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Che senso ha rispettare le norme cristiane?

KOBIETA W KOŚCIELE

frantic00 | Shutterstock

padre Carlos Padilla - pubblicato il 08/02/20

Docilità e libertà perché le leggi religiose siano un cammino per rafforzare Cristo dentro di noi

Mi costa adattarmi alle norme che mi vengono imposte, soprattutto quando quelle norme mi limitano. Bloccano il mio desiderio di fare ciò che voglio e di calmare tutte le mie ansie.

La norma mi obbliga. Il precetto esige qualcosa da me. Anche Gesù si è sottoposto alla legge: è stato presentato al tempio 40 giorni dopo la sua nascita. Gesù e i suoi genitori si sono sottomessi alla legge.

Dio sottoposto alla legge degli uomini, alla legge ispirata da Dio nel popolo di Israele. Dio fatto carne nel suo popolo, conformemente alle sue leggi.

Non riesco ad abituarmi a questo Dio così docile. Non so perché mi attirano gli dèi potenti che impongono la loro legge e il loro potere.

Mi ribello di fronte a un Dio apparentemente debole, incapace di farsi valere di fronte al potere dell’uomo. Un Dio incatenato alle sue norme. E a me costa tanto sottomettermi alle norme…

Maria Immacolata non aveva bisogno di essere purificata, ma ha rispettato la norma. Il primo figlio è un’offerta. E Maria viene purificata dopo il parto.

Il figlio viene offerto a Dio stesso. Non smette di avere un senso profondo. Il figlio di Maria, il suo figlio santo, apparteneva già a Dio prima di nascere. Ora compie solo la legge e lo restituisce.

Gesù è Dio, è uomo, è figlio di Dio, è l’offerta perfetta. È il primogenito che deve salvare l’uomo.

Viene offerto al tempio. Dio fatto carne offerto a Dio stesso. In quel tempio in cui riposava l’arca dell’Altissimo. Lì dove gli uomini lasciano le loro offerte, le loro vite donate, ai piedi di Dio.

Lì anche Giuseppe e Maria offrono senza capire tutto ciò che ascoltano. Offrono il figlio che non appartiene a loro. Obbediscono alla legge e in essa obbediscono a Dio. Ma mi fa paura che mi succeda quello che diceva padre Josef Kentenich:

“Come uomini e sacerdoti cattolici, vediamo e sperimentiamo Dio troppo unilateralmente come legge, legislatore o idea. E sono il primo a includermi in quel gruppo. Perlomeno a me capita così. Solo Dio sa quanto sto lottando per vedere e sperimentare Dio davvero come padre, come persona, e non solo come mera idea. Comprendo molto bene chi mi dice che non si sente mai vicino a Dio, ma che ha pensieri religiosi” [1].

Essere credente e seguire Gesù non è uguale a mettere in pratica le sue leggi, la sua volontà, i suoi desideri. È l’amore che mi porta all’obbedienza.

E se è la paura che mi spinge a obbedire, non sarò davvero felice, né pieno, non avrò pace. La paura è una cattiva consigliera.

Voglio sperimentare Dio nella mia anima perché la mia fede sia persona e muova la mia vita. Voglio che Gesù cresca nel mio cuore come è cresciuto nella sua infanzia.

Voglio che Egli cresca dentro di me e che le norme che seguo siano solo il cammino che permette che Egli diventi forte in me.

Leggevo giorni fa: “Esiste la legge di vita: ogni spirito finito o crede in Dio o crede in un idolo o in un feticcio” [2]. Se non credo in Dio, finirò per credere agli idoli.

Penso a tutte le norme che rispetto nella mia vita. Quelle norme che mi impone il mondo. Quelle che Dio ha seminato nella mia anima. Quelle che io stesso mi impongo. Mi fa paura il fatto di non viverle con libertà e allegria.

Ho il desiderio da bambino di non rispettarne alcune. Saltare quelle che mi danno più fastidio. Cos’è che Dio vuole che io faccia? Cosa si nasconde dietro la legge a cui obbedisco?

L’unica cosa che desidero è che Gesù cresca dentro di me e io cresca così in saggezza, in libertà interiore, in verità.

Non voglio dimenticare l’amore di Dio. È quell’amore che mi solleva e mi purifica. Fa sì che la mia vita brilli e abbia pace.

Non parla solo in norme e precetti. Va al di là del rispetto della legge. Non mi chiede un minimo. Mi chiede tutto.

L’unica legge che supera tutte è quella dell’amore. È la legge in cui non c’è altra risposta che dare tutta la vita. È quello che Gesù ha fatto sempre. Rinuncia al proprio desiderio per amor di Dio. Mi commuove quell’atteggiamento che va al di là di quello che viene richiesto.

Gesù nasce nella mia anima quando la norma dell’amore si impone al di sopra di altre norme. Voglio che l’anima si aggrappi a Gesù. È questo il senso della mia vita.

[1] J. Kentenich, Niños ante Dios. La infancia espiritual
[2] Chronik Notizen 1955, 433.

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