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“La mia storia d’amore con Gesù”. Ecco come mi ha scelta e sono diventata suora

Catholic Link - pubblicato il 10/02/20

Una spinta dal cielo

Una delle mie sorelle ha intuito in me quei sentimenti. Ha iniziato a parlare molto di più con me, e mi ha aiutata ad aprire il mio cuore alla grazia, esortandomi a pregare la Vergine Maria perché mi aiutasse a scoprire la volontà di Dio.

La mia buona Madre del cielo non ha tardato ad ascoltarmi, perché ho iniziato a sentire che in me cambiava qualcosa. La luce interiore che cresceva sempre nel mio spirito ha fatto sì che il mondo, i divertimenti, le gioie passeggere e la moda che mi piacevano tanto iniziassero a perdere il loro fascino.

Quando ho riconosciuto che si trattava di una vera chiamata di Dio, ho fatto tutto quello che potevo per rispondere prontamente. Desideravo entrare tra le Religiose Carmelitane di Firenze, ma per via della mia disabilità visiva non è stato possibile.

Non era lì che Dio voleva che servissi

Ho compreso allora che Dio aveva scelto per me un’altra comunità, che mi è stata indicata dalle stesse Carmelitane, quella che rispondeva al disegno d’amore che Egli aveva stabilito per me fin dall’eternità.

Ho terminato gli studi, e nel 1971 sono entrata a far parte della Comunità delle Suore Figlie di Gesù Re. Siamo suore non vedenti e ipovedenti di vita contemplativa. Qui ho trovato una comunità piena di gioia, molto allegra e accogliente.

Fin dal primo giorno mi sono sentita bene, mi sono sentita amata e amavo tutte, in particolare le suore più anziane, forse perché mi ricordavano la mia mamma, partita per il cielo due anni prima del mio ingresso.

Ho trovato il mio proposito e la mia felicità

Ero felice perché sentivo di aver raggiunto il mio ideale, quello di donare tutta la mia vita a Gesù. È sempre stato il mio desiderio più grande, essere sposa di Gesù! Donare la mia vita solo a Lui! È stato questo che mi ha spinta a lasciare la mia famiglia, e a superare ogni difficoltà nel cammino formativo fino ad oggi.

Stare nella casa di Dio, come dice il salmista, tutti i giorni della mia vita, gustare la dolcezza del
Signore e ammirare il suo Santuario (Salmo 26). Sì, è davvero bello stare nella casa di Dio, vivere con Lui e per Lui, elevare a Lui ogni lode incessante, facendoci voce di ogni creatura, implorando la sua grazia e il suo perdono per tutta l’umanità.

Mi sono subito resa conto del fatto che lo stile di vita delle Suore Figlie di Gesù Re corrispondeva alle aspirazioni del mio cuore, desideroso di preghiera e di silenzio per unirmi più intimamente a Gesù e con Lui offrirmi al Padre per la sua maggior gloria e l’estensione del suo Regno di giustizia, amore e pace.

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contemplazionesuoravista
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