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Venezuela: “Da un anno mangio grazie alla Chiesa e mi trattano bene”

VENEZUELA

José Cohén

Ramón Antonio Pérez - pubblicato il 13/02/20

Gli anziani soli e senza un tetto che accorrono alla parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe di Caracas ricevono cibo, vestiti e medicinali, e imparano a valorizzarsi come persone

La risposta della Chiesa alla crisi umanitaria che si vive in Venezuela è evidente ovunque, anche in zone considerate benestanti come Las Mercedes, nell’“Est di Caracas”, una sorta di bolla in cui la sofferenza della popolazione non sembra evidente, e tuttavia anche qui arriva gente bisognosa.

Herlgar Buzeck, di 71 anni, è una signora che vive a La Pastora (nella zona nord-orientale di Caracas) e da un anno riceve cibo, vestiti e medicinali in questa chiesa. La signora ha lodato l’opera evangelizzatrice e sociale svolta dai membri del programma di assistenza in questi tempi di grande necessità.

“Da un anno mangio nella chiesa La Guadalupe, e mi trattano molto bene. Sono molto grata, e per questo prego Dio di benedire questi religiosi e le donne che li accompagnano, perché sono molto buoni”, ha affermato.

La parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe realizza da ormai 28 anni un programma di assistenza agli anziani in nome di San Tommaso di Villanova, promosso da un gruppo di donne che hanno deciso di essere solidali con gli anziani “perché non hanno il pane o un vestito per coprirsi, e hanno anche bisogno di parole di incoraggiamento, un po’ di calore umano e molto rispetto”.

Da allora si riuniscono tutti i venerdì cercando di offrire cibo per l’anima e anche per il corpo provato. Molti commensali sono della zona, mentre altri arrivano dalle comunità bisognose di Caracas. Il pasto solidale viene distribuito alle 14.00, e secondo gli organizzatori ne usufruiscono regolarmente 60 persone.

Irma Morán de Herrera, di 94 anni, è una delle pioniere di questa causa a favore degli altri anziani. “Finché vivo continuerò a offrire il mio aiuto al fratello che ne ha bisogno”, ha detto ad Aleteia il 7 febbraio. “Sono molto felice di poter servire le persone bisognose”.

Con la crisi che flagella il Paese, ha spiegato, “questi fratelli anziani si trovano spesso per strada, vivono da soli o sono stati abbandonati dai familiari. C’è però qualcosa di positivo: molti sono riusciti a trasformare la propria vita e ora si valorizzano molto di più come esseri umani”.

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Il miracolo di Dio nei poveri

María de Los Ángeles, una delle evangelizzatrici, ha parlato agli anziani della “necessità di aver fede in Dio nostro salvatore se vogliamo ottenere dei miracoli nella nostra vita e testimoniarli al mondo che ci circonda”, e li ha invitati a raccontare le loro esperienze.

Ramón Landaeta, di 69 anni, ha ringraziato padre José Alejandro e gli uomini e le donne che collaborano a quest’opera di evangelizzazione perché da sei mesi usufruisce dei pasti offerti dalla parrocchia visto che non ha un impiego fisso. “È un vero miracolo, perché vivo solo pur avendo 15 figli. Nessuno si occupa di me, e invece voi lo fate e mi accogliete come se fossi un vostro familiare”.

José Pullas, di 55 anni, ha raccontato di essere stato sul punto di perdere la vita quando è stato confuso con un’altra persona, “ma Dio ha operato il miracolo” ed è ancora vivo.

“L’assalitore mi puntato l’arma alla testa e ha minacciato di uccidermi se non gli avessi detto dove si trovava la persona che cercava. Ho pregato Dio perché non mi lasciasse morire lì. Il delinquente si è reso conto di essersi sbagliato, ha tirato via l’arma e si è allontanato”.

Puyas ha confessato che da 25 anni era dipendente da droghe, alcool e tabacco, e ha ringraziato Dio e le persone della parrocchia La Guadalupe per averlo salvato dall’abisso in cui si trovava attraverso i ritiri di Emmaus che ha svolto, che lo hanno spinto a cambiare vita e ad essere un uomo che fa il bene.

“Da sette anni mi sono liberato dei vizi che mi stavano distruggendo la vita, assisto a sessioni per alcolisti e tossicodipendenti anonimi del Venezuela e grazie a Dio mi sento un essere umano nuovo”. Da 16 anni, ha aggiunto, usufruisce dei pasti preparati nella parrocchia, diretta dagli Agostiniani Recolletti.

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José Cohén

Riconoscenza verso i Corazones Solidarios

Fra’ José Alejandro Martínez, dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti, ha ringraziato per la collaborazione che riceve dai fedeli, dai movimenti di apostolato e dalle imprese che donano cibo, medicinali, abiti e articoli di igiene personale per poter far fronte alle necessità dei bisognosi. La sua congregazione riceve aiuto anche attraverso la Red Corazones Solidarios (Rete Cuori Solitari, Arcores), creata per dare una risposta alla situazione venezuelana.

Si riceve anche collaborazione dall’estero, dalle parrocchie gestite dagli Agostiniani Recolletti, soprattutto in Spagna. Ogni settimana i fedeli si riuniscono con i membri del programma per coordinare tutto ciò che riguarda il confezionamento degli alimenti che verranno consegnati il venerdì e visitano altre parrocchie.

“Oltre a offrire beni materiali si condivide la Parola di Dio perché non si sentano soli e tristi per la loro condizione di vita. Ogni tre-sei mesi vengono invitati a convertirsi attraverso la Confessione, per vivere in pace”, ha spiegato il parroco.

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