corona del Rosario

In Giappone, in relazione coi prodigi che si produssero dal 1973 al 1981 su di una statua della Vergine Maria “Signora di tutti i popoli” nella comunità delle Serve dell’Eucarestia di Akita, gli angeli si manifestarono sotto una forma femminile alla veggente, suor Agnese Katsuko Sasagawa, nata nel 1931 e oggi novantenne che dichiarò:

Scorsi improvvisamente sulla destra del mio letto una graziosa persona che non conoscevo e che si mise a recitare il Rosario con me. Dopo la prima decina, ella aggiunse una preghiera sconosciuta. Sorpresa, io l’ho ripetuta dopo di lei. Poi lei mi ha consigliato di aggiungerla dopo di essa. Eccone il testo: Gesù mio, perdonate i miei peccati, preservateci dal fuoco dell’inferno, e portate in Cielo tutte le anime, soprattutto quelle che hanno più bisogno della vostra misericordia”.

OBJAWIENIA MARYJNE NA ŚWIECIE
SICDAMNOME/Wikipedia | CC BY-SA 4.0
Giappone: Nostra Signora di Akita. Nel 1973, una ferita a forma di croce è apparsa sul palmo della mano sinistra di suor Agnes. In seguito la suora ha sentito una voce che proveniva dalla statua della Beata Vergine Maria nella cappella in cui stava pregando. La Madonna ha parlato alcune volte con suor Agnes affidandole dei messaggi. Alcune suore hanno poi notato delle gocce di sangue che scorrevano dalla mano destra della statua, sudore sulla fronte e sul collo e pianto a intervalli.

“Una bellissima donna”

Suor Agnese è molto affermativa, l’angelo si mostrò come una persona di sesso femminile. Non era certamente la Vergine Maria, che non può pregare se stessa recitando la corona:

Suor Agnese racconta che una bellissima “donna” le era apparsa quando ella era in ospedale a Myoko, che ha recitato la corona con lei, le ha insegnato la preghiera che la Vergine stessa ha data ai pastori di Fatima. Chi è dunque capace d’un tale prodigio, se non un angelo? Da nove anni, quella persona le è apparsa infinite volte, guidandola, avvertendola, talvolta anche reprimendola.

La prima visita dell’angelo

Filo conduttore delle apparizioni e dei messaggi sono gli angeli. La prescelta, suor Agnese, vanta un rapporto particolare con gli angeli. L’angelo che le fece visita la prima volta ha continuato a parlarle per sei anni seguenti. Del resto, ebbe la fortuna di vivere una relazione strettissima con questa dimensione fin da quando si salvò da un coma profondo nel corso del quale ebbe visioni magnifiche che proseguirono in seguito anche in stato di coscienza.

angel
© Shutterstock

“Brillava, non lo si può descrivere”

In una visione del luglio 1973, la religiosa vide una figura che pregava al suo fianco. “E’ la stessa che avevo visto al lato del letto in ospedale, una donna fatta di luce, dalla voce magnifica, pura, che risuonava nella mia testa. Fissandola mi accorsi che somigliava vagamente a mia sorella morta. Appena l’idea mi sfiorò, la creatura mi rispose sorridendo gentilmente e facendo cenno di no con la testa. Poi disse: “Sono colei che resta sempre al tuo fianco e ti protegge”. “L’angelo brillava. Non lo si può descrivere a parole, emanava una sensazione di dolcezza. Il suo abito era di luce”.

L’adorazione del Santissimo Sacramento

Segue una nuova visione del 2 ottobre successivo, festa degli angeli custodi. Racconta suor Agnese:

“Una luce brillante mi abbagliò. Nello stesso istante apparvero le figure degli angeli che pregavano davanti all’ostia luminosa. Erano in otto, inginocchiati intorno all’altare e formavano un semicerchio. Quando dico che erano inginocchiati, non intendo che vedevo le loro gambe, o distinguevo i loro tratti. E’ difficile perfino descriverne gli abiti. Sicuramente non assomigliavano a degli esseri umani, non avevano l’aspetto di bambini, né di adulti, erano senza età ed erano proprio lì. Non avevano ali, ma i loro corpi erano avvolti da una specie di luminescenza misteriosa. Non credevo ai miei occhi. Tutti adoravano il Santo Sacramento con grande devozione. Al momento della comunione, uno di essi mi invitò ad avanzare verso l’altare, da dove potei distinguere chiaramente gli angeli custodi di ogni membro della comunità. Davano veramente l’impressione di guidarli e proteggerli con gentilezza ed affetto. Niente come quella scena riuscì ad aprirmi gli occhi sul profondo significato dell’angelo custode: fu molto meglio di qualsiasi spiegazione teologica…”.

La testimone

Suor Agnes Sasagawa, la religiosa che nel 1973 ricevette in tre diverse occasioni messaggi dalla Madonna, in apparizioni che furono confermate dalla Chiesa, avrebbe ricevuto nelle settimane passate un altro messaggio, veicolato da un angelo. Suor Sasagawa, ne ha parlato con una consorella, dandole il permesso di diffondere il messaggio, di per sé piuttosto breve.

“Domenica, 6 ottobre (2019), alle 3.30 ad Akita, lo stesso angelo è apparso davanti a me (suor Sasagawa) come circa 30  anni fa. L’angelo per prima cosa mi ha detto qualche cosa di privato. La buona cosa da diffondere a tutti è: “Copritevi con le ceneri”, e “per favore pregate il Rosario Penitenziale ogni giorno. Tu, suor Sasagawa, diventa come un bambino e ogni giorno per favore offri sacrificio”. Suor M chiese a suor Sasagawa: “Posso dirlo a tutti?”. Suor Sasagawa ha dato il suo assenso e ha aggiunto: “Pregate perché io sia capace di diventare come un bambino e offrire sacrificio”. Questo è quanto fu udito da suor M.”.

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