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Francesca Sofia Novello: se volessi stare un passo indietro perché bullizzarmi, donne?

francesca sofia novello
SpazGenev|Shutterstock
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La nota stonata di un festival incentrato sulla femminilità, che ospita monologhi contro la violenza sulle donne e le storie di mamme lavoratrici: Francesca Sofia Novello vuole essere libera di starci, quel passo indietro, ma proprio le donne, non l’hanno capita.

Vuole farcela da sola. Non vuole “aiutini” e non li vuole dal suo compagno famosissimo e maschio (per lo meno, non vuole approfittare di quella fama riflessa di cui, volente o nolente, ormai gode anche lei, almeno in parte). A sentirla parlare così nell’ultima intervista rilasciata a Vanity Fair riportata da Huffington Post, Francesca Sofia Novello, ormai più conosciuta per l’infelice frase del “passo indietro” alla conferenza stampa dell’ultimo festival di Sanremo che per quel compagno VIP (Valentino Rossi), pare l’incarnazione dell’ideale femminista. Nonostante tutto, lei afferma, dopo le polemiche sull’uscita del conduttore di Sanremo 2020, di essere stata bullizzata sui social proprio dalle donne e questo, ammettiamolo, non è che faccia molto onore all’orgoglio “pink”. Tra l’altro lei, per quelle parole che hanno punto nel vivo quel nervo da sempre un po’ scoperto delle femministe per cui, per gridare al ritorno della schiavitù e del Medioevo basta dire “indietro”, “sottomissione” o “sacrificio” con buona pace del contesto e pure se fosse uscito per sbaglio (con annesse scuse e spiegazioni come in questo caso), ha rassicurato Amadeus dichiarando:

Sono stata io a spiegare ad Amadeus il rapporto che ho con il mio compagno Valentino Rossi e a insistere sul fatto che ho bisogno di brillare di luce mia e non di cavalcare la popolarità e il faro che da anni è acceso su di lui. Quel concetto per me era chiarissimo. Finita la conferenza, mi sono avvicinata a lui e gli ho detto che è come se lo conoscessi da una vita perché è riuscito a capirmi.

Chi invece non ha proprio colto lo spirito con cui questa ragazza ha voluto approcciarsi alla sua prima e importante esperienza lavorativa, senza lasciarsi definire dal gossip, dalla sua vita privata e soprattutto dal suo compagno, siamo state noi donne:

Sono stanca che molte donne parlino per me: perché nessuna donna che era lì in conferenza si è sentita offesa e tutte quelle hanno ascoltato da fuori sì? La verità è che ho smesso di farmi domande quando sui social venivo insultata e criticata proprio dalle donne, le prime che esaltavano il femminismo e parlavano di solidarietà e del bisogno di essere tutte vicine in una battaglia. Leggere commenti così cattivi e così frustrati mi ha fatto male. […] Sono dalla parte delle donne da sempre. Quello che non si dice è che questo femminismo, in merito a questa faccenda, io l’ho sentito cattivo, completamente in contraddizione con quello che professa.

In un festival molto incentrato sulla figura femminile, che lascia spazio a monologhi contro la violenza, sulla difficoltà di conciliare maternità e lavoro, forse, questa storia che mostra invece il nostro, di lato violento, è davvero una nota stonata.
La rabbia con cui la vicenda è stata cavalcata a livello mediatico, senza un minimo interesse per il reale punto di vista dell’interessata per cui, quel passo indietro, è espressione di libertà e possibilità di mostrarsi per quanto realmente vale, ha fatto forse più male delle parole scelte da Amadeus (che potevano essere più delicate, per carità).
Abbiamo sacrificato molto, sull’altare della presunta libertà, noi femmine: tempo, famiglia, la nostra stessa indole e anche la nostra bellezza, ma Francesca non ci sta difendendo anche il suo essere bellissima, che troppo spesso sembra una colpa.

Da quando dire che una donna è bella significa dire che è scema? Ci sono tante donne bellissime che hanno fatto la storia e ribadire questo concetto è un’offesa a tutto quello che hanno costruito e ai principi per cui si sono battute.

Paradossale che in nome dell’emancipazione della donna, si sia dimenticata proprio la donna, quella reale, con emozioni, sentimenti e scelte di vita, che c’era dietro, per farla diventare l’ennesimo pretesto di una battaglia che purtroppo si focalizza sempre più spesso sull’ideologia che sulla realtà, fosse anche di una sola ragazza che sceglie, liberamente e felicemente, di stare un passo indietro.

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