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L'incredibile storia di Madou: dalla guerra in Sierra Leone alle braccia di Anna e Paolo!

BLACK WOMAN, AFRICAN WOMAN,

mimagephotography | Shutterstock

Semprenews - pubblicato il 10/02/20

Unica superstite della sua famiglia nei tragici eventi della Guerra dei Diamanti in Sierra Leone, ha trovato rifugio nella foresta, accolta da un gruppo di scimmie. Qui è sopravvissuta fin che è stata trovata e portata in salvo da un missionario.

di Marco Scarmagnani

Ci sono storie che sembrano fatte apposta per i romanzi: una fuga rocambolesca, la foresta misteriosa, gli animali, e poi la scoperta della civiltà. È la storia di Mowgli, giovane protagonista del Libro della Giungla di Kipling, e dell’intramontabile Tarzan.

La fuga nelle foresta e il ritrovamento

Ma questa è una storia è vera, drammaticamente vera, perché all’inizio non c’è nulla di romanticamente selvaggio, di innocenza e natura. All’inizio ci sono sangue e proiettili, e giovani soldati che hanno falcidiato tutta la sua famiglia. Si è salvata solo lei, forse fingendosi morta, illesa dai proiettili perché era piccola e non si reggeva in piedi.
Ha visto con i suoi occhi la strage, è scappata confusa, ha sofferto la fame e la sete. Era il 1995 e in Sierra Leone infuriava la Guerra dei diamanti.
Madou oggi ha (circa) 28 anni e la sua storia, intrecciata alla storia del suo paese, della violenza, ma anche delle tante persone che nel mondo operano il bene, è scritta in un libro: Il diamante Nero, Sempre Editore. L’ha scritta insieme ad Anna e Paolo, due missionari della Comunità Papa Giovanni XXIII con i quali oggi vive nel padovano.

Una nuova famiglia

«Madou è con noi dal giugno 2005 – racconta Anna mentre Paolo è volato qualche giorno in Cile. – Avrebbe dovuto fermarsi solo 6 mesi per avere un intervento maxillo-facciale che le permettesse di chiudere la bocca». L’intervento però è stato più volte spostato perché Madou non era fisicamente pronta. «Sono trascorsi così più di tre anni, tempo nel quale Madou ha frequentato la scuola imparando a scrivere. Così ci ha comunicato la tragedia vissuta e l’incertezza del suo futuro. Per noi era una situazione concreta a cui “dare una famiglia a chi non ce l’ha”, come ripeteva spesso don Oreste». La sua presenza in casa-famiglia era già ben integrata, «non ci sono stati quindi problemi da parte nostra e dei figli, nel sceglierla definitivamente come figlia, cominciando a pensare anche al suo futuro in Italia».




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Il desiderio di aiutare chi ha bisogno

Sono passati 14 anni e Madou è cresciuta, sia fisicamente che nella personalità, attingendo a piene mani dai valori testimoniati da chi l’ha accolta. Quest’estate, ad esempio «ha vissuto 2 mesi di esperienza di fraternità e condivisione nella casa famiglia in Olanda, visitando anche le nostre realtà comunitarie in Belgio, Germania e Portogallo. Un tour europeo che non è a portata di tutti, e questo grazie all’accoglienza dei fratelli e sorelle che vivono la vocazione in quei Paesi. Il tutto economicamente a suo carico».
«Io ho trovato una mamma, un papà, dei fratelli e sorelle – ci scrive invece Madou, veloce con il suo tablet – una casa molto accogliente, degli amici e dei lavori da svolgere».

Progetti di solidarietà

Progetti per il futuro? «Non li ho ben chiari, ma l’esperienza in Olanda, che mi è piaciuta molto, mi fa pensare che la missione possa far parte del mio futuro».
E il libro? Da dove viene l’idea? «Da quando papà Paolo ha conosciuto la mia storia mi ha sempre detto che dovevo scrivere un libro, per raccontare a tutti che non bisogna mai arrendersi davanti ad una disgrazia e per spiegare che finché c’è vita c’è speranza!»
Il ricavato del libro è destinato ad un progetto di solidarietà in favore di orfani e disabili che vivono in Sierra Leone. «È la mia terra – conclude Madou – e coltivo sempre nel cuore il desiderio di andare a vivere là e poter essere di aiuto».




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Dove trovare il libro “Il diamante nero”

Il libro è disponibile in libreria dal 17 gennaio 2020. E’ possibile acquistarlo dallo store online di Sempre Editore oppure contattare la casa editrice al numero 0442 626738 o all’indirizzo semprecommunity@apg23.org

Sempre editore

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA SEMPRE NEWS

Tags:
adozionecomunità giovanni XXIIIcomunità papa giovanni xxiiiguerra
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