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Le ferite d’amore ti hanno spezzato? Guarda in alto

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By Six Dun/Shutterstock

padre Carlos Padilla - pubblicato il 14/02/20

Dio non ti lascerà mai solo

Mi piace guardare il cielo di tanto in tanto senza sentirmi turbato. Contemplare il sole che si nasconde dietro le nuvole senza avere paura.

E stupirmi di fronte alle ombre che si allargano davanti a me ogni mattina mostrandomi che la vita ha un progetto, un sogno dietro ogni passo, una meta alta e brillante.

E sentire il vento in mezzo ai miei dubbi, come una carezza di un Dio nascosto, che mi parla per dirmi che non mi lascerà mai solo.

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Yulyazolotko | Shutterstock

Mi piace ringraziare per tutto quello che ho, soprattutto quando non sono contento. E ridere nel momento in cui sento che la tristezza mi invade.

Mi piace alzare la voce spezzando il silenzio di tanto in tanto, e lasciare che lacrime di emozione irrighino la terra. Non mi importa di piangere.

So che è molto facile perdere l’orientamento nel cammino, e sviarmi cadendo nelle reti che tendono al mio passaggio. È facile ascoltare le grida delle sirene che invocano il mio nome, facendomi credere che se mi lascio trasportare sarà tutto più facile.

Non sono disposto a vivere senza una direzione, e per questo preferisco lasciare le reti ai miei piedi per seguire felice Gesù ormai senza vincoli. Leggevo giorni fa qualcosa di molto vero:

“Se la libertà non è orientata a un bene reale, guidata da valori oggettivi, smette di esistere. Solo la verità ci renderà liberi” [1].

Quella libertà orientata al bene è quella che mi rende più libero. Per questo apro le mani al cielo per prendere altre reti, quelle dell’amore di Dio che copre la mia anima con un tenero abbraccio.

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Ho potuto constatare che ci sono molti falsi dèi che non mi danno la felicità, non riempiono il mio cuore spezzato e ferito. Spesso tocco il dolore del mondo, il mio dolore, e mi sento scoraggiato. Mi succede quello che diceva padre Josef Kentenich:

“Ci saranno situazioni nella nostra vita in cui ci costerà grande sforzo trovare l’impronta di Dio in tutto. In quei momenti di perplessità non riusciamo a comprenderlo, scuotiamo la testa disorientati e vorremmo dire ‘No!’ e allontanarci da Dio. Dobbiamo provare simpatia per Lui” [2].

Voglio provare simpatia nei confronti dello Spirito Santo perché orienti i miei passi e mi insegni il cammino che porta alla pace. Sono qui per dare e ricevere amore, ma si può dare solo quello che si è prima ricevuto.

Le mie ferite d’amore mi hanno lasciato spezzato e vuoto, perché tutto l’amore che portavo dentro mi è scivolato tra le dita, e mi sento solo e pieno di rancori che aumentano la mia amarezza.

So che è attraverso queste fessure dell’anima che perdo l’acqua degli amori umani, cercando di trattenere tutto. Come potrò chiudere quei fori dai quali scorre la vita per evitare di disperdermi a ogni passo che compio cercando degli amori?

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Perseguo un altro trionfo, un altro amore che duri nella mia anima, una gioia che non muoia all’improvviso senza che me ne renda conto. Vedo che tutto scorre come l’acqua del torrente lasciando l’anima umida e ancora più assetata.

La nostalgia della pienezza e dell’infinito grida dentro di me. Non voglio vivere disorientato cercando fuori di me quelle felicità eteree che non mi soddisfano, che non mi riempiono. Quelle gioie passeggere che lasciano l’anima triste con il loro passaggio fugace.

Voglio orientare i miei passi nella giusta direzione. Dove va il mio cammino? Guardo avanti sperando che sorga davanti a me un sole radioso. Voglio abbracciare fiducioso il cielo blu, mettendo da parte le paure che mi paralizzano.

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Voglio che l’aria fresca del mattino mi riempia il volto di sorrisi. Spero di abbracciare la vita che mi si apre davanti senza temere di dare in pegno il mio cuore. Chi non si dona non ama. Chi non si dà non semina.

Non voglio vivere di passaggio sulla terra. Voglio fermarmi alle radici che crescono nella terra che irrigo. Non misuro i passi che faccio, e non tengo conto di tutto ciò che do.

Non guardo il cielo blu con paura. Non mi stanco di vivere amando. La vita è tanto semplice quando la nostalgia non fa svanire il sorriso… Non mi lamento, non guardo con nostalgia. Il cuore resta felice, pieno di quella luce che viene dall’alto.

[1] Jacques Philippe, Si conocieras el don de Dios
[2] José Kentenich, Envía tu Espíritu

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