Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Venezuela: “Da un anno mangio grazie alla Chiesa e mi trattano bene”

VENEZUELA
José Cohén
Condividi

Gli anziani soli e senza un tetto che accorrono alla parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe di Caracas ricevono cibo, vestiti e medicinali, e imparano a valorizzarsi come persone

La risposta della Chiesa alla crisi umanitaria che si vive in Venezuela è evidente ovunque, anche in zone considerate benestanti come Las Mercedes, nell’“Est di Caracas”, una sorta di bolla in cui la sofferenza della popolazione non sembra evidente, e tuttavia anche qui arriva gente bisognosa.

Herlgar Buzeck, di 71 anni, è una signora che vive a La Pastora (nella zona nord-orientale di Caracas) e da un anno riceve cibo, vestiti e medicinali in questa chiesa. La signora ha lodato l’opera evangelizzatrice e sociale svolta dai membri del programma di assistenza in questi tempi di grande necessità.

“Da un anno mangio nella chiesa La Guadalupe, e mi trattano molto bene. Sono molto grata, e per questo prego Dio di benedire questi religiosi e le donne che li accompagnano, perché sono molto buoni”, ha affermato.

La parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe realizza da ormai 28 anni un programma di assistenza agli anziani in nome di San Tommaso di Villanova, promosso da un gruppo di donne che hanno deciso di essere solidali con gli anziani “perché non hanno il pane o un vestito per coprirsi, e hanno anche bisogno di parole di incoraggiamento, un po’ di calore umano e molto rispetto”.

Da allora si riuniscono tutti i venerdì cercando di offrire cibo per l’anima e anche per il corpo provato. Molti commensali sono della zona, mentre altri arrivano dalle comunità bisognose di Caracas. Il pasto solidale viene distribuito alle 14.00, e secondo gli organizzatori ne usufruiscono regolarmente 60 persone.

Irma Morán de Herrera, di 94 anni, è una delle pioniere di questa causa a favore degli altri anziani. “Finché vivo continuerò a offrire il mio aiuto al fratello che ne ha bisogno”, ha detto ad Aleteia il 7 febbraio. “Sono molto felice di poter servire le persone bisognose”.

Con la crisi che flagella il Paese, ha spiegato, “questi fratelli anziani si trovano spesso per strada, vivono da soli o sono stati abbandonati dai familiari. C’è però qualcosa di positivo: molti sono riusciti a trasformare la propria vita e ora si valorizzano molto di più come esseri umani”.

GALLERIA

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni