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Blake Lively: il corpo delle mamme ci ricorda che la nostra fragilità fa miracoli!

BLAKE LIVELY
Andrea Raffin|Shutterstock
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Blake Lively risponde ai commenti poco carini sulle sue forme dopo aver partorito il terzo figlio: il corpo delle mamme ci ricorda quale grande miracolo possiamo fare quando mettiamo la nostra umanità al servizio del “sì”. Donne, celebratelo!

Ammetto che questa cosa delle star e della body positivity a volte mi fa un po’ ridere.
Nonostante le buonissime intenzioni, l’importanza di combattere il body shaming, credo che la cosa sia sfuggita un po’ di mano diventando più moda o marketing che altro (vedi tutte le pubblicità con star che allattano felici).

Spesso, con tutto il rispetto per le star, è un po’ dura calarsi nei loro panni che anche dopo una gravidanza ci stanno stretti, nel vero senso della parola! Ok i chili di troppo, le curve morbide, le smagliature mostrate con fierezza su Instagram, ma io, spesso, per quel corpo ucciderei e non solo dopo la gravidanza! Io quei chili di troppo lì, li prendo solo a guardare l’ultimo programma di Knamm, altro che parto. Quindi sono felice che anche loro si mostrino umane (più umane del solito!), ma spesso mi viene da ridere a pensare che io ancora a due anni dalla gravidanza ho una pancia moscia che loro invidierebbero (ma se volete ve la presto per i selfie da taggare #bodypositivity eh, non sono gelosa).

A mia discolpa comunque vorrei dire che non è facile fare la gravidanza abitando nel paese dell’oliva ascolana e prendere un chilo al mese.

In questo mondo di immagine, dove anche le più o meno realistiche imperfezioni sono diventate motivo di engagement sui social più che di vera condivisione (ma questo forse è il pensiero di una inguaribile cinica), ho apprezzato una Blake Lively che invece di mostrarsi in intimo e strapparci l’ennesimo “eh vabbeh Blake, pure con le smagliature e qualche rotolino sei paragonabile a me dopo le vacanze di Natale, altro che nel post parto”, nel tentativo di regalarci questa botta di autostima che non avrei in ogni caso vedendo lei, si è limitata a fasciarsi in un bellissimo abito di velluto nero e mostrarsi sul red carpet del suo ultimo film “The Rhythm Section” coi suoi innegabili chili di troppo e le forme morbide (nonostante indossasse uno scomodo body contenitivo poi, a detta sua). Niente selfie e frasi sulla consapevolezza per il like facile, ma una risposta molto bella agli haters che le hanno ricordato che non è tornata la bomba sexy di prima:

Il corpo di una mamma dopo aver avuto un figlio è fantastico. Non c’è bisogno di essere una modella e di tornare magre subito perché hai appena realizzato il miracolo più incredibile. Penso che questo debba essere tenuto a mente e celebrato.

Mi sento di ringraziarti, Blake anche se io bomba sexy non lo ero prima e non lo sono dopo la gravidanza. Piuttosto a me, dopo il parto, la bomba è letteralmente esplosa in casa.

Celebrare.
E’ davvero l’ultima parola che mi verrebbe in mente pensando al mio corpo dopo il parto. Forse potrei dire tollerare, nascondere bene sotto abiti un po’ oversize che vanno tanto di moda e non fanno contare proprio tutti, ma tutti tutti i rotolini che sono rimasti sulla pancia moscetta. Se le star mostrano fiere il corpo dopo la gravidanza (sicure, a differenza di me, che torneranno come prima, magari. E questo concedetemelo, ma fa tutta la differenza a volte!) io, il mio, non è che fossi poi così entusiasta di vederlo riflesso allo specchio.

In ogni caso, questa parola, “celebrare”, mi è piaciuta tanto: rimanda davvero a quello che il nostro corpo è, un tempio dove si è celebrato il miracolo della vita. E come sempre, le cose che consideriamo imperfette, sono quelle che più ci parlano del senso vero. Le imperfezioni lasciate dal parto sono un ricordo di quella potenza, di quanto la nostra “polvere” messa servizio dell’amore possa essere tutt’altro che superficialità. Quel corpo che spesso riduciamo a un canone estetico è fatto per fare miracoli! Può ospitare una potenza che mai pensavamo di avere. La fragilità umana è il luogo dove l’eterno, il mistero infinito della vita, da intangibile diventa un ammasso di guancette e piedini cicciosi da mordicchiare.

Mi è piaciuta questa parola proprio perché così forte. Ci ricorda che non dobbiamo solo venire a patti coi rotolini, le forme più o meno abbondanti di quelle di Blake, ma che in quelle imperfezioni c’è il ricordo di un miracolo. Godiamocelo, questo corpo fragile trasformato dalla potenza della vita. Quelle forme che, come quel bel pancione che già un po’ ci manca, non torneranno. Non ci piacciono troppo, non vediamo l’ora di liberarcene, non saremo Blake e ci sentiamo solo “brutte”, magari, ma proviamo come lei ad amarci e a goderci quel ricordo tangibile del nostro “sì”! La palestra, come sempre dopo ogni Natale, è lì che ci aspetta (…e ancora aspetta!).

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DAL BLOG MARTHA, MARY AND ME

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